L'Appunto di Aly Baba Faye

Archive for dicembre 2009

Tempo di dialogo tra religioni

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Oggi è vigilia di Natale. Oggi è il Capodanno islamico. Due fatti simbolici. Due religioni sorelle. La simbolica è forte. La speranza che questa coincidenza suscita è tanta. Questa volta il combinato disposto dai calendari che si intrecciano sono l’emblema di un bisogno del nostro tempo. Suggestivo il pensiero che il giorno dell’Anno islamico corrisponda con la celebrazione della nascita del “Bambino” suscita speranza. Che dire? Speriamo che tuuto questo prefiguri la rinascita di un umanesimo cosmopolita in un mondo dove le diversità dialogano. E’ con questo spirito che ho postato sul mio profilo Facebook la “Surat Mariama” cioè il Capitolo del Corano dedicato a Maria e alla nascita di Gesù. Per me è il modo per fare gli auguri a tutti cristiani e per sentirmi più vicino a loro. Ma è anche l’occasione per ribadire che le tre religioni monoteistiche sono sorelle. All’origine c’era Abramo, poi nell’ordine Mosé, Gesù, Maometo. Oggi con la congiunzione dei calendari mi piace che si facciamo gli auguri gli uni e gli altri.  Questione di coesistenza!

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Written by Aly Baba Faye

24 dicembre 2009 at 10:16

La Lega e il suo vocabolario

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Vittorio Foa in uno dei suoi ultimi articoli ci ammoniva sui rischi di quel che ha chiamato l’irreverenza della parola.   Con questa espressione egli intendeva il fatto che le parole non sono mai neutre e un loro uso disinvolto può produrre effetti destabilizzanti per la vita civile. Come dargli torto! Se il linguaggio è  mezzo d’espressione del pensiero, e se il pensiero prefigura e guida l’azione allora il monito di Foa sulla violenza del linguaggio va preso molto sul serio. Dunque il linguaggio e la comunicazione pubblica raffigurano i connotati del nostro agire collettivo.  E questa semplice verità giustifica il fatto che la propaganda sia come una seconda gamba dell’azione politica. Ne hanno dato prova tutti grandi dittatori da Hitler a Mussolini passando per Stalin. L’impianto della propaganda (e agitazione) serviva per acquisire il consenso delle masse facendo passare come giuste e condivisibili il loro piano diabolico. Oggi, il monito di Foa rimanda anche al progressivo sgretolamento dei valori di fondo e dei principi della Costituzione Repubblicana. La violenza linguistica che ha invaso il dibattito pubblico ha giustamente suscitato  un richiamo al dovere di moderazione dei toni. Ma sappiamo che non è solo questione di toni ma di linguaggio. Negli ultimi anni, l’ansia che caratterizza l’approccio al fenomeno dell’immigrazione è forse la più grande fonte di violenza verbale nella sfera pubblica. Media e politica hanno fommentato in Italia un clima di paura e di odio nei confronti degli immigrati. I rigurgiti di razzismo galoppano di pari passo con la banalizzazione del razzismo stesso. La Lega, pur non essendo l’unica,  è tra le forze più competitive nel mercato della speculazione politica sulla paura e sulle domande (indotte) di sicurezza. La feticcizzazione dell’identità e la retorica della minaccia che incombe su di essa, hanno portato al progressivo consolidamento dell’idea di comunità chiuse e in guerra con gli invasori. Il securitarismo ha sviluppato un  vero e proprio impianto comunicazionale retto da un linguaggio da guerra: difesa delle radici, l’essere padroni a casa propria,  fare resistenza contro gli immigrati invasori, contro  la minaccia islamica, e  poi le pozioni magiche come la militarizzazione del territorio,   le ronde anti-immigrati, pulizie etniche, derattizzazione, White Christmas, tolleranza zero ecc…  E poi il non detto, ovvero il silenzio, il consenso, la complicità, la banalizzazione.  Ecco, non è allarmismo ma la Lega è l’emergenza democratica di questo paese ed è ora di fermarla (vedere qui). Questione di Civiltà!

Written by Aly Baba Faye

22 dicembre 2009 at 12:02

No alla violenza sì all’opposizione

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Il Premier Silvio Berlusconi è stato violentemente colpito dopo un comizio a Milano.  Occorre una condanna netta  della violenza chiunque la subisce. Occorre ribadire il fatto che l’aggressione a B è  il gesto di una persona  con “problemi psichiatrici”. Dunque non c’è “matrice politica” nel senso che gli amici di B vogliono far passare! Quanto al clima di tensione nel paese, occorre  dare le responsabilità sulla base dei comportamenti di ciascuno. Va detto che il primo imprenditore della paura e il più produttivo seminatore di odio è la Lega Nord.  Ogni giorno i suoi dirigenti e militanti inneggiano alla polizia etnica, alla “deratizzazione” come lo chiamano. Chiarito tutto questo, c’è da riprendere da domani il filo di una forte opposizione politica senza sconti denunciando senza tentannamenti l’inadeguatezza di B e di una maggioranza ostaggio della Lega Nord che lucra sulla paura e semina odio e violenza. La verità è che questo governo non risponde alle aspettative degli italiani, non risolve i nodi problematici  del sistema-paese, ma usa solo diversivi tipo la caccia ai clandestini e la concorrenza cinese, il complotto dei magistrati. Infine, bisogna stare attenti a far sì che la giusta condanna della violenza non determini un abbassamento della guardia contro i rischi di involuzione democratica. Di fatto, lo scontro istituzionale è l’emergenza politica in questa fase storica e  se a questo si aggiunge  la guerra civile della Lega e simil predicatore di odio si rischia di minare le basi sociali della democrazia. Questione di vigilanza!

Written by Aly Baba Faye

13 dicembre 2009 at 22:01

Un Nobel in guerra

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Oggi ad Oslo il Presidente Barack Obama ha ricevuto il Premio Nobel per la Pace.  Ma viene premiato mentre sta conducendo una guerra e mezza come commandante in capo. Nel suo discorso ha spiegato che la sua guerra è per la pace o qualcosa del genere.  Comunque, parafrasando il Beccaria si potrebbe dire che il discorso di Obama che ha ruotato attorno all’idea di pacifismo di guerra o di guerra pacifista “dà l’idea di un immenso pelago” di ambivalenza “fra i quali poche e confuse e a grand’intervalli distanti verità soprannuotano”.  Questione sfumatura!

Written by Aly Baba Faye

10 dicembre 2009 at 21:15

Ciao Sher Khan

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E’ morto Sher Khan. La sua morte pesa come un macigno sulla coscienza civile del paese. Infatti, la vicenda italiana di “Tigre” e il modo stesso in cui è finita evocano rabbia e tristezza. Rabbia per una morte che ricorda in maniera cruda la verità di una sconfitta umana e politica. Rabbia per come la “Real Politik” possa aver lasciato per strada uno tra i più generosi protagonisti della battaglia per i diritti e la dignità delle persone. Mi domando ma dov’è la solidarietà che lo ha abbandonato nella solitudine? Che senso hanno le parole umanità e dignità per cui aveva sempre lottato fino a farne una ragione di vita e un senso di missione. Dunque rabbia, rabbia ma anche tristezza. Tristezza per come la solitudine e la disperazione lo hanno consegnato all’abuso di alcol. Tristezza per il vuoto di senso, per la morte di un sogno per un nuovo umanesimo. E poi come segno del destino, il morire sul marciapiede di un ex-mercato simbolo della Roma cosmopolita e per giunta anche  il giorno prima della ricorrenza della Dichiarazione Universale dei diritti umani. Davvero siamo di fronte ad una morte che parla. Una morte che è un segno e nel contempo un messaggio a tutti noi. Forse, il Tigre ha voluto dirci un ultimo messaggio: imparate ad ascoltare le voci febrili di chi è senza voce, a sentire l’echo del battito che risuona nel cuore di ciascuno di noi, imparate a vedere negli occhi di chi soffre nella solitudine, imparate a vedere oltre le vetrine lucide dei negozi, imparate a dare valore alla dignità umana. Sembrano queste le sue ultime parole,  la sua testimonianza che ancora c’è tanto da fare. Ciao “Tigre”!

Written by Aly Baba Faye

10 dicembre 2009 at 12:16

Pubblicato su Cronaca, Genti, Global

La Lega contro la Chiesa

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L’attacco virulente della Lega al Cardinal Tettamanzi è un segnale da non sottovalutare. Non è la prima volta che i leghisti attaccano gli uonimi della Chiesa che si permettono di riconoscere la dignità degli immigrati. Questa volta non si tratta, a mio avviso, della solita provocazione sopra le righe. Io credo ci sia dell’altro. Ormai in Lombardia sembra che il discorso contro l’immigrazione si fa sempre più cultura popolare.  Il problema sono gli immigrati, i musulmani e i portatori di diversità.  Adesso, l’unico ostacolo al piano di derattizzazione della Lega è appunto la Chiesa, la cui autorità morale è ancora un argine. Dunque l’attacco al Vescovo mira proprio a screditare l’autorevolezza della Chiesa. Infatti, quel che si mette in discussione e non tanto velatamente, è il Vangelo e la sua portata universalistica, il suo messaggio di amore e rispetto per la dignità di ogni uomo. E’ questa un’eresia che il Dio Padano non tollera più come impedimento al suo piano diabolico. La Lega vuole a tutti costi realizzare il suo progetto:  una Padania pagana governata dal Dio Po.  Questione di fede!

Written by Aly Baba Faye

8 dicembre 2009 at 13:57

Una nuova ecologia della mente umana!

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Domani inizia la conferenza sul clima che vedrà i paesi riunirsi a Copenhagen nella speranza di poter raggiungere un accordo equo, ambizioso e vincolante sui cambiamenti climatici. Un accordo che non escluda e non svantaggi ulteriormente i poveri del mondo. Le disponibilità di grandi paesi indistrializzati come USA, Cina e India di ridurre le emissioni di CO2 fanno ben sperare sulla possibilità di un accordo globale. E’ un imperativo morale abandonnare la logica predatrice  e di saccheggio. Infatti, noi siamo la generazione sulla quale grava la responsabilità di una scelta di vita o di morte. Dalle nostre scelte dipendono il futuro della vita sul pianeta. O si cambia e di questo passo si compromette la stessa possibilità di mantenere la vita sul pianeta. Il modello di sviluppo che abbiamo imposto in tutto il mondo non è più sostenibile (leggi qui). Come diceva qualcuno “Il Pianeta non ci appartiene ma ci è stato dato in prestito dalle future generazioni“. Oppure come recita il proverbio Indiano: “Quando avrete abbattuto l’ultimo albero, quando avrete pescato l’ultimo pesce, quando avrete inquinato l’ultimo fiume, allora vi accorgerete che non si può mangiare il denaro”. Oppure ancora: “La terra non appartiene all’uomo, e’ l’uomo che appartiene alla terra. Amatela“. Allora amiamola (guarda video) Questione di etica!