L'Appunto di Aly Baba Faye

Archive for aprile 2009

Potere talibano in Pakistan?

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talibanI talibani si sono insediati nel distretto di Buner a 100 kilometri di Islamabad la capitale Pakistana. Ora si teme addiritura una presa di potere da parte dei talebani. Hillary Clinton parla addirittura di “abdicazione” di Islamabad di fronte al potere talebano. Infatti il Presidente Asif Ali Zardari si era detto disponibile ad accettare che la Sharia, sia applicata nella Valle di Swat controllato dai talebani se quest’ultimi accettassero di deporre le armi.  Però più che una gentile concessione  da parte di Islamabad sembra una presa d’atto, come per fare di necessità virtù. D’altronde si sa che i talebani hanno già istaurata la Sharia in quella Valle ma la loro offensiva militare non si ferma.  Quel che è chiaro è che i Talebani mirano a prendere il potere. E se questa ipotesi diventasse realtà allora ci sarebbe da preoccuparsi sul serio.  L’insediamento di un regime talebano in Pakistan, un paese che dispone della bomba atomica non è un fatto  rassicurante. Questione di controllo!

Written by Aly Baba Faye

30 aprile 2009 at 15:49

Imam nero: affirmative action!

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Per la prima volta un nero, figlio di immigrati poveri, Cheikh Adil Kalbani (49 anni) diventa Iman della Grande Moschea della Citta Santa della Mecca. Sorge spontaneo l’accostamento con l’entrata di Barack Obama alla Casa Bianca. Ma forse questo fatto dell’Imam assume un valore più forte e quasi rivoluzionaria rispetto all’elezione di Obama. Infatti se negli States c’è stato un movimento dei diritti civili che ha prodotto forme di “affirmative action”; Nel mondo islamico il razzismo si è da tempo nascosto dietro l’affermazione di principio della uguaglianza di fronte a Dio. Infatti da un punto di vista teologico-formale l’islam è una religione egualitaria nella quale non conta né il colore della pelle né la classe sociale di appartenenza. Ma sul piano sostanziale le cose sono andate diversamente in quanto finora in molte società islamiche l’essere arabo sembrava un marchio di superiorità e l’essere nero è stato assimilato all’essere schiavo. Per questo la vicenda di Cheikh Adil Kalbani (49 anni) è una vera innovazione politica e culturale che  si ricongiunge con la figura del primo Muezzin dell’Islam ai tempi del Profeta ovvero Bilal.  Ora dunque un nero imam alla grande Moschea della città Santa è una scelta che potremo definire di “re-affirmative action” oppure il rilancio di una sorta di “teologia della liberazione” in ambito islamico. Questione di coerenza!

Written by Aly Baba Faye

28 aprile 2009 at 20:58

Il G8 della misericordia!

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E Silvio s’inventò il G8 della misericordia! Porterà Obama ad Onna e la Madonna tra i terremotati. Risparmierà un sacco di soldi per un Summit che sul piano simbolico assumerà i connotati di una grande operazione di marketing politico. Infatti è presumibile che questo appuntamento sarà venduto al mondo intero come un G8 del fare, un G8 della politica al servizio della gente. Insomma un G8 della nuova e buona politica, di quella politica vicina alla gente che lo stesso Obama sembra voler incarnare. Certo non mancheranno voci di cassandre con la loro denuncia di “sciaccalaggio politico” o elaborazioni di analisti con riferimenti al Principe di macchiavelica memoria. Ci potrebbe stare tutto questo. Ma sarebbe riduttivo e assai sciocco ignorare la portata dell’operazione che Silvio sta portando avanti. Un’operazione con diverse sfaccettature intessute su una buona strategia di comunicazione, ossia la “Total Quality Communication” (TQC). Poi come al solito il messaggio è semplice ed efficace:  ci pensa Silvio! Questa operazione è propedeutica al raggiungimento dell’obbiettivo del 51%. Dunque un messaggio che va ben oltre i terremotati dell’Abruzzo. Infatti, per i comuni mortali, le vittime di terremottini psicologici, quelli subdoli che fanno cascare il mondo sulla testa, i precari in preda alla paura della crisi, all’angoscia di non potercela fare c’è anche un messaggio: “Hope”. Ora il principe è impegnato per i frattelli e sorelle abruzzesi.  E avete visto che dalla disgrazia del terremoto sta arrivando la grazia del Signore? L’idea che quando ci pensa il Principe tutto si risolve acquisice una sua “credibilità”. Se c’è volontà si può trasformare un “handicap in un atout”, “un rischio in un’opportunità”. Sì c’è Silvio, il principe buono e pragmatico che a reti unificate regala la dentiera alla signora in 24 ore! Il principe di Arcore vuol  passare per l’uomo della Providenza? Silvio sta recitando bene la parte! E lo fa come nessuno meglio di lui saprebbe fare. Costringendo anche i più scettici a dubbitare della sua “capacità di nobilitare” la pratica del sciaccalaggio politico. Chissà se di questo passo Silvio non convincerà i più scettici che sia davvero toccato dall’unto del signore? Questione di marketing!

Written by Aly Baba Faye

24 aprile 2009 at 10:44

Usa: fine all’embargo su Cuba

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Washington– Obama apre la strada a una cancellazione dell’embargo a Cuba e a future relazioni diplomatiche. Il presidente americano ha ordinato la revoca delle restrizioni sui viaggi e sul trasferimento di denaro. Sarà presto possibile telefonare e ricevere chiamate direttamente dagli utenti dell’isola caraibica. Gli operatori americani potranno partecipare alle gare per l’emissione delle licenze, ovviamente con il sì dell’Avana. Non esclusa la possibilità di istituire voli regolari.

La strategia del presidente, secondo il portavoce della Casa Bianca Robert Gibbs, avrà l’effetto di aprire canali di informazione a favore della gente che abita a Cuba. “E’ un modo per rendere i cubani meno dipendenti dal regime castrista”. La direttiva allarga tra l’altro la gamma di oggetti che potranno essere spediti a Cuba per includere abiti, oggetti di igiene personale e attrezzature da pesca. Sarà proibito inviare doni a funzionari del governo e del Partito Comunista.

L’annuncio, alla vigilia del Vertice delle Americhe che si aprirà questa settimana a Trinidad, risponde alle pressioni dei leader latino americani per una normalizzazione delle relazioni tra Stati Uniti e Cuba. L’embargo contro l’isola dura dal 1962 e fu introdotto da JFK. Carter negli anni  ’70 lo allentò, Reagan introdusse negli anni ’80 regole più dure.  Di recente Bush aveva varato regole che permettono visite familiari ogni 3 anni, ma riducendo i permessi.

L’apertura di Obama è speculare ai passi che Raul Castro sta facendo a Cuba per rendere meno duro il regime instaurato dal fratello Fidel. Aperture su internet, sul commercio, sulla comunicazione, permesse perfino piccole forme di dissenso. [Fonte: La Repubblica]

Un altro plauso per quest’ulteriore passo per il consolidamento della nuova Pax Americana. Infatti dopo  la svolta diplomatica sull’Iran e il braccio teso alla Turkia, quella su Cuba rientra in un disegno basato sulla strategia della distensione. Dopo le “distrofie muscolari” del neoconservatorismo di Bush,  la  scelta dell’Amministrazione Obama è una precondizione necessaria per una geopolitica globale basata sul perseguimento della pace sostenibile.  Che dire altro se non che risulta evidente il fatto che il potere della diplomazia è la via per una leadership consensuale.  So not only the diplomacy of Power but the Power of diplomacy. Della serie l’autorevolezza se non te la danno gli altri è solo autoritarismo. Questione di consenso!

Written by Aly Baba Faye

14 aprile 2009 at 12:39

Iran: dialogo nucleare

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L’Iran è pronto al dialogo con l’Occidente se basato “sulla giustizia e sul rispetto”. Sono queste le parole di Mahmoud Ahmadinejad all’occasione dell’inaugurazione del primo impianto nucleare del Paese. Il presidente ieri ha infatti presenziato ad Isfahan al battesimo del primo impianto per la produzione di combustibile nucleare. L’impianto, in cui secondo le autorità iraniane lavorano solo esperti del paese, dovrebbe rifornire di carburante il reattore nucleare ad acqua pesante di Arak, da 40 megawatt, che è in costruzione nella provincia di Markezich e dovrebbe diventare operativo nei prossimi due o tre anni. Nel corso della giornata c’è stata (fonte “press tv”) una visita al sito per l’arricchimento dell’uranio a Natanz, dove al momento sono operative 6.000 centrifughe e, secondo l’Agenzia iraniana per l’energia atomica, altre 4.000 centrifughe saranno installate nel corso dell’anno.  Che dire altro se non che il nucleare come base per il dialogo è un ‘idea che ricorda il detto “se vuoi la pace prepara la guerra“!  D’altronde è  in base a questo assunto che chi ha potuto si è dotato della Bomba Atomica. Ma in questa prospettiva del  “o tutti o nessuno col nucleare ” diventa l’unica via perseguibile per la pace perpetua. Io preferisco la seconda ialternativa cioè  nessuno col nucleare e perciò sostengo l’idea di Obama di un mondo senza atomica: Questione di sicurezza!

Written by Aly Baba Faye

10 aprile 2009 at 12:16

Un anno di blog!

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dscn0213 Un anno fa avevo deciso di creare questo blog e di chiudere quello storico che avevo tenuto dal 2004. L’idea nasceva in un momento di solitudine politica nei giorni delle elezioni del 2008. Avevo deciso di continuare l’esperienza ma in forma diversa e innovativa in termini di leggibilità, di costanza e di visibilità.  Il tutto in una strategia espositiva nella blogosfera e di fidelizzazione dei visitatori. Sapevo dunque di non ripercorrere lo stesso sentiero. Anche perché il blog come strumento di comunicazione stava passando di moda e comunque perdeva quotazione.  Infatti,  con l’esplosione dei social network (facebook, myspace e altri), molti blogs sono stati ridotti a diari individuali, luoghi per parlare a se stesso o nella migliore delle ipotesi con pochi intimi. Infatti l’esperienza precedente mi aveva chiarito la difficoltà di interagire con gli altri e dunque di comunicare.  Ciò nonostante decisì di aprire il nuovo blog e di farne anch’io un diario dove raccontare stati d’animi individuali e collettivi, archiviare riflessioni e analisi, segnare eventi o ricorrenze, segnalare fatti del mondo circostante. Insomma una raccolta di  sguardi sulla realtà che mi circonda. Oggi ad un anno di distanza i numeri sono questi: 124 posts, 69 commenti, 500 tags e più di 15000 clic through o visite (cioè una media superiore al 1000 visite al mese). Niente male direi. Anche perché oramai il luogo di comunicazione per eccellenza è diventato la mia pagina facebook,  ma il blog come diario funziona almeno come promemoria. Nella società dell’informazione sono questi degli spazi vitali per l’esercizio della libertà di communicazione. Pertanto vanno utilizzati finché il potere ce lo permetterà. Questione di opportunità!

Serracchiani: espiazione di colpa?

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serracchiani Mi sono imbattuto in un post della Debora Serracchiani rispetto alla sua candidatura alle elezioni europee. Pare che siano in molti a chiederle di rinunciare e di evitare di cavalcare l’onda di popolarità che l’intervento all’assemblea dei circoli del suo partito le ha dato. Insomma niente “audacity of hype” sembrano dire alcuni che sono perplessi rispetto a come nasce questa sua candidatura. Da osservatore dei processi politici credo nel contesto attuale e per quel che è rimasto dei partiti lei faccia bene a candidarsi anche perché si tratta di una richiesta di disponibilità che proviene dal suo territorio. La sua sarebbe una candidatura che maturerebbe dal basso essendo lei priva di “big sponsor”. Certo i new media l’hanno reso popolare da youtube e da internet. Dunque a mio avvio Debora ha il dovere di metterci la faccia anche in coerenza con quel che va dicendo. Vada come vada l’accetazione da parte sua è un atto di coerenza oltrecché di generosità politica. Chi invece le chiede di non accettare questa candidatura, oltre a sospettare un cavalcare l’onda di popolarità appunto “the Audacity of Hype”, solleva obiezioni che meritano qualche attenzione. E questo ci porta diritto in una discussione su come nascono le candidature. Insomma, non è il caso di trattare qui le forme tradizionali del “clanismo politico” o della pastorizia dei capi correnti. Mi permetto di ricordare alcune candidature che non sono rientrate nella normale militanza partitica ma frutto di cooptazione. Nella storia recente hanno beneficiato di candidature “risarcitorie” mogli e familiari di “martiri” della Repubblica (con tutto il rispetto per Olga D’Antona o Rosa Calipari!) o di riconoscenza (magistrati e giornalisti amici per servizio reso da Ayala a Gambescia, Santoro, Lilli Gruber ecc) o infine le candidature di espiazione della colpa (l’operaio della Thyssen oppure il caso della Dacia Valent che fu portata al Parlamento europeo come risarcimento della violenza razzista che l’aveva colpita!).  Quella della Serracchiani rientra nella logica di cooptazione risarcitoria di fronte al blocco generazionale dei sessantottini che hanno sequestrato il potere politico in questo paese. Da questo punto di vista la Serracchiani servirebbe per espiare il loro “senso di colpa”, insomma una sorta risarcimento che rischia di essere solo un contentino simbolico per rinviare sine die un vero dibattito sul rinnovamento della classe dirigente, sui meccanismi di selezione della medesima. Dico “en passant” che il rinnovamento non è un fatto meramente anagrafico ma la capacità di promuovere una nuova politica nel XXI° Secolo. Una politica nuova nei linguaggi e nei suoi strumenti. Detto questo credo che Debora Serracchiani debba accettare la sfida e mettere questa sua candidatura al servizio appunto di un vero rinnovamento! Buona fortuna Debora!

Written by Aly Baba Faye

5 aprile 2009 at 20:10