L'Appunto di Aly Baba Faye

The right Wind

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n729581707_1264380_9844La ricerca di un ‘Obama de Noantri” sta diventando sempre di più un fortissimo desiderio politico. Questa volta però non stiamo aspettando passivamente dall’America i fatidici 10 anni per vedere il “Right Wind” soffiare sulla Penisola. Questa volta il “change” sembra sollecitato. E’ un desiderio che arde specie nell’area del centrosinistra e  in coloro che aspettano il sorgere di una “New Kind of Politics”.  Dall’altra parte hanno già risolto con il cavaliere “medusa” che da 15 anni riproduce se stesso imponendosi ogni volta come novità del momento. La voglia di cambiamento che invece si respira nell’area progressista e nelle aree della ribellione antipartitocratica ha diversi connotati: Voglia di pulizia e desiderio di Voltare pagina. Resta solo trovare l’interprete affidabile che incarni il desiderio del “change” e iniziare a lavorare perché il cambiamento maturi in un processo consolidato (“yes we can”.) Prova ne è il successo, in termini di “comunicativa”,  di due personaggi su cui la coscienza “riformista-progressista” del paese sta riversando le proprie speranze.  Prima il profilo dell’Obama italiano aveva assunto via via nomi di Walter Veltroni ai tempi del “se può fà”, e poi di giovani più o meno navigati come Matteo Renzi. Poi ancora nomi di volti nuovi  e giovani coraggiosi come Giuseppe Civati capace di un linguaggio fuori dal politichese. Dunque in questa settimana a tenere banco sono i due personaggi “speciali” che interpretano in questa fase il desiderio diffuso di cambiamento, il “change” reclamato o semplicemente auspicato (“hope”). Sono Roberto Saviano e Debora Serracchiani le cui quote di popolarità hanno registrato un’impennata da record. Sopratutto per l’avvocata di Udine che fino all’Assemblea dei circoli del PD era sconosciuta fuori della sua provincia. In fondo la Serracchiani incarna la faccia nuova che ha avuto il coraggio di “criticare” la dirigenza ma in realtà non ha detto nulla di quello che non hanno già detto D’Alema, Bersani, Gad Lerner o Paris. Il fatto è che lo dice una “giovane” con un tuono quasi ingenuo. Poi c’è il grande Saviano che con il suo monologo di ieri a “che tempo che fa”, ci ha regalato una grande lezione di coraggio umano prima ancora che di “etica pubblica”. Insomma metti Saviano e aggiungici Serracchiani e scopri la natura di un desiderio di cambiamento: una voglia di verità, un volto nuovo e un linguaggio chiaro…

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Written by Aly Baba Faye

26 marzo 2009 a 16:06

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