L'Appunto di Aly Baba Faye

Archive for luglio 2008

Bobo: Un pacco sicuro per tutti!

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ROMA (Reuters) – L’Aula del Senato ha approvato oggi in via definitiva la conversione in legge del decreto che contiene misure urgenti in materia di sicurezza. Hanno votato a favore 161 senatori, no 120. Otto gli astenuti. L’Udc aveva annunciato la propria astensione sul provvedimento. L’Aula ha esaminato soltanto le parti del provvedimento modificate dalla Camera, ossia quelle relative alla norma “blocca processi”. A Montecitorio il governo aveva posto e ottenuto la fiducia sul maxiemendamento al dl che riproponeva il testo già votato da Palazzo Madama con una sostanziale modifica, quella che elimina l’automatismo del rinvio dei procedimenti per i reati meno gravi affidando la decisione in merito ai giudici. Il provvedimento prevede tra l’altro norme per rendere più facili le espulsioni dei clandestini, l’aggravante dell’irregolarità per l’immigrato che compie un reato, nuovi poteri per i sindaci e militari a pattugliamento congiunto con la polizia nelle città.

Arriva il regalo di Bobo. Gli immigrati non romperanno più i maroni. Finalmente padroni a casa proprio. Sarà più facile cacciarli. C’è pure l’aggravvante dell’irregolarità. Più poteri ai sindaci. Città pattugliate con polizia e militari. Già à la guerre comme à la guerre! I cittadini ora possono tranquillizzarsi. Niente più scippi. Niente più stuppri. Nemmeno lo spaccio. Via la droga e forse la prostituzione. Una vera rivoluzione! La nuova stagione italiana. D’ora in poi l’Italia da paese di bengodi diventa un vero paradiso terrestre. Ci hanno pensato i politici di razza. Quelli che non sono né di destra né di sinistra. Quelli della tolleranza zero. Quelli che ce l’hanno duro. Anche chi ha votato no o si è astenuto si deve accontentare. Certo si poteva fare di più! Ma il taglio dei fondi alle forze dell’ordine non sarà d’intralcio. Si arriverà comunque in fondo. Promessa sicura. Finalmente tutti felici e contenti. Questione di mito!

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Written by Aly Baba Faye

23 luglio 2008 at 13:59

Il Plenum: Forleo via da Milano!

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Roma, 22 lug. (Apcom) – Via da Milano il gip Clementina Forleo. A larga maggioranza il plenum del Csm ha approvato infatti la delibera con cui si dispone il trasferimento d’ufficio per incompatibilità ambientale del giudice delle indagini preliminari delle inchieste sulle scalate bancarie. Venti sono stati i consiglieri che hanno sostenuto la proposta della Prima Commissione; tre i contrari; un solo astenuto.

Che dire? se non che, almeno sul piano simbolico e della tempestica, questa decisione è arrivata tempestivamente nel giorno della pubblicazione del racconto di Tavaroli sull’affaire Telecom. E il tema è mutatis mutandis lo stesso, il connubio tra politica e affare. Le scalate bancarie con l’avvallo di politici come nel caso Unipol oppure l’affaire Telecom con tangenti pagati nei conti esteri dell’Oak Fund. Sempre lo stesso tipo di dossier con esponenti politici, banchieri e imprenditori. La triplice alliance tra potere politico, potere finanziario, e potere mediatico. In sottofondo la questione delle intercettazioni… Il dossieraggio e il poetere di ricatto. Lasciamo stare. La congiunzione dei due fatti odierni è il tema di questo post. Che cosa si cela dietro? C’è una manovra? oppure possiamo dire, senza doppi sensi, che è “frutto del caso”? Come si dice un “caso” è un fatto la cui logica sfugge alla nostra capacità di spiegarlo razionalmente. Dunque, come normale cittadino, non ho altra scelta che affidarmi all’idea che è un “caso”. O meglio sarebbe solo una coincidenza. Spero non nel senso di “comune incidenza”! Fatto sta che la sequenza temporale è davvero curiosa. E senza pensare male, si può tuttavia dire che questa decisione presa in questa giornata è invitante per gli spiriti dubbiosi. Come si dice “a pensar male si commette un peccato ma …” Per noi peccatori è il colmo. Sopratutto se ci si mette il racconto, a dir poco allucinante, dell’ex-responsabile della security Telecom. Un racconto che porta a vedere la vita pubblica come scissa tra due polarità: una apparente e l’altra sommersa. P1 e P2 complementari tra loro. Fatto sta che la GIP Clementina Forleo che stava indagando sulle scalate bancarie è stata trasferita d’ufficio. La ragione? Incompatibilità ambientale! Questione di pulizia!.

Written by Aly Baba Faye

22 luglio 2008 at 20:44

Irak: Push to stop the course!

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Washington – 19 luglio (AGI): Svolta alla Casa Bianca sull’Iraq. Per la prima volta l’ipotesi della definizione di un “orizzonte temporale” per il ritiro delle truppe statunitensi dell’Iraq ha fatto breccia nell’amministrazione americana. E’ quanto hanno concordato giovedi’ il presidente George W. Bush e il premier iracheno, lo sciita Nuri al Maliki, nel corso di una videoconferenza, in cui hanno ribadito che ogni riduzione del contingente “si basera sui continui miglioramenti (della sicurezza) sul terreno e non su arbitrarie date di ritiro”, ha spiegato la portavoce Dana Perino. L’ultimo riferimento e’ una frecciata al programma elettorale del candidato democratico alla casa Bianca Barack Obama che prevede di portare a casa tutti i soldati usa entro 16 mesi dal suo ingresso nello Studio Ovale. Tra Washington e Baghdad le differenze restano: mentre la Casa Bianca parla di “riduzione delle truppe” il portavoce del governo iracheno, Ali al-Dabbagh ha indicato come obiettivo finale “il loro ritiro”

Dunque, dopo il raffredamento della temperatura con l’Iran, ora ci si attiva per il ritiro delle truppe americane dall’Irak. E’ questo il cammino della nuova Pax Americana? Io spero sia questo il tanto sospirato “Effetto Domino”!  Vien da chiedersi a quando l’Afghanistan? Pazienza, bisogna aspettare ancora un pò. Ogni caso e il suo momento. Una Realpolitik all’insegna di un grido di “pace”! Ebbene sì. Bisogna fare di necessità virtù!Gli americani non ce la fanno più. Questione di potenza!

Written by Aly Baba Faye

18 luglio 2008 at 23:43

Iran: The diplomatic option!

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New York, 18 lug. (Apcom) – Il segretario di Stato di Washington, Condoleezza Rice, ha confermato che gli Stati Uniti hanno cambiato atteggiamento nei confronti di Teheran, consentendo a una delegazione guidata da William Burns, il numero tre della diplomazia americana, di incontrare a Ginevra rappresentanti del regime degli Ayatollah domani. Ma Rice nega che sia in atto una svolta nella politica sul nodo delle ambizioni nucleari di Teheran, che continuano ad essere un ostacolo alla ripresa dei rapporti diplomatici tra i due Paesi. Rice ha chiarito la posizione americana, rispondendo alle domande dei reporter il giorno dopo una altra mezza ammissione del governo sulla prossima riapertura di un ufficio di rappresentanza di Washington in Iran, dopo uno strappo diplomatico durato trent’anni. “Gli Stati Uniti – ha detto Rice – non hanno nemici permanenti”, commentando il viaggio a Ginevra di Burns. “Speriamo che il messaggio che lanciamo a Teheran arrivi a destinazione, e cioè che noi siamo pienamente convinti che se l’Iran scegliesse la via del dialogo potrebbe migliorare i rapporti con la comunità internazionale”. Ma anche per il mondo è un messaggio chiaro, secondo Rice: “il nostro approccio è che occorre risolvere la crisi con lo strumento della diplomazia, e continueremo su questa strada”. A Ginevra Burns, parteciperà alla riunione del capo della diplomazia dell’Unione Europea Javier Solana, e delle delegazioni di Germania, Francia, Gran Bretagna, Cina e Russia con il negoziatore iraniano Said Jalili. Ma il punto fermo per Washington resta lo stesso, e cioè che la premessa è la rinuncia iraniana alle sue ambizioni nucleari.

Mi vien da dire, magari fosse vero! Sarebbe una svolta positiva. La diplomazia preventiva al posto della guerra preventiva. Che sollievo! Poi tutti sanno che lo spauracchio dell’atomica iraniana è una buffala. L’Iran non ha nemmeno la tecnologia per fabbricare la bomba atomica di prima generazione. Poi al dire degli esperti dell’Agenzia Internazionale per l’Energia Atomica (AIEA) che hanno fatto molte ispezioni nelle centrali nucleari iraniane dicono si tratta di nucleare civile. Ma come si dice l’autorevolezza non te la danno gli altri!E forse non importa. Vi ricordate la storia delle armi di distruzione di massa di Saddam? E ancora il disastro si sta consumando sotto i nostri occhi! Peraltro un attacco all’Iran sarebbe ancora peggio nelle sue conseguenze. Un disastro non solo per gli USA ma per l’economia mondiale e per le relazioni internazionali. Dunque ben venga una svolta diplomatica degli USA. Questione di realismo!

Written by Aly Baba Faye

18 luglio 2008 at 22:46

Auguroni a Nelson Mandela!

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Oggi Nelson Mandela compie 90 anni! Dunque auguroni! Sono settimane che in molti festeggiano questo grande uomo. Ci sono stati concerti, eventi vari e persino un augurio collettivo su internet http://www.happybirthdaymandela.com/ . Di Mandela si scritto e detto tanto. Libri, film, cartoni animati, di tutto e di più. La grandezza del personnaggio lo impone. Per me è un maestro! Ho avuto anche l’onore di stringergli la mano. Mi ricorderò sempre quel momento. L’emozione indescrivibile che ho vissuto…. Ci tenevo a dirlo! Tuttavia, oggi per celebrarlo ho composta una sorta di poesia usando le lettere del suo nome. Un modo di tradurre il mio sentimento e l’idea che ho di questo grande uomo. Questione di gratitudine!

A NELSON MANDELA

Niente può essere più nobile!
Esaltare nell’uomo il suo essere
Liberando totalmente la sua anima
Salvaguardandola da mali comuni
Onorando così l’umanità che è in noi
Nobilitando il senso della vita.

M
orire in loro per rinascere in sè,
Amare loro per ciò che vive in cuor suo;
Nobilitare il peccatore con il suo perdono,
Difendendo il suo sogno di pace e libertà;
Elevando con il suo spirito l’umana dignità,
Liberando il cuore dalle catene dell’odio
Assaporata la dolcezza dell’Amore.

Aly Baba FAYE

Written by Aly Baba Faye

17 luglio 2008 at 23:44

Giustizia: l’eccezionalità italiana!

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C’è una posizione speculare sul tema della giustizia tra il dibattito italiano e la notizia che giunge dalla Corte penale internazionale. La congiunzione temporale è curiosa! Mentre in Italia si vota il lodo Alfano che stabilisce nella sostanza l’immunità per le alte cariche dello Stato, il Procuratore generale della Corte penale internazionale, Luis Moreno-Ocampo, chiede alla Corte di spiccare un mandato internazionale d’arresto nei confronti del presidente sudanese Omar Al Bashir (leggi qui). Una richiesta che se verrà ritenuta ammissibile sarebbe la ri-affermazione di un principio giuridico importante ossia che “nessuno può essere al di sopra della legge neppure un capo di Stato“. Si rammenta il fatto che sarebbe la terza volta che ciò accade dopo i casi di Milosevic e di Charles Taylor (Liberia). Inoltre sarebbe un segnale forte che dimostra l’utilità di questi tipi di giuridizione che finora si sono configurati come delle sovrastrutture al quanto inutili. E si potrebbe leggittimare quel principio di “ingerenza umanitaria” che finora si è bloccato di fronte allo scudo della sovranità nazionale impedendo in molti casi un intervento energico della comunità internazionale a difesa dei diritti umani. Ma al di là della rilevanza di questo fatto, è importante rilevare come, da un punto di vista della filosofia del diritto, questa richiesta faccia a cazzotti con le argomentazioni di fondo che vogliono giustificare il lodo Alfano per l’immunità delle alte cariche dello Stato. Che Di Pietro e coloro che lo pensano come lui mi perdonino! Ma ancora una volta l’eccezione italiana prevale rispetto alle dinamiche della comunità internazionale. Dunque sovranità nazionale o tutela del sovrano?  Affari nostrani!

Written by Aly Baba Faye

15 luglio 2008 at 12:56

Darfur: arrestare Al Bashir per fermare il genocidio!

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Il Procuratore generale della Corte penale internazionale dell’Aia Luis Moreno-Ocampo ha chiesto alla comunità internazionale di spiccare un mandato di arresto internazionale contro il presidente del sudan Omar Al Bashir per fermare lo sterminio in atto nel Darfur. Sono 10 i capi d’accusa che il Procuratore generale contesta al Presidente sudanese: 3 per genocidio, 5 per crimini contro l’umanità e 2 per crimini di guerra. Nel primo caso, Al Bashir è accusato dell’omicidio di esponenti delle tribù africane Zur (da cui il nome Darfur, terra dei Fur), Masalit e Zaghawa della regione, di aver causato loro gravi danni fisici e mentali e di aver imposto condizioni di vita tali da portare alla loro eliminazione. I cinque capi di accusa per crimini contro l’umanità riguardano omicidio, sterminio, deportazione, tortura e stupro. Infine, Al Bashir è accusato di crimini di guerra per gli attacchi lanciati contro i civili e la devastazione portata a città e villaggi. I giudici della Corte penale internazionale dovranno ora valutare le prove presentate dal procuratore e decidere se spiccare il mandato di arresto. “Il genocidio è un crimine per il quale è sufficiente l’intenzione o il tentativo di commetterlo, non occorre attendere che muoiano queste 2,5 milioni di persone“, ha detto  Moreno-Ocampo in un’intervista all’Associated Press. “Il genocidio è in atto“, ha aggiunto, denunciando lo stupro sistematico come un elemento centrale della campagna di sterminio. “Vengono stuprate donne di 75 anni, bambine di 6 anni – afferma – ci sono stupri di massa, stupri di gruppo, stupri davanti ai genitori“.

Il conflitto è in corso nella regione occidentale del Sudan dal febbraio 2003 e ha già provocato la morte di oltre 300.000 persone e lo sfollamento di circa 2,5 milioni di profughi. Moreno-Ocampo ha affermato che “gran parte della popolazione africana delle tribù Fur, Masalit e Zaghawa è stata cacciata dalle propria case nel 2004. Da allora, i miliziani arabi noti come janjaweed (diavoli a cavallo), con la complicità del governo di Khartoum, hanno preso di mira i campi con l’intento di far morire di fame i profughi. “Queste 2,5 milioni di persone sono nei campi. Le forze di Al Bashir non hanno bisogno delle camere a gas perchè sarà il deserto a ucciderle“, ha aggiunto il procuratore generale, facendo riferimento ai campi di concentramento nazista. I profughi “non hanno più acqua, né cibo né bestiame. Hanno perso tutto. Sopravvivono grazie agli aiuti alimentari internazionali“. Si rammenta che il conflitto scoppiò nel 2003 quando le tribù africane imbracciarono le armi contro il governo arabo di Khartoum per rivendicare una maggiore partecipazione all’amministrazione del Paese e una più equa distribuzione della ricchezza nazionale, da investire nella regione, grande quanto la Francia, afflitta da condizioni di sottosviluppo, aggravate negli ultimi anni dall’avanzare delle desertificazione. Il governo sudanese rispose con bombardamenti aerei e l’intervento dei miliziani janjeweed. Moreno-Ocampo ha quindi sollecitato la comunità internazionale a intervenire per scongiurare nuove vittime: “Stiamo parlando di genocidio. E’ facile da fermare? No. Dobbiamo fermarlo? Sì. La comunità internazionale ha fallito in passato, ha fallito a fermare il genocidio in Ruanda, ha fallito a fermare i crimini nei Balcani. Oggi però è diverso dal passato, perchè c’è questa corte, una corte indipendente, che dice ‘questo è genocidio“.  Parole forti dettate dall’indignazione. Questione di etica!

Written by Aly Baba Faye

14 luglio 2008 at 19:06