L'Appunto di Aly Baba Faye

Archive for marzo 2010

Worldistan: Bollettino Rosso

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Azioni kamikaze riportano l’attenzione sulle tensioni nel Worldistan

(ANSA) – MOSCA, 31 MAR – E’ salito a undici il numero delle vittime dei due attentati verificatisi a Kizlyar, in Daghestan. Lo riferisce la polizia locale. Secondo le prime informazioni, anche la prima delle due esplosioni e’ stata causata da un kamikaze. La prima era avvenuta quando una pattuglia della polizia si era avvicinata ad un’auto che aveva commesso un’infrazione. Nel duplice attentato sono rimaste ferite anche 23 persone, tra cui 18 poliziotti.

(ANSA) – ISLAMABAD, 31 MAR – Almeno 6 ribelli sono stati uccisi nella notte da un drone americano nella provincia pachistana del Waziristan. Lo rendono noto fonti della sicurezza di Islamabad. ‘Un attacco – dice la fonte – condotto da droni ha preso di mira una base del capo tribale Samir Khan e utilizzata dai ribelli’. Un comando di talebani ha attaccato invece stamani una caserma dell’esercito, nel Pakistan nord-occidentale, uccidendo almeno 5 militari e ferendone altri 20.

(ANSA) – KANDAHAR, 31 MAR – Almeno 17 civili sono rimasti uccisi in un attacco suicida nel sud dell’Afghanistan. Lo rendono noto le autorita’ locali. Altre 15 persone sono rimaste ferite. Secondo le prime informazioni, un kamikaze si e’ fatto esplodere alla periferia di Lashkargah, capoluogo della provincia di Helmand, dove funzionari governativi stavano distribuendo aiuti alla popolazione. A quanto sembra l’esplosivo era stato collocato su una bicicletta. Fra i feriti in ospedale, molti sono bambini.

Written by Aly Baba Faye

31 marzo 2010 at 11:43

Riecco l’estetica cosmopolita!

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La visita della coppia presidenziale francese a Washington ci ripropone quella “estetica cosmopolita” di cui ho avuto modo di parlare un anno fa (vedi qui). Riferendomi a considerazioni meramente antropoligiche e culturali, avevo scritto che Barack Obama e Nicolas Sarkozy sono due figli dell’immigrazione che ora guidano due grandi Nazioni.  Carla Bruni è figlia di italiani emigrati in Francia mentre Michelle Obama discendenti di schiavi africani. Vedere queste due coppie assieme dà la cifra di come ci sono paesi che sono capaci di rivoluzione come appunto Francia e USA (che hanno fatto due grandi rivoluzioni). Certo di questi tempi sogno anche in Italia la possibilità di assaporare un giorno il gusto del rivoluzionare, il coraggio e la volontà di cambiare senza paura.  L’idea che il futuro sia frutto di scelte di oggi è quel che manca nella mentalità italiana. La metafora del Colosseo cioè la stabilizzazione coatta come dimensione della sicurezza e della voglia di conservare fa sì che lo sguardo volge verso il passato. Ciò rapprenseta un freno alla capacità di innovare. E’ questa un male italiano che blocca il paese e impedisce di investire nel cambiamento. Basta pensare che una delle espressioni più riccorrenti che si dice ad un giovane che ha compiuto un’azione grandiosa  ia  quella di “non montarsi la testa”, di stare con i piedi per terra. Ora c’è da imparare a non aver paura del cambiamento. Cambiare non è sinonimo di peggioramento ma anche un modo per rappropriarsi del futuro. Questione di coraggio!

Sanità: il coraggio delle riforme

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E’ da mezzo secolo che stava nell’agenda delle varie amministrazioni. Tutti i presidenti hanno dovuto cedere di fronte all’opposizione delle lobbies. Obama invece ce l’ha fatta (leggi qui). Ha affrontato una vera piaga sociale, una barbaria sociale indegna di un paese civile. L’America era molto indietro rispetto ad altri paesi ricchi per il diritto alle cure mediche delle popolazioni. Ora la riforma sanitaria varata dall’amministrazione Obama ha segnato un bel colpa a favore dell’idea che la salute sia diritto umano. Dunque una bella notizia per i poveri e i ceti meno abbienti. Una riforma di civiltà per la quale il suo partito pagherà un prezzo in termini elettorali a Novembre quando si terranno le elezioni legislative. Tuttavia i Democrats hanno incassato una delle più ambiziose normative sociali del paese. Al di là delle lobbies che daranno battaglia, occorre aspettarsi anche una forte controffensiva del GOP che ha avversato questa riforma come l’anticamera di una bancarotta di Stato. Intanto questo fatto politico ridà smalto all’immagine del Presidente Obama che così recupera fiducia. Dunque rinasce la Speranza. Questione di credibilità!

Written by Aly Baba Faye

22 marzo 2010 at 12:08

Nucleare: USA-Russia a new Start?

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 Le dichiarazioni del Premier Russo Putin sul sostegno russo al nucleare iraniano proprio durante la visita di Hillary Clinton a Mosca sembravano aver compromesso ogni esito positivo della trattativa per il disarmo nucleare. Per fortuna, secondo Hillary Clinton si sono dissipati i dubbi e le preoccupazioni. Dunque era solo una nuvola passeggera. Chissà se frutto forse di una mossa tattica dello zar Putin? A quanto si è appreso i negoziatori americani e russi hanno avuto degli intensi colloqui per la firma di un nuovo trattato dopo lo START, il primo accordo che le due potenze avevano firmato nel 1991 e che e’ scaduto a dicembre dello scorso anno. Al di là del delicatissimo dossier nucleare colpisce il fatto che, nel giro di pochi giorni, la diplomazia americana abbia subito due colpi bassi che sembrano intaccare anche l’autorevolezza della leadership americana. Il primo riguarda la vicenda dei nuovi insediamenti che il governo Israeliano ha annunciato proprio durante la visita ufficiale di Joe Biden (leggi qui). Il secondo invece riguarda questa dichiarazione di sostegno da parte russo del nucleare iraniano proprio mentre la Clinton era in visita a Mosca (leggi qui) con il suo team di negoziatori per un nuovo accordo sul disarmo. Se a questi episodi aggiungiamo gli attriti diplomatici e commerciali tra USA e Cina (vedi qui) allora sorge il dubbio che la nuova Pax Americana sia effettivamente derisa e non preso tanto sul serio e che ancora oggi prevalgano i vecchi giochetti nel Worldistan. Spiace dover pensare che siamo lontani dalla “riparazione del mondo” che l’inquilino della Casa Bianca voleva realizzare e che gli ha valso il Nobel per la pace come premio di incoraggiamento. Sappiamo che il cambiamento non sarà facile ma dobbiamo trovare il modo di aiutare il consolidamento del nuovo corso che  ovviamente non è solo un problema degli USA ma di tutta la comunità internazionale. Questione di consapevolezza!

Written by Aly Baba Faye

19 marzo 2010 at 21:03

Roma: in nome della razza

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(Ansa) – Roma, 16 Mar – ‘E’ quello che ci ha aggrediti, gonfiamolo’: con questa frase Manfredi, il figlio del sindaco di Roma ed un suo amico sono stati aggrediti. Ieri sera, ai Parioli, sette giovani, di cui 3 minori, italiani ma figli di immigrati, si sono scagliati a schiaffi e pugni contro Manfredi Alemanno, 15 anni e un suo amico di 16, che, dopo un po’, sono riusciti a ripararsi in un bar e a chiamare la polizia. Alla base dell’aggressione uno scambio di persona e non e’ stata sporta denuncia.

Due episodi sono venuti ad aggiungersi all’elenco ormai lungo di fattacci che raccontano di violenza razziale e odio etnico. Il Raid alla Magliana contro un internet point gestito da Bengalesi (come già successo altre volte leggi qui e qui) e il giorno dopo l’aggressione nei confronti del figlio del sindaco di Roma (leggi qui) ad opera di una banda di giovani  italiani figli di immigrati. Sono due epidosi gravissimi ma più grave è lo sciaccallaggio politico che si è scatenato. Fare campagna elettorale sulla violenza accusando l’avversario politico è una violenza politica inaccettabile da qualunque parte essa provenga. La politica non ceda alle bassezze e sia più mite di fronte a certi fenomeni sociali. Non serve gridare al lupo al lupo ma serve senso di responsabilità nel costruire le condizioni per una convivenza tra diversi in una comunità coesa. Dopo Rosarno e dopo via Padova a Milano, dopo quel che è successo ieri a Roma dobbiamo interrogarci su quale paese abbiamo costruito e che futuro vogliamo per i nostri figli. Pertanto c’è bisogno di un nuovo approccio all’integrazione. Questione di convenienza!

Written by Aly Baba Faye

16 marzo 2010 at 22:16

Copenhagen: arrivano grande firme!

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(Ansa) – Oslo, 9 Mar – La Cina ha firmato l’accordo di Copenaghen sul clima raggiunto nel dicembre scorso. Anche l’India ha firmato il documento oggi, seguendo Indonesia, Brasile, Sudafrica, Messico. Fra i grandi produttori di CO2 manca solo l’adesione della Russia. L’accordo prevede il limite di 2 gradi all’aumento della temperatura media della Terra e la creazione di un fondo di 30 mld di dollari l’anno nel 2010-2013 e di 100 mld l’anno nel 2012-2020.

In questo marzo freddissimo che sfida il riscaldamento del pianeta un accordo come ci si aspettava dalla Conferenza sul clima a Copenhagen potrebbe essere una buona notizia.  La firma di quasi tutte le grandi potenze è una speranza in più. Certo  le divergenze tra scienziati sul tema  si declinano in posizioni politiche e  anche diplomatiche.  Ma al di là di tutto resta importante il fatto di ri-considerare il modello di sviluppo che stiamo vivendo. Resta importante  rilevare una certa consapevolezza sul dovere di cura che abbiamo nei confronti del pianeta.  In questa ottica credo si debba dimostrare maggiore attenzione per la vita e per le future generazioni. In ogni caso il compromesso raggiunto rappresenta la “metà piena del bicchiere”. Si incassa e si continua a esigere una svolta eco-compatibile. Davvero è ora di Greenomics o Green economy o ancora se si preferisce del New Deal ecologico! L’importante è avere la consapevolezza di essere la generazione che è chiamata a fare scelte indispensabili per la cura e la salvaguardia del nostro pianeta. Questione di destino!

Istat: agli italiani non interessa la politica

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(Ansa) – Roma, 8 Marzo – Gli italiani si informano poco di politica. Lo dice il rapporto Istat ‘La partecipazione politica: differenze di genere e territoriali’. Il 23,3% della popolazione di 14 anni e piu’ non si informa mai di politica: quasi 4 milioni di uomini e di 7 milioni 847 mila donne. Il 60,7% si informa almeno una volta a settimana, solo il 35,9% ogni giorno, mentre non ne parla mai il 31,9%. Ci si informa, dunque, piu’ di quanto se ne parli. E le donne continuano ad essere meno interessate degli uomini.

Che dire? al di là dei numeri resta il fatto che in Italia la disaffezione va di pari passo con la crisi della politica. La politica appassiona quasi solo le persone che in qualche modo ci mangiano direttamente o indirettamente. Come si può evincere ormai dalla variegata letteratura c’è un prevalere di logiche di “casta” e livelli patologici di autoreferenzialità. E’ così che la politica si è allontanata sempre di più dalla gente normale e dei problemi reali che li interessano. Una politica chiusa nel recinto di un grande gioco tra addetti ai lavori. Una politica spesso urlata in una bolgia cacofonica che non consente al cittadino-massa di capire. Una politica ridotta a gioco di “furbocinismo ” che si cimenta solo  su logiche di contesa e gestione del potere. C’è un problema di moralità pubblica ma anche di qualità della classe dirigente come ha denunciato la Cei la settimana scorsa (leggi qui). Serve una riscoperta della politica nel suo senso etimologico. Una politica alta che non sia solo invocata ma praticata tutti giorni altrimenti la gente continuerà a volgere lo sguardo dall’altra parte. Questione di credibilità!

Written by Aly Baba Faye

8 marzo 2010 at 14:27