L'Appunto di Aly Baba Faye

Archive for maggio 2016

La questione politica dell’identità

Continua il dibattito sull’elezione di Sadiq Khan, e sembra sfuggire agli imperativi categorici posti da Kant, a partire dalla distinzione tra il “categorico” e il “normativo”. Se non ce ne fosse bisogno non rimarcherei la sua distinzione tra “ciò che è” e “ciò che dovrebbe essere”. Lo faccio perché la politica attiene alla realtà così com’è e si dà il compito di conformarla ai propri valori attraverso programmi e strategie. La realtà è quella che è piace o non piace. La diversità è diventata una problematica sociale e politica dopo una narrazione pervasiva di scontri di civiltà o di religione. La questione del terrorismo di matrice islamista, sembra che la convivenza tra diversi sia per implodere nelle società multiculturali. Oggi è più facile costruirsi un successo elettorale facendo leva sulla paura dell’altro che non su programmi per costruire una convivenza armoniosa. La costruzione del consenso sempre più spesso fa leva su sentimento e percezione che non sulla validità dei programmi elettorali. Trump, Le Pen, Salvini/Meloni e i movimenti nazionalistici, nazifascisti, le narrazioni culturaliste dei giornali dello scontro tra civiltà sono tutti fenomeni che politicizzano identità e appartenenze. Un fatto che, anche se non ci piace, oramai non si può ignorare. Dunque la sfida per la politica (per la sinistra in particolare) è quella della uguaglianza nella diversità per una convivenza nella sicurezza. Il destino cosmopolita regge se non si erogono muri e non ci si rinfacciamo le diversità. In questo contesto, dopo la vicenda di Obama, l’elezione di Sadiq Khan è una bellissima risposta a coloro che il multiculturalismo è fallito! Bello anche per il fatto che da candidato non ha sentito il “dovere” di mimetizzarsi, ma di assumere la propria identità mostrando che non si deve dare per scontata l’equazione musulmano uguale terrorista. Ci è voluto coraggio e fiducia nell’intelligenza degli elettori londinesi per iniziare i suoi comizi con “salamu aleikum” il saluto islamico che significa “che la pace sia su di voi”. Ecco, al di là delle divisioni tra i noi e i loro, lavoriamo perché la pace sia davvero su di noi, familia umana. Questione di tolleranza!

Written by Aly Baba Faye

9 maggio 2016 at 14:58

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Un sindaco musulmano di Londra

Dunque Sadiq Khan è il nuovo sindaco di Londra! I londinesi votando un musulmano hanno dato uno schiaffo all’islamofobia. E specularmente anche la parte dell’elettorato che ha votato il suo avversario ha sbeffeggiato chi coltiva l’antisemitismo perché Goldsmith è ebreo. Poi ora New York, Parigi e Londra hanno dei sindaci figli  dell’immigrazione e questo è segno del destino cosmopolita società contemporanee. Per uno come me, che da 30 anni è impegnato a “costruire ponti”e a abbattere muri, la cosa non può che fare molto piacere. Un piacere commisurato al contesto mondiale in cui il tema dell’identità è diventato tema politico che sta facendo disastri enormi perché fonte di scontri e divisioni, di odio e violenza. Certo, non mi sfugge il fatto che gli elettori londinesi non chiedono a Sadiq Khan di fare l’imam di Londra ma il sindaco della loro città. Cosí come gli elettori francesi non chiedevano a Anne Hidalgo di fare la donna o la parte di chi proviene dell’immigrazione. Diamo per scontato che si viene eletto anche sulla base di un programma di sviluppo urbano, di welfare locale, di community cohesion ecc… Ma prendere a pretesto, come argomentano alcuni, che parlare di identità comporta il rischio di cadere nello stesso vizio della “culturalizzazione” o della discriminazione positiva. Non credo a questo argomentario. A mio modo di vedere questo dibattito (si fa per dire) tende a sminuire la valenza politica di un fatto simbolico che racconta di un abbattimento di un muro la cui esistenza è più che concreta perché  l’identità è oggi iper-politicizzata fino a diventare architrave di ideologia che ispira programmi politici e elettorali. Si vede al proposito la recrudescenza dei nazionalismi e dei fondamentalismi. Le identità e per converso le diversità sono diventate  temi di frontiera politica che tra l’altro condizionano persino l’agenda sociale e globale. Ignorare questo dato della nostra contemporaneità è fare lo struzzo. Pertanto, mi risulta alquanto sospetto, per non usare aggettivazioni che possono risultare offensive, questa idea secondo cui non va bene parlare dell’identità religiosa e etnico del nuovo vincitore delle elezioni londoniane. E perché mai! Secondo me il dato interessante e politicamente rilevante sta proprio nel fatto che a Londra è diventato sindaco un musulmano (di origine pakistana). In effetti, la cosmopolitizzazione è un tratto carateristica della nostra contemporaneità che racchiude tutte le sfide insidiose per la civiltà umana. Essa può essere fonte di scontri se si erogono muri e viceversa fonte di armonia se si promuovono incontri. È ci vuole un pò di senso della realtà e ancora meglio un minimo di lungimiranza per comprendere che serve anche un pensiero politico coerente con i mutamenti in atto. Appunto, di cosa si deve occupare la politica se non della convivenza e mediazione della realtà e della costruzione del futuro? Dunque gioire di fronte ad un muro che cade non può essere declinato come fosse bambinismo politico semmai è il contrario perché è segno di maturità e presa di coscienza delle sfide che attraversano l’umanità e la sua sopravvivenza. Questione di visione!

 

Written by Aly Baba Faye

6 maggio 2016 at 20:36

Pubblicato su Attualità, Cronaca, Genti, Global, politica