L'Appunto di Aly Baba Faye

Archive for luglio 2009

Ronde e Anti-Ronde

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Massa Carrara, 26 Luglio – Momenti di tensione e fermi la scorsa notte a Massa, per scontri fra giovani di estrema sinistra ed esponenti di destra. L’episodio e’ avvenuto nell’ambito della ”ronda proletaria antifascista”, promossa dall’Asp (Associazione solidarieta’ proletaria) e dalla Federazione toscana del partito dei Carc (Comitati di appoggio alla Resistenza per il comunismo) in risposta alla ronda delle ”SSS”, della destra locale. La polizia e’ intervenuta ed ha fermato tre persone.

Ecco che le forze dell’ordine avrano un supplemento di lavoro per garantire la sicurezza urbana.  Il clima di guerriglia urbana inizia nel modo meno prevedibile, riaprendo una questione mai sopita di  lotta tra fascismo e antifascismo.  Ma l’ideologia della militarizzazione del territorio contro gli invasori (vedi qui) che il governo ha voluto vendere come garanzia per la sicurezza crea nuove situazioni che richiedono “ordine e legalità”.  Dunque ronde contro ronde, guerre tra bande lasciano per ora fuori dall’arena gli invasori.  Nel frattempo il silenzio degli immigrati non consente di sapere quale tipo di reazione si deve aspettare dalle comunità. Che succederà quando la caccia agli invasori comincierà a produrre una “scalation” di violenza? Ci ricordiamo della rivolta degli africani nel Casertano? Per ora l’unica cosa che si sa è che lo “scudo comunitario” sta diventando la migliore autodifesa per  garantire sicurezza ai singoli.  Si danno consigli di muoversi in gruppo perché la logica del branco è garanzia di sicurezza contro la paura.  E dunque si sta consolidando un modello di convivenza che ricorda più la realtà della giungla che non una società umana. E  non c’è dubbio che l’Italia di questo passo si sta trasformando in Italianistan. Questione di convivenza!

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Written by Aly Baba Faye

27 luglio 2009 at 08:47

NAACP: Special Centenario!

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La NAACP (National Association for the Advancement of Colored People), l’Associazione per l’emamcipazione dei neri americani compie 100 anni. Un secolo per festeggiare in modo speciale la più antica associazione per i diritti civili.  Questa volta davvero è un bel festeggiamento.  Speciale non solo per il significato simbolico di un centenario che è sempre un bel traguardo ma speciale sopratutto per la presenza di un ospite d’onore:  Barack Obama primo nero presidente degli USA. Un nero alla Casa Bianca rappresenta l’aspirazione massima che la “mission” dell’associazione potesse contemplare. Insomma meglio di così non poteva andare anche se non si può dire “missione compiuta”.  Come dire un fratello alla Casa Bianca non autorizza a pensare che tutto sia risolto per la comunità nera. Resta ancora tanto lavoro da fare. Tanta strada da percorrere ancora per vincere discriminazioni e emarginazioni.  E nella sala dell’Hilton Hotel, addobbata di festoni e palloncini, il presidente Obama,  ricalcando per la prima volta l’appartenenza (“belonging”) alla comunità nera dice:  “Noi lo sappiamo: anche se la crisi economica colpisce gli americani di ogni razza, tra gli afroamericani ci sono più disoccupati“. Sì c’è tanto lavoro da fare per cambiare in profondità la società americana. Ora però con la consapevolezza che “cambiare si può”.  Questione di audacia!

Written by Aly Baba Faye

19 luglio 2009 at 08:52

Marwa: velo su una morte!

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Marwa El sherbiny una madre egiziana incinta di 3 mesi accoltellata a morte di fronte al figlio di 3 anni in un tribunale di Dresden in Germania. Il marito cerca di difenderla viene sparato dalla polizia e finisce in ospedale. La donna aveva denunciata il suo aggressore per averla insultata chiamadola terrorista perché musulmana col velo. Che dire? ogni parola di commento potrebbe essere superflua. L’unica cosa che merita di essere commentato è il silenzio assordante che ha accompagnato questo fatto. Ma ormai sembrerebbe la gravità di un fatto dipende più da chi li commette che non dal fatto in sè. Se fosse un marito musulmano i giornali erano pieni di titoloni e nell’opinione pubblica l’indignazione sarebbe accompagnata da tante inizative di solidarietà e Marwa sarebbe diventata simbolo di libertà. Questione di ottica!

Written by Aly Baba Faye

12 luglio 2009 at 10:22

Lettera aperta a Gad Lerner

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Caro Gad

ti chiedo scusa per l’insistenza. Ma considero l’interlocuzione con te sul tema del razzismo fintroppo preziosa. Ora con l’approvazione del ddl sulla sicurezza si è aperta una brutta pagina nella storia della Republica. Siamo nel trionfo del cattivismo che si presenta come alternativa credibile contro il cosiddetto buonismo. Siamo di fronte alla vittoria del razzismo sul cosidetto lassismo. Ma tutto questo è solo un gioco a somma zero in quanto preludio al caos sociale. Con questa deriva razzista che si nasconde dietro la sicurezza si deve prendere atto che il passaggio dalla paura alla violenza è stato breve. Siamo nel parossismo della criminalizzazione del diverso e la violazione della dignità umana.

Hanno già scritto diversi capitoli del loro romanzo dell’orrore. Hanno iniziato la loro narrazione agitando lo spauracchio del mostro cattivo ovvero dell’uomo nero. Hanno spaventato il popolo costringendolo a chiedere protezione e sicurezza. Hanno promesso e invocato la mano dura e la tolleranza zero come pozioni magiche. Nel frattempo la realtà sta già superando l’immaginazione e coloro che hanno partecipato a questo gioco al massacro non hanno più saputo indicare una soluzione al problema che hanno creato. Ora ci sono solo reazioni violenti all’ossessione securitaria che si è nutrita di paura e paranoia. Perché il popolo ha ceduto la sua libertà a dei sciarlatani che si contengono il Sultanato del caos…

Caro Gad, è più che mai urgente fare qualcosa per invertire una tendenza che potrebbe produrre grandi disastri umani. Occorre agire non più in solitario ma in una dinamica collettiva. Occorre agire non più invocando un antirazzismo generico ma creando le condizioni per arginare la deriva. Occorre fermare questa norma pericolosa che è solo una scossa di un possibile terremoto democratico. Sembra che vi sia un razzismo di popolo che dà ragione ai politici cattivisti e conferisce consenso ai xenofobi. Sembra che vi sia un consolidarsi di un razzismo democratico. Di questo si è parlato molto. Ma siamo sicuri che il razzismo sia espressione della volontà generale? E’ possibile pensarlo ma niente autorizza a dirlo con cognizione. Io conosco tanta gente che hanno attenzione e cura della dignità degli altri. e spero sempre in una scintilla che possa riaccendersi una luce umana anche nelle persone più cattive.

Non so dire quanto sia consistente la parte del popolo che potrebbe schierarsi dalla nostra parte! So che c’è tanta indifferenza quella sì. So che c’è tanta diffidenza, quella sì. So che c’è tanta paura nella testa della gente, quella sì. So che c’è individualismo e tanto egoismo sociale quello sì. Ma so anche che non tutte le persone coinvolte in questi fenomeni sono da bollare con l’infamia del razzismo. Non ci credo o meglio non ci voglio credere. Anzi vorrei credere e sono sicuro che c’è tanta gente il cui razzismo non è affatto scontato. Ecco, perché credo ancora nella possibilità di invertire la tendenza prima che siano fatti di inedita gravità a costringerci a farlo.

Gad cominciamo col pensare come agire, come scatenare una dinamica collettiva su questi temi. Cominciamo col pensare la strategia migliore per coinvolgere i molti nella costruzione di un argine civile e democratica alla deriva razzista. Non so cosa fare ma so che dobbiamo fare qualcosa, dobbiamo fermare il razzismo e la degenerazione civile e morale di questo amato paese. Non so cosa fare ma sento l’urgenza di agire, sento come un dovere morale provarci, provarci con gente come te e come tanti altri che non vogliono piegrasi alla mortificazione della nostra comune umanità.

Con stima
Aly Baba Faye

Written by Aly Baba Faye

4 luglio 2009 at 00:12

A’ la Dérive sécuritaire!

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Hanno già scritto diversi capitoli del loro romanzo dell’orrore. Hanno iniziato la loro narrazione agitando lo spauracchio del mostro cattivo ovvero dell’uomo nero. Hanno spaventato il popolo costringendolo a chiedere protezione e sicurezza. Nel frattempo la realtà ha superato la loro immaginazione e non hanno più saputo indicare una soluzione al problema che hanno creato. Ora ci sono solo reazioni violenti ad un’ossessione securitaria che si è nutrita di paranoia. Perché il popolo ha ceduto la sua libertà a dei sciarlatani che si contengono il Sultanato del Caos? Questione di paura!

Written by Aly Baba Faye

2 luglio 2009 at 20:41