L'Appunto di Aly Baba Faye

Archive for febbraio 2010

CEI: Servono nuovi politici

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(Ansa)-Città Del Vaticano, 26 Feb- Per rilanciare il Paese servono uomini politici seri e nuovi. Lo ha affermato il vicepresidente della Cei mons.Agostino Superbo.Questo presuppone un impegno educativo da parte della Chiesa, ha aggiunto il presule, perche’ ‘i politici non si improvvisano dall’oggi al domani’. Superbo ha poi manifestato ‘allarme’ per l’avanzare della disoccupazione e della poverta’ in Italia, un fenomeno, quest’ultimo, ha detto, che ha raggiunto proporzioni mai raggiunte dagli ultimi 20 anni.

La Chiesa con questo j’accuse punta il dito sulla degenerazione della politica. E lo fa nel modo più pesante e meno scontato possibile, cioè chiamando in causa le persone. Per questo è facile immaginare che si sollevi un problema di inadeguatezza della classe politica. Vien da dire che le autorità religiose non hanno tutti i torti. D’altronde se il paese è bloccato e se la moralità pubblica va a ruotoli tuttociò è opera umana non volontà divina. Non credo si tratta di ingerenza politica ma di un doveroso intervento di un punto di vista che vuol fermare il decadimento dell’etica pubblica. Dunque cambiamo le persone per cambiare la politica. Non è il tradizionale richiamo al rinnovamento  auspicato (leggi qui). C’è invece un giudizio politico sui politici. Signori si auspica il cambiamento! E com’è prevedibile questa presa di posizi0ne sarà bollata come qualunquismo o raccolta da politici (non nuovi con un lacito politico che lascia a desiderare sia sul piano politico che sul piano morale) che daranno ragione alla chiesa.  Il cinismo porta anche a queste cose, a queste forme di demarcazione strumentale. Ma un’operazione di verità deve partire dal dovere di ciascun uomo politico di fare un proprio bilancio onestamente guardandosi in uno specchio. Temo però che sia un chiedere troppo ai nostri politici che non si sentiranno minimamente chiamati in causa. Of course il problema sono gli altri. Questione di ego?

Written by Aly Baba Faye

26 febbraio 2010 at 18:21

Afghanistan: E’ crisi di governo in Olanda

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(Ansa) – Amsterdam, 20 FEB Cade il Governo in Olanda. I partiti della coalizione non hanno trovato un accordo sul prolungamento della missioni in Afghanistan. Lo annuncia il primo ministro Jan Peter Balkenende. La Nato aveva chiesto all’Olanda di lasciare un contingente fino ad agosto 2011. La richiesta, sostenuta dal centrodestra ha trovato però la ferma opposizione del suo partito laburista. Il governo Balkenende aveva preso il potere tre anni fa.

Dopo anni in cui l’Olanda aveva smesso di essere un paese modello dell’illuminismo e della tolleranza,  finalmente una bella notizia ci giunge da Amsterdam. Il governo cade sulla missione nella guerra aghana.  Una mattonella in meno nella logica della guerra è sempre una cosa positiva. Che sia opera dell’Olanda  è  anche una speranza che si possa sempre ritrovare la bussola della ragione. Se l’Irak è stata una guerra sbagliata e un clamoroso  errore, l’Afghanistan è una guerra persa, che potrebbe essere un nuovo Vietnam per gli USA.  Pensare poi all’imminenza di un attacco all’Iran  come sembra ormai inevitabile sarebbe un disastro. Occorre ritrovare le ragioni della pace e della responsabilità.  Speriamo che l’Olanda ritorni ad essere un esempio da seguire! Questione di speranza!

Written by Aly Baba Faye

20 febbraio 2010 at 13:44

Pubblicato su Attualità, Global, politica

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Worldistan: la questione iraniana!

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Il contensiozo sul nucleare iraniano continua da qualche anno (vedi qui). A volte la tensione sale.  E lo si deduce dalla comunicazione prebellica. Secondo l’ennesimo rapporto dell’Aiea, Teheran ha violato gli obblighi internazionali con l’uranio impoverito per il proprio programma nucleare.  Ma le denuncie di armi di distruzione di massa  che è stata una vera e propria bufala ha costato una guerra contro l’Irak che oggi ancora continua a fare vittime.  E naturalmente di armi di distruzione di massa non vi traccia. Pertanto l’invocazione di minacce del genere destano sempre sospetti da parte dell’opinione pubblica mondiale. Ma non importa. Quel che conta è attaccare l’Iran. Sempre nella logica della guerra preventiva. Della serie meglio non rischiare.  L’iran con la bomba atomica non s’ha da fare. E anche a qualche giorno del ritorno degli USA a l’energia nucleare (video), la denuncia di violazioni degli obblighi internazionali da parte dell’Iran, suona un pò strano. Però lo sappiamo che il gioco è quello: “io sì tu no”! In ogni caso, non è un mistero che nelle cancellerie dei grandi paesi occidentali il tema di un imminente attacco all’Iran è all’ordine del giorno ormai da parecchi mesi. L’unico ostacolo è il consenso di alcuni paesi  membri del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite come Russia e Cina. C’è chi come Israele preme per l’apertura immediata delle ostilità e chi invece vuol fare pressioni con l’arma della “moralsuasion”. E sembra che non funzioni questo tipo di intervento. Una serrata sul piano delle sanzioni non sortisce effetti. Ora bisogna attaccare. Perché l’Iran non può avere la Bomba atomica perché considerato figlio di un Dio Minore. E resta sempre la domanda: perché alcuni possono disporre dell’arma atomica e altri no? Che credibilità ha il Trattato di non-Proliferazione? Non è meglio un nuovo trattato vero sul disarmo? Se la comunità internazionale non sarà in grado di dare risposte serie a questi interrogativi allora si deve sapere che l’ordine della prepotenza non consentirà una pace duratura. Non può continuare in eterno un ordine globale basato su figli figliastri. Sarà banale dirla ma la verità è che non vi può essere pace senza giustizia e non vi può essere giustizia senza libertà. Questione di verità!

Written by Aly Baba Faye

19 febbraio 2010 at 22:18

Razzismo e xenofobia anche sul web!

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Dunque  Web e social network sono nuovi territori del razzismo. In fondo la tecnologia è un mezzo. La digitalizzazione ha rivoluzionato la comunicazione. Internet è la piattaforma digitale della realtà.  Ha abattuto i concetto di spazio e tempo.  Ma non può fare nulla sul piano dei valori.  Della serie buono il contenitore ma i contenuti sono tutto un terno al lotto.   Anzi la realtà virtuale ricalca e esalta la realtà fisica.  La possibilità di mimetizzarsi condiziona i contenuti della comunicazione.  E per questa ragione che considero non azzardato affermare che la fantasia suoera la realtà. La questione del razzismo non sfugge al mondo virtuale.  Per questo ho ritenuto interessante  la ricerca  «Io e gli altri. I giovani nel vortice dei cambiamenti», promossa dalla Conferenza dei presidenti dei consigli regionali, presentata oggi alla Camera e realizzata da Swg. Da questa ricerca emerge che  “oltre un migliaio i gruppi su Facebook che dichiarano o si manifestano razzisti e xenofobi” (Per saperne di più leggere qui).  Che dire? Nulla di particolare se non ribadire il fatto che  il virtuale non è sinonimo di virtuosismo. Questione di valore!

Written by Aly Baba Faye

18 febbraio 2010 at 19:40

Obama: Luna calante!

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(Ansa) – New York, 17 FEB – Sondaggio shock della Cnn: per il 52% degli americani il presidente Barack Obama non merita la rielezione nel 2012. 44 americani su 100 si sono detti pronti a confermare Obama per il secondo mandato, meno della maggioranza che invece e’ pronta a mandare qualcun altro alla Casa Bianca. Il divario 52 a 44 e’ stato riscontrato tra la popolazione in generale e tra gli americani votanti, campione in genere piu’ affidabile per valutare gli umori dell’elettorato.

Allora la luna di miele è finita? La speranza ha ceduta alla real politik? Delusione e malcontento. Delusione e malcontento sulla vicenda bellica (“The War Problem”) dove il Premio Nobel per la Pace, non ha impresso alcuna svolta verso una nuova “Pax Americana” (vedi qui). Niente svolta sulla “Green Economy” che avrebbe dovuto sancire un “New Deal” ecologico mentre per ora la scelta che rimbalza nelle cancellerie di tutto il mondo è il ritorno degli USA al Nucleare dopo 30 anni (video qui). Poi le incertezze sull’economia con una politica economica che non ha ancora segnato una direzione chiara. Un esempio? La questione delle banche prima messe sulla graticola, poi sostenute  con ingenti somme di danaro pubblico e poi ancora minacciate di ripagare indietro il sostegno pubblico. Insomma, i sostenitori più entusiasti come me cominciano a dubbitare.  Il malessere di parte dell’elettorato è evidente.  Un primo segnale lo  avevano lanciato gli elettori di Massachussets (come evidenziato qui). Insomma, Obama aveva chiesto all’America di credere. Oggi parte dell’elettorato,  la maggioranza,  sembra deluso. Davvero con alcune scelte compiute dall’Amministrazione Obama la fiducia è messa a dura prova. Davvero c’è bisogna di “audacia” della speranza”. E come si usa dire la speranza è l’ultima a morire. Allora speriamo e dunque “Hope for the future”!. Questione di ottimismo!

Written by Aly Baba Faye

17 febbraio 2010 at 21:26

Milano: City Jungle!

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Guerriglia urbana e faide tra bande. Un’altra scenografia di un film già visto. Milano come teatro di violenza e guerriglia (vedere qui). Una metropoli che diventa una sorta di “City Jungle”. Questa volta, però, a via Padova, la zona più multietnica di Milano, la guerriglia ha qualcosa di inedito. Questa volta, anche se la trama sembra la stessa, i protagonisti della faida vede contrapporsi giovani provenienti dall’immigrazione. Dunque, non è il “classico” scontro  tra  indigeni e allogeni, tra il classico “Noi” e “Loro” (come riportato qui). Questa volta il conflitto non coinvolge gli indigeni se non indirettamente. Questa volta non è la solita contesa sul controllo del territorio a cui siamo stati abituati (vedere qui). Questa volta le opposte fazioni sono nordafricani e sudamericani e sempre nella logica di un “Noi” che si oppone ad un “Loro”. Era prevedibile che la conflittualità sociale ripercoresse la linea delle appartenenze etnico-culturali in un contesto dove tutto sembra si misuri con il metro dell’identità e dell’appartenenza.  Nel dominio della “padanità” e del Dio Po, il feticcio dell’identità è diventata una malattia contagiosa. La grande metropoli nella sua dimensione di “città infinita” non riesce a governare la moltitudine. E Milano da potenziale capitale globale sta assumendo sempre più le sembianze di una periferia globalizzata.  E sembra che il nesso tra locale e globale  stia soltanto in un rapporto mercantile (vedere qui). La politica, in particolare quella della Lega Nord, ha voluto inalzare barriere culturali e etniche. Ciò non ha prodotto un’integrazione tra diversi ma soltanto delle “enclave” etniche. Una metropoli satellitare dove le appartenenze sono esclusive e confliggono nelle mille rivoli di un sistema di relazionismo molecolare. Non c’è  progetto nel senso di proiezione futura che vada oltre la rendita politica. Non c’è programmazione né pianificazione, cioè quella che una volta veniva definita “ingegneria sociale” e che dovrebbe essere funzione primaria della politica. E’ mancata la buona politica.  Una politica che non si ferma all’ostracismo e alla demonizzazione. Una politica che cerca di dare soluzioni sostenibili nell’interesse generale. Dispiace dire che sull’immigrazione, purtroppo, di quella buona politica non c’è ombra. Nè a Milano né a Rosarno. La questione dell’immigrazione è il segno più evidente del fallimento di un’intera generazione politica. Una generazione che si è trovata cosmopolita senza saperlo o senza volerlo. Manca un progetto di società che si faccia carico del pluralismo etnico-culturale.  C’è tanta improvvisazione e a volte persino del sabotaggio. C’è tutto e il contrario di tutto. Un pò di comunitarismo, un pò di assimilazionismo. Sta di fatto che ad oggi non c’è una via italiana all’integrazione. Le politiche abitative sono lasciate al mercato e ciò produce  forme di insediamenti che sono dei veri e proprio ghetti. Si impedisce la costruzione di moschee e proliferano luoghi di culto clandestini e dunque fuori da ogni controllo sociale.  Si vuole lottare contro le migrazioni clandestine ma non si dà possibilità di ingressi legali. Nel mercato del lavoro si fa finta che vi sono delle regole. Ma la realtà è nota: l’Italia  attira immigrazione clandestina propria perché è più facile trovare un lavoro irregolare che un lavoro regolare. Potrei continuare a ripetere cose che ho avuto modo di ripetere fino alla noia in 25 anni di impegno. Ma fatti come questi mi danno la sensazione che le mie erano  prediche  nel deserto. Ora  che i nodi stanno venendo al pettine,  mi rincresce constatare che il cinismo della politica porti alla sua inconcludenza. Se non si inverte la rotta, se non facciamo prevalere un umanesimo della speranza sulla diaspora della disperazione c’è il rischio che le prossime generazioni si ritrovino a vivere in una società medioevale. Questione di cecità!

Written by Aly Baba Faye

14 febbraio 2010 at 20:01

Worldistan: Operazione Moshtarak

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(ANSA) – Kabul 13 Feb- L’offensiva dell’esercito afghano appoggiato da reparti Usa e britannici dell’Isaf sta incontrando una certa resistenza da parte dei talebani. Fonti militari a Kabul hanno precisato che sono in corso diverse operazioni contemporanee definite di ‘pulizia’ della zona centrale dell’Helmand, da alcuni anni sotto controllo degli insorti. Per il momento i combattimenti, nell’ambito dell’Operazione denominata Moshtarak, hanno causato secondo fonti dell’esercito afghano la morte di almeno cinque talebani.

Dunque la guerra continua. E anche oggi si segnala la caduta di 3 soldati americani dell’Isaf.  Come dire, il pantano afghano  continua (vedere qui). L’unica notizia positiva che ci giunge da quella area tumultuosa è la ripresa dei contatti diplomatici tra India e Pakistan. Infatti, esponenti governativi dei due paesi si incontreranno prossimamente il 25 febbraio a New Delhi per tentare di riavviare la trattativa di pace fra i due paesi. L’incontro verterà su temi come il terrorismo e la sovranità sul Kashmir. E questa è una buona notizia. Infatti il processo di pace era stato sospeso dopo gli attentati di Mumbai che causarono oltre 195 morti e più di 300 feriti. Diciamo che una piccola luce si accende in quell’area dove si gioca la sicurezza del mondo (vedere qui). India e Pakistan sono due potenze nucleari e la pace tra i due paesi è una questione strategica anche nella partita afghana (vedere qui). Questione di pace!

Written by Aly Baba Faye

13 febbraio 2010 at 12:15