L'Appunto di Aly Baba Faye

Archive for dicembre 2011

Disagi di Civiltà!

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Stanotte a Roma è morto un uomo per freddo. Ma cosa lega l’agguato razzista contro i senegalesi a Firenze e la morte per freddo di un uomo di 60 anni trovato in via Flaminia? Ebbene è la banalità della violenza nella nostra società odierna. Dunque non c’è solo l’azione violenta che deriva dal rancore contro le persone ritenute senza dignità ma c’è altresì  la violenza di una società che non sa più tutelare la dignità umana delle persone. Una verità che purtroppo si evidenzia nella ampia necrologia di cronache in cui la mortificazione della dignità delle persone porta alla morte. Per il caso specifico dell’uomo ritrovato stanotte, è vero come hanno fatto sapere i carabinieri che la vittima “non riportava sul suo corpo alcun segno di violenza” e si presume sia morto per il freddo. Per sapere con certezza le cause del decesso bisognerà attendere le analisi del medico legale della polizia. Ma è altrettanto ovvio che la violenza non è solo frutto di aggressione o di attentato all’integrità fisica delle persone. C’è una violenza che colpisce l’anima delle persone, di quelle persone finite nella discarica sociale della civiltà della mercificazione per cui in una città dove ci sono migliaia di case sfitte gira un popolo di “senzatetti” e ogni inverno alcuni di loro soccombono per il freddo. Oggi la marginalizzazione sociale e la povertà stanno raggiungendo proporzioni sempre più consistenti. E’ ora che la comunità si faccia carico di questo disagio della civiltà rimettendo in campo delle politiche sociali più incisive. Serve un’umanizzazione dell’economia che non può più continuare ad affidarsi al mercantilismo che trasforma la società in una giungla nella quale prevale la logica del “si salvi chi può”. Dicendo queste cose so che posso essere tacciato di idealismo ingenuo o peggio di moralismo spicciolo ma sento il dovere di far sentire la mia voce anche se so che non raggiungerà i molti né travalicherà il muro di sordità che circonda il potere. Forse varrebbe la pena di iniziare a prendere sul serio il tema di un’économia sociale di mercato di cui parte della convegnistica si è occupato. Questione di civiltà!

Written by Aly Baba Faye

19 dicembre 2011 at 13:14

I fiori dell’odio sbocciano ancora!

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Agguato razzista a Firenze. Stamani un uomo, armato di pistola, si è svegliato per consumare l’odio. Ne hanno fatto le spese dei cittadini di origine senegalese. Due senegalesi Mor Diop et Modou Samb sono morti e un terzo è ferito gravamente. La scena del dramma è piazza Dalmazia, alla immediata periferia della città, e poi si è spostato a San Lorenzo e ha sparato ad altri due persone per poi suicidarsi. L’uomo si chiamava Gianluca Casseri di cui si dice vicino ad ambienti di estrema destra. Sia. Ma questo non cambia nulla nella drammaticità del caso né può nascondere il fatto che il razzismo abbia piantato radici profonde nel società italiana. I fiori dell’odio continuano a sbocciare come ho già scritto nel post precedente. Siamo di fronte all’ennesimo mattone che cade dall’edificio della civiltà. Rabbia e dolore, sconcerto e tristezza. Ma i ragazzi senegalesi non devono mutare la colera in violenza. Dimostreremo che siamo capaci di soffrire nella compostezza e nella dignità. Ma reagiremo e ci attiveremo perché giustizia venga fatta. Troveremo modo di costituirci parte civile per chiedere giustizia come abbiamo fatto nel caso di Saidou Gadiaga. In ogni caso dobbiamo in quanto democratici riconoscere la sconfitta dell’antirazzismo tradizionale. Credo sia urgente rilanciare una nuova pedagogia antirazzista per bonificare l’Italia multietnica se vogliamo che essa abbia un futuro sostenibile. Oggi in particolare con l’incalzarsi della crisi economica che rischia di tramutare la conflittualità sociale in conflitti culturali dobbiamo essere vigili e fare in modo che le scorie del razzismo e della xenofobia siano ridimensionate. E’ una responsabilità di tutti e di ciascuno debellare l’odio e la violenza. Abbiamo tollerato e siamo stati assuefatti del “razzismo popolare” che ha conformato la società italiana di oggi. La classe politica, i media e altre agenzie formative devono prendere più sul serio questo fenomeno che è stato trattato spesso con superficialità e superbia. Non è questione di buonismo ma di cura della società per la convenienza di tutti. Il problema non è solo della minoranza razzista che fa troppo rumore ma la maggioranza silenziosa che non sembra più capace di indignarsi. E’ urgente liberarsi dall’anestesia della coscienza collettiva per uscire dall’assuefazione e della tolleranza della violenza razzista. Se questo paese vuole avere un futuro sostenibile, se vuole investire nell’armonia e nella coesione allora è ora che si prenda sul serio il divenire multietnico dell’Italia cosmopolita. L’Italia di oggi non ha solo il problema del rigore dei conti ma deve iniziare a fare i conti con l’esigenza di un rigore etico. Questione di visione e di gestione!

I fiori dell’odio

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Rieccoci all’ennesimo assalto di un campo rom. E’ successo a Torino. Il motivo è sempre lo stesso: l’odio. Il movente, al di là della colpa di esistere, la denuncia di stupro da parte una ragazza di 16 anni. Ma tanto per cambiare la denuncia era fasulla e la ragazza ha raccontato di esser stata stuprata da due rom. Una semplice bugia o meglio una bugia semplice. Sì una bugia semplice e sempre efficace perché si arruola di veridicità fino ad essere accettata come verità scontata. Dare la colpa ai rom o all’extracomunitario, come in modo dispregiativo vengono chiamati gli immigrati. Non è una novità in Italia. E’ successo altre volte, come nel caso di Erika e Omar tanto per citare uno dei casi di cronaca tra le più clamorose. Come dire, vuoi un colpevole per qualunque male? Eccoli tagliati per ogni esigenze di trovare un capro espiatorio: sono loro, i rom e gli immigrati. Nel frattempo queste persone subiscono violenze solo per essere rom o portatori di diversità. L’odio razziale ha messo radici profonde nel cuore della società italiana. Colpisce il fatto che la protagonista è giovanissima. Chissà se non sia nata nel periodo in cui a Torino da San Salvario si seminava l’odio per il diverso? In ogni caso, resta il fatto che moltissimi ragazzi o ragazze sono cresciuti o stanno crescendo con i “fiori del male” che il mondo degli adulti ha piantato nella foresta di una società sempre più violenta. Questo è il dato drammatico e questo è il frutto di quel che la classe politica, i media ma anche molti cittadini padri e madri di famiglia hanno seminato negli ultimi 20 anni. I rom sono il male. Gli extracomunitari dei mostri. E dunque non sorprende che i ragazzi dopo aver acquisito tutto l’arsenal dell’odio ne fanno uso. Sui rom in particolare dilaga anche il “razzismo perbene” delle persone non razziste. Capita di sorpresa che persone perbene se escano con frase fatte e quasi sempre premettendo che non sono razziste ma… E così il fuoco dei sentimenti profondi alimenta roghi tutti giorni nei autobus, nei quartieri, nelle città. Bruciamoli gridavano le milizie anti-rom! Ecco Rom e immigrati, come carbone che alimenta i roghi della civiltà dell’ipocrisia. Non so cosa diventerà questo paese tra 15 o 20 anni. Ma temo che ci sia una generazione che sarà difficile recuperare e se non riusciremo a bonificare il cervello e il cuore dei loro padri e delle loro madri. Questione di civiltà!

Written by Aly Baba Faye

11 dicembre 2011 at 20:25

Democrazia Islamica!

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Il vento di democrazia che aveva soffiato durante la Primavera Araba aveva spazzato via molti regimi nel Maghreb. Il mondo libero e i democratici di tutto il mondo avevano applaudito con molto entusiasmo il processo di democratizzazione e il vento di libertà nei paesi arabi a lungo soggiogati dalla mano dura di dittatori senza scrupoli. Ma l’Autunno Arabo presentava molte incognite come avevo scritto nel post precedente. Infatti, gli esiti delle prime elezioni organizzate libere nel Maghreb e specificamente in Tunisia, Marocco e Egitto hanno delineato una nuova geografia politica. C’è un dato che accomuna questi tre appuntamenti elettorali: l’ascesa di partiti di ispirazione islamica. Niente di nuovo se consideriamo il fatto che partiti di ispirazione religiosa esistono da sempre in quasi tutte le democrazie occidentali come dimostra la folta schiera partiti cristiani nei popolari europei. Nonostante ciò, c’è una preoccupazione da parte di molti opinionisti del mondo occidentale. Una preoccupazione che deriva dalla paura dell’islam indotta dalla propaganda post-Undici Settembre. Nell’era Post-Guerra Fredda, l’Islam è stato additato come nemico principale dell’Occidente e/o comunque un ostacolo alla massificazione propedeutica alla globalizzazione dei consumi. Ed è questo tipo di logica che ha portato alla sua rappresentazione come simbolo d’integralismo religioso o addirittura di terrorismo. Fatto sta che il partito islamista tunisino Ennahda, duramente represso sotto il vecchio regime, e legalizzato dopo la rivoluzione, ha fatto il suo ingresso sulla scena politica attraverso la grande porta e con i suoi 41,47% di voti certamente inciderà sulla gestione del paese e il suo futuro. Anche in Marocco ha vinto il partito islamista “Giustizia e Sviluppo” e il suo segretario sarà il nuovo primo ministro. Infine, anche le elezioni in Egitto hanno premiato partiti di ispirazione islamica come i Fratelli Musulmani, il partito salafista Al Nour e il partito dei Musulmani moderati Wassat che insieme hanno totalizzato ben 65,25 % dei voti. Dunque, a prescindere dal giudizio che si ha dell’islam e di come questi partiti governeranno i loro paesi, resta il fatto che la nuova geografia politica sia il prodotto della volontà popolare in quei paesi. Questione di Democrazia!