L'Appunto di Aly Baba Faye

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Lampedusa e il gioco leghista

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Gheddafi affermò che Bossi una volta gli aveva sollecitato un sostegno politico e finanziario per realizzare la secessione. Ma Umberto nega di aver mai avuto rapporti con il raìs libico. La parola dell’uno contro la parola dell’altro e chi dice la verità non lo sappiamo. Comunque, al di là di questo scambio a distanza tra il capo beduino e il capo padano, resta il fatto che la guerra in Libia abbia consentito alla Lega di ritagliarsi un certo ruolo politico nel contesto nazionale che non va affatto sottovalutato. Qui non è questione della posizione della Lega la quale, si sa, ha espresso il suo scetticismo rispetto alla guerra degli alleati contro Gheddafi. E sappiamo pure che quella posizione non è riconducibile al pacifismo bensì a tatticismi e calcoli politici in ambito italiano. Dunque Bossi dalla parte di Gheddafi o comunque contro la guerra ed è inevitabile il parallelismo con il sostegno dato a suo tempo a Milosevic.

Si noti altresì che, in questa guerra libica il ruolo recitato dal governo italiano di cui fa parte anche la Lega assomiglia più a quello di un buffone ubriaco che non riesce a salire sul palco e si esercita in capriole sul parterre. Infatti, il governo italiano sta combattendo una sua guerra specifica: la guerra contro i profughi. E come ogni guerra che si rispetta la si vince prima sul terreno della propaganda prima ancora che sul campo. È per questo che da mesi il governo italiano, in una logica di “emergenza preventiva”, lancia l’allarme di migrazioni bibliche che “potrebbero” portare 300mila profughi in Italia. Ed è proprio in questa ottica che ha chiesto l’aiuto dell’Europa con le polemiche che ne sono conseguite. Ebbene ora Lampedusa serve come pretesto per dare un volto al loro allarmismo. Di fatto, gli sbarchi a Lampedusa – circa 20mila persone che, detto per inciso, non sono numeri sufficienti a riempire uno stadio comunale – improvvisamente sono diventati la cifra dell’emergenza politica italiana e il vulnus che rischia di far scomparire il bel paese a soli 150 anni della sua nascita.

Si rammenta che uno degli esponenti di spicco della Lega, Roberto Maroni è titolare del Viminale e si trova a dover gestire il flusso di profughi dal Nord Africa. Non c’è ancora un piano di decongestione dell’isola e si è voluto lasciare che la situazione diventasse emergenziale con la disperazione dei lampedusani in preda alla paura e allo sconforto. Mentre il governo e la Lega si adoperano nella loro comunicazione di guerra. Il lassismo del governo è disarmante in quanto non riesce a gestire un flusso di meno di 20mila persone laddove la Grecia ne ha avute più di 50mila e i paesi del nord Africa hanno assorbito diverse centinaia di migliaia di profughi. L’inerzia di Maroni desta qualche sospetto: che non si tratti solo di incapacità; e fa pensare a un disegno tattico della Lega che vorrebbe giocarsi una partita tutta politico elettorale. Prima l’allarme per alimentare la paura, poi lascia crescere il disagio e la rabbia delle popolazioni di Lampedusa per ricavare consensi che gli consentono di procedere a deportazioni e infine poter dire alla fine che sono loro quelli della tolleranza zero, sono loro che affrontano i problemi degli italiani. È questa una vecchia tattica che funziona quasi sempre soprattutto se i media reggono il gioco.

Dunque il centrosinistra non deve sottovalutare il gioco perverso della Lega e non deve sbagliare comunicazione, né sul piano della tempistica né su quello dei contenuti. Ora c’è una sfida molto delicata da affrontare e che attiene soprattutto alla sfera della comunicazione politica per evitare di subire una sconfitta prima nella società che nelle urne. Infatti, a mio parere «Lampedusa può ben valere una vittoria elettorale» e lo sa persino la signora Martine Le Pen (figlia d’arte) che ha fatto il suo pellegrinaggio nell’isola per ricavarne qualche bonus elettorale alle prossime presidenziali francesi. Serve un piano politico straordinario del centrosinistra per raccogliere la sfida lanciata dalla Lega. Una sfida che il centrosinistra può vincere se non resta prigioniero delle proprie paure e delle proprie incertezze.

http://www.europaquotidiano.it/dettaglio/125667/lampedusa_e_i_giochi_leghisti

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Written by Aly Baba Faye

3 aprile 2011 at 19:49