L'Appunto di Aly Baba Faye

Archive for agosto 2011

Uno sciopero per l’Italia

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Finché la barca va! Anche con difficoltà.  Ma se la barca rischia di sbattere allora occorre invertire la rotta.  Oggi, la crisi è profonda. La sua natura polimorfa. Certo, il paese non è finito come la Grecia. Ha delle basi più solide. Ma il rischio è in agguato. Certo, sembrano esserci argini contro la deriva. Grazie al cuore pulsante del paese reale. A quel motore che sembra non conoscere il vocabolo “crisi”. Certo capita spesso di rallentare e tavolta anche di inciampare o di cadere. Ma è sempre pronto a rialzarsi. E’ quel paese che continua a camminare, anche zoppicando. E’ questo il vero sistema paese. Quello che regge ancora. Nonostante l’erosione di competitività. Sopravvivendo alla versatilità dei mercati. Grazie ai lavoratori. Di ogni provenienza e cultura. Le aziende di ogni dimensione e settore. Sono i soggetti attivi della produzione e dei servizi. Sono le comunità operose. Coloro che nella solitudine lottano giorno dopo giorno. Fanno sacrifici guardando avanti. In questa fase di difficoltà del paese, servirebbe però una guida all’altezza delle sfide da affrontare. Ma spiace notare che la classe politica continui a guardare il dito e non vede la luna. I partiti politici sembrano come quelli che cercando di rintoppare la mattonella mentre l’edificio sta per crollare. Davvero sembra che non si riesca a vedere che la posta in gioca sia proprio il crollo del sistema. Per scongiurare questo pericolo serve prima di tutto una mobilitazione straordinaria. Serve una consapevolezza collettiva. Una maggiore coesione sociale. Non nel senso di un generico “volemose bene”. Bensì un’assunzione di responsabilità da parte di tutti. Chi ha di più contribuisce di più. Chi non ha mai pagato cominci a farlo. La Finanziaria dei refusi e delle omissioni è davvero “classista”. Ma questa volta la logica del “mungere la stessa  mucca” non basta per uscire dalla crisi. Per questo lo sciopero indetto dalla Cgil è uno sciopero per l’Italia. Per la sua salvezza. Non è un riflesso neocorporativo. Una difesa delle categorie di “lavoratori e pensionati garantiti”. Certo, il tema delle pensioni ci sta tutto. Soprattutto le pensioni d’oro del personale politico. Ma ci sta pure il tema dell’evasione e dell’elusione fiscale. In ogni caso, non ce la si può cavare con la pigrizia. Non basterà colpire nel mucchio con un aumento dell’Iva. Certo margini per una rimodulazione dell’Iva ci sarebbero. In ogni caso, serve una forte innovazione nell’affrontare insieme il destino collettivo. Non esistono solo dei sì. Servono molti no. Ci sono delle rotture da fare. Delle scelte da assumere. Serveequilibrio e rigore. Serve coraggio e autorevolezza. Ma il governo sembra voler la strada più facile. Quella meno complicata. Allora colpire nel mucchi. In questa chiave lo sciopero indetto dalla Cgil è un fatto importante. E’ uno sciopero per la sostenibilità sociale. Un paese non può reggere eternamente su una sola parte della sua popolazione. Quelli del lavoro dipendente. E’ ora che tutti facciano la loro parte. Che non mi si parli di responsabilità. La responsabilità non è abbozzare acriticamente. Anzi. Considerando le scelte sciagurate della finanziaria, ci sarebbe da imporre dei correttivi per cambiare segno ad una manovra pigra, iniqua e inefficace. Per questo vedo con favore l’iniziativa della Cgil. Questione di responsabilità.

Written by Aly Baba Faye

28 agosto 2011 at 22:59