L'Appunto di Aly Baba Faye

Archive for gennaio 2009

Stralci del discorso di Obama

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Oggi siamo qui perché abbiamo scelto la speranza rispetto alla paura, l’unità e gli intenti rispetto alla discordia…. Siamo qui per proclamare la fine delle recriminazioni meschine e delle false promesse e dei dogmi stanchi…. E’ venuto il momento di riaffermare la promessa divina che tutti siamo uguali, tutti siamo liberi e tutti meritiamo una possibilità di perseguire la felicità in tutta la sua pienezza…

L’America è qualcosa di più grande che una somma delle nostre ambizioni individuali, più grandi di tutte le differenze di nascita, censo o fazioni…. A partire da oggi dobbiamo rialzarci, toglierci di dosso la polvere e ricominciare a ricostruire l’America…. è quel che questo paese ha già fatto molte volte. Quel che uomini e donne possono ottenere quando l’immaginazione si unisce alla volontà comune e la necessità al coraggio. Quel che i cinici non riescono a capire è che il terreno gli è scivolato sotto i piedi….

Senza un occhio rigoroso il mercato può andare fuori controllo e la nazione non può prosperare a lungo quando il mercato favorisce solo i già ricchi….

Respingiamo come falsa la scelta tra sicurezza e ideali…. il nostro potere da solo non può proteggerci, ne ci autorizza a fare come più ci aggrada…. il nostro potere cresce quanto più lo si usa con prudenza. La nostra sicurezza emana dalla giustezza della nostra causa, dalla forza del nostro esempio, dalle qualità dell’umiltà e del ritegno….

La nostra società multietnica è una forza e non una debolezza…. Questo è il significato della nostra libertà che unisce uomini donne e bambini di ogni razza e di ogni fede…. e un uomo il cui padre meno di sessant’anni fa non avrebbe neanche potuto essere servito in un ristorante ora può trovarsi di fronte a voi per pronunciare il giuramento più sacro di tutti….

L’America è amica di ogni nazione e di ogni uomo, donna e bambino che sia alla ricerca di un futuro di pace e di unità…. L’America deve giocare il suo ruolo nel far entrare il mondo in una nuova era di pace….

A quei leader in giro per il mondo che cercano di fomentare conflitti diciamo: sappiate che i vostri popoli vi giudicheranno su quello che sapete costruire e non su quello che distruggete… e se sarete pronti ad aprire il vostro pugno, noi vi tenderemo la mano…. Quel che ci viene chiesto è una nuova era di responsabilità”.

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Written by Aly Baba Faye

24 gennaio 2009 at 17:29

President Obama!

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[…] For we know that our patchwork heritage is a strength, not a weakness. We are a nation of Christians and Muslims, Jews and Hindus – and non-believers. We are shaped by every language and culture, drawn from every end of this earth; and because we have tasted the bitter swill of civil war and segregation, and emerged from that dark chapter stronger and more united, we cannot help but believe that the old hatreds shall someday pass; that the lines of tribe shall soon dissolve; that as the world grows smaller, our common humanity shall reveal itself; and that America must play its role in ushering in a new era of peace.

To the Muslim world, we seek a new way forward, based on mutual interest and mutual respect. To those leaders around the globe who seek to sow conflict, or blame their society’s ills on the West – know that your people will judge you on what you can build, not what you destroy. To those who cling to power through corruption and deceit and the silencing of dissent, know that you are on the wrong side of history; but that we will extend a hand if you are willing to unclench your fist.

To the people of poor nations, we pledge to work alongside you to make your farms flourish and let clean waters flow; to nourish starved bodies and feed hungry minds. And to those nations like ours that enjoy relative plenty, we say we can no longer afford indifference to suffering outside our borders; nor can we consume the world’s resources without regard to effect. For the world has changed, and we must change with it.

[…] Our challenges may be new. The instruments with which we meet them may be new. But those values upon which our success depends – honesty and hard work, courage and fair play, tolerance and curiosity, loyalty and patriotism – these things are old. These things are true. They have been the quiet force of progress throughout our history. What is demanded then is a return to these truths. What is required of us now is a new era of responsibility – a recognition, on the part of every American, that we have duties to ourselves, our nation, and the world, duties that we do not grudgingly accept but rather seize gladly, firm in the knowledge that there is nothing so satisfying to the spirit, so defining of our character, than giving our all to a difficult task.

This is the price and the promise of citizenship. This is the source of our confidence – the knowledge that God calls on us to shape an uncertain destiny. This is the meaning of our liberty and our creed – why men and women and children of every race and every faith can join in celebration across this magnificent mall, and why a man whose father less than 60 years ago might not have been served at a local restaurant can now stand before you to take a most sacred oath.

[…] America. In the face of our common dangers, in this winter of our hardship, let us remember these timeless words. With hope and virtue, let us brave once more the icy currents, and endure what storms may come. Let it be said by our children’s children that when we were tested we refused to let this journey end, that we did not turn back nor did we falter; and with eyes fixed on the horizon and God’s grace upon us, we carried forth that great gift of freedom and delivered it safely to future generations.

Thank you. God bless you. And God bless the United States of America.

Written by Aly Baba Faye

21 gennaio 2009 at 12:50

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Good luck President Obama!

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Obama 2008

Oggi 20 gennaio 2009. Una data che rimarrà nella storia. E’ il giorno del giuramento di Barack Hussein Obama al Campidoglio a Washington come il 44esimo presidente degli Stati Uniti. E’ la prima volta per un presidente meticcio, un africano-americano (padre nero del kenia e madre bianca del Kansas). La prima volta che vediamo una first lady descendente di schiavi alla Casa Bianca. Ieri Obama si è goduto la festa in suo onore al Lincoln Memorial, seduto fianco a fianco alla moglie Michelle, le figlie Malia e Sacha e il vicepresidente eletto Joe Biden. C’è tanta aspettativa forse troppo? Di certo la congiuntura economica non è delle migliori. Lui punta su un new deal ecologico per allargare la base produttiva e aumentare l’occupazione.  Non possiamo che augurargli buon lavoro. Questione di speranza!

Written by Aly Baba Faye

20 gennaio 2009 at 00:10

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Uno scoop: Fox critica Israele!

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Dopo la sorprendente astensione degli USA sulla risoluzione 1860, ora ci si mette persino Fox News la TV di propaganda neocons, quella guerrafondaia. La prova che Israele lo ha combinato davvero grosso e ha perso. L’uso del fosforo bianco e il massacro dei bambini indebolisce politicamente Israele.  Prendo in presto una riflessione di Gad Lerner con la quale chiude il suo articolo (vedi qui): ” Ma nel frattempo sappiate che la malattia morale d’Israele si consuma proprio nel dibattersi fra la memoria incombente di quello sterminio e la sporca guerra di oggi che travolge i civili di Gaza“. Questione di onestà!

Written by Aly Baba Faye

15 gennaio 2009 at 21:05

Gaza: quell’astensione degli USA

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Gli USA si sono astenuti sulla risoluzione 1860. Di fatto una “promessa” non mantenuta di porre il veto per bloccarla.  Non è uno scaricare Israele ma resta pure un segnale politico inatteso.  Si può parlare di cambiamento della politica americana nella regione?. Si può dire che si va verso la caduta della “protezione senza se e senza ma ” della politica israeliana? E’ presto per dirlo. Fatto sta che l’astensione degli USA è una novità nella diplomazia americana.  Ma si può pensare  che potrebbe prefigurare una svolta nei termini dell’alleanza di ferro USA-Israele? Che significa un atto politico di questa portata in una fase di transizione che vede  l’Amministrazione uscente,  la più filoisraeliana della storia,  non garantire una promessa di porre il veto su una risoluzione non condivisa da  Israele? E luna scelta concordata con il prossimo inquilino della Casa Bianca? L’Amministrazine Obama che ruolo intenderà giocare in questa partita? Sono domande che in questi giorni si pngono in molti ma si deve aspettare il dopo 20 gennaio quando il neo presidente entrerà in funzione per capirne qualcosa. Certo che una nuova neutralità sarebbe un cambiamento importante che forse consiterebbe di affrontare veramente i nodi politici. L’annuncio di una  ripresa dei rapporti dipolomatici con l’Iran sarebbe anche un indice di una nuova Pax Americana che potrebbe portare la politica Israele su un binario come quello tracciato da Rabin insomma quell’approccio della politica israeliana capace di dialogare anche con il mondo arabo islamica. Detto questo una cosa va detto senza ambiguità la denuncia della politica israeliana non può in nessun caso giustificare tesi antisemite come quello che in alcune capitali europee si stanno sviluppando a ritmi sostenuti. Un conto è denunziare con vigore gli sbagli del governo israeliano un’altro propagandare l’antisemitismo.  L’operazione “piombo fuso” è stato ed è un grave errore che Israele rischia di pagare caro in termini politici.  L’astensione degli USA potrebbe essere solo l’inizio di una nuova fase politica nella quale Israele rischia di trovarsi solo.

Written by Aly Baba Faye

11 gennaio 2009 at 11:59

Gaza: Israele sbaglia.

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La crisi mediorientale è grave. L’offensiva israeliana ha qualcosa di irrazionale. Se l’obbiettivo dichiarato era di colpire Hamas l’effetto sortito è opposto a quello desiderato. Hamas rischia di rafforzarsi. I centinaia di morti civili  hanno aumentato la rabbia dell’opinione pubblica internazionale. Si rafforzano i sentimenti anti-israeliane non solo nel mondo arabo ma anche in Occidente. L’impotenza o complicità delle istituzioni internazionali indeboliscono le chance di una soluzione pacifica al conflitto israelo-palestinese.  L’auspicio di un mondo pacificato si allontana. L’instabilità del quadro geopolitico internazionale diventa il dato consolidato.  Inoltre, si paventa un attacco all’Iran mentre il silenzio della comunità internazionale è imbarazzante sulle guerre di serie B (il Darfur, il rischio genocidio in Congo…). E’ questa la situazione che sommessamente troverà il presidente eletto Barack Obama che si insedierà il 20 gennaio.  Certo molte speranze erano riportate sulla sua presidenza ma dalle prime avvisaglie si vede che non ci sarà nessuna rivoluzione. Ma almeno qualche piccolo passsetto in avanti. Certo sarà importante il ritiro dell’Irak se ci riesce. Sarà importante la chiusura di Guantanamo come ha promesso. Sarà importante che la leadership americana cominci col assumersi le proprie responsabilità rattificando il protocollo di Kyoto, la convenzione di Ginevra. Ma la spina al fianco di un eventuale nuovo corso della Pax Americana sta proprio lì in medioriente ed è lì che Obama dovrebbe dimostrare più corraggio cominciando col dire che Israele non può aver ragione a prescindere. E richiamarlo alle proprie responsabilità quando serve e questo non è affatto sinonimo di antisemitismo.  Il commissario delle Nazioni Unite dice che Israele ha violato la Convenzione di Ginevra.  Ma possiamo guirare che non vi sarà alcun conseguenza rispetto a questa denuncia.  In ogni caso, non si può confondere il linguaggio della verità con l’innimicizia. Anche le Nazioni Unite, la cui credibiltà ormai è al di sotto del minimo sindacale, non possono cavarsela con appelli di cessate il fuoco. Una forza di interposizioni sulla striscia di Gaza è una bestemmia? L’invocazione di sanzioni alla violazioni dei diritti umani neppure! Almeno che prevalga la logica dell’infallibilità di Israele, cosa che solo i “finti” amici di israele possono affermare. Continuare a trattare Israele in questo modo è il peggiore servizio che si può offrire al popolo ebraico. L’etica dell’amicizia vorrebbe che agli amici  si dica sempre la verità quand’anche fosse un’amara verità. Questione di sincerità!

Written by Aly Baba Faye

5 gennaio 2009 at 11:17

2009 nuova partenza!

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Nelle ultime settimane ho trascurato il blog. Questo è un fatto e non servono giustificazioni. E’ andato così.  Ora però bisogna ricominciare. Il nuovo si presta bene a qualche rinnovamento. Pertanto anch’io ho intenzione di fare qualche piccolo cambiamento. Niente di sconvolgente rispetto al bollettino che è stato questo blog. Resterà nella sostanza il solito bollettino per le mie opinioni. L’unico cambiamento riguarderà l’esigenza di fare il punto settimanalmente sugli avvenimenti. Dunque l’ossattura del blog diventerà il post del punti settimanale. Spero di farcela! Nel frattempo auguro a tutti un buon 2009.

Written by Aly Baba Faye

5 gennaio 2009 at 10:41

Pubblicato su politica

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