L'Appunto di Aly Baba Faye

Posts Tagged ‘Politica estera

Frattini e la politica estere(fatta)!

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 Mentre l’area del Mediterraneo è attraversato da eventi politici di portata storica, l’Italia si distingue per inadeguatezza del suo governo. Nonostante la sua posizione strategica, nel cuore del Mediterraneo, l’Italia dimostra di non disporre di una politica estera degna di questo nome. Invece di un forte protagonismo politico,  invece di un ruolo attivo per posizionarsi come paese leader in una delle aree geopolitiche più importanti, spicca in questa frangente il cinsimo e la mediocrità del governo italiano. Questo dato si è reso più evidente nel caso libico, paese con il quale l’Italia ha dei rapporti particolari. Il governo per bocca di due suoi due ministri, quello dell’Interno e quello degli Esteri, guarda alle vicende arabe solo in termini di rischio di nuovi sbarchi di clandestini e di eventuali perdità di qualche commesse per le imprese italiane. Di diplomazia politica non c’è traccia che non siano le amicizie personali (politiche) del capo del governo. Frequentazioni imbarazzanti con leaders autoritari come Putin e appunto Gheddafi. Per quest’ultimo poi il governo ha persino calato le mutande consentendo al Capo beduino di allestire la sua tenda beduina nel cuore della Città Eterna. Un vero ed improprio atto di prostituzione diplomatica in puro stile  bunga bunga. Uno sfregio alla dignità delle donne e  un’umiliziazione dei cittadini italiani. Insomma, all’amico Gheddafi è consentito di tutto e di più. Un pò per codardia e un pò per riconoscenza. Infatti, a lui l’italia ha affidato un compito gravoso: quello di compiere un genocidio di poveri migranti in barba alle convenzioni internazionali e al rispetto dei diritti umani. Povera Italia in che mani sei finita? Come sei caduta in basso! In questi giorni  la marginalizzazione del’Italia è imbarazzante sia per le vicende interne che esterne. Ne sono una prova le dichiarazioni deliranti del ministro degli Esteri Franco Frattini. Infatti, dall’inizio dell’onda di protesta di piazza nei paesi della sponda sud del Mediterraneo abbiamo potuto costatare la gravità del vuoto diplomatico. Basta ricordare le  uscite estemporanee di Frattini il quale, di volta in volta, invoca un non precisato “Piano Marshall”,  imminenti invasioni  berberiche e adesso soluzione di riconciliazione pacifica per scongiurare il pericolo di nascita di un “Emirato islamico” nella parte Est diella Libia. Scandaloso è altresì il fatto che il governo si sia schierato esplicitamente con Saif El Islam, il figlio del  Raìs, il quale annuncia la guerra civile e il massacro dei manifestanti. Più delirante è il fatto che il ministro degli esteri abbia persino diffidato l’Unione Europea dall’interferire nella vicenda libica e di non esportare la democrazia. Roba da matti! O Frattini è un cretino oppure ritiene che gli italiani siano un popolo di cretini. Ora qualcuno dovrebbe chiedere le sue dimissioni immediate. Davvero basta! Mandiamo a casa questi maghi della mediocrità, questi prestigiatori del nulla. Ora riprendiamoci l’Italia, la sua faccia e la sua vocazione. Questione di dignità!

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Written by Aly Baba Faye

21 febbraio 2011 at 13:17

Obama: cento giorni dopo

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ansa_15607094_393001I primi cento giorni alla Casa Bianca, il presidente Obama lo ha festeggiato ieri recandosi ad Arnold, nel Missouri. Un festeggiamento per modo di dire.  Si sa che i 100 giorni sono l’occasione per una prima valutazione sulla direzione di marcia di una nuova amministrazione. Obama ha fatto ieri un discorso sobrio e onesto, dicendosi contento dei progressi fatti dal suo governo, ma non completamente soddisfatto. Soprattutto se si considerano le condizioni incerte in cui versa l’economia del paese. Infatti i dati del primo trimestre parlano di un calo del PIL del 6,1%. Dunque “contento dei progressi” ma “non soddisfatto“. Perché c’è ancora tanto lavoro da fare! Una verità rimane comunque, a suo parere, innegabile. “Abbiamo iniziato il lavoro volto a ricostruire l’America“, e il suo governo ha fatto passi per “rafforzare la classe media“; e qui il riferimento è stato in particolare ai tagli alle tasse avviati con il suo piano di incentivi. Poi sta sotto gli occhi di tutti i passi compiuti in politica estera con il nuovo corso della “Pax America “basata sulla diplomazia della mano tesa. Vedi l’apertura a Cuba, la volontà di riaprire un dialogo onesto con l’Iran ma anche il ritorno al multilateralismo rieccheggiato nel G20 e poi i segnali lanciati alla Turchia. E poi la chiusura di Guantanamo come vero simbolo della svolta. Insomma, la direzione di marcia sembra quella promessa anche se resta il nodo della crisi e delle sue repercussioni. Ecco c’è ancora tanto lavoro da fare e Obama lo sa. Ma dopo 100 giorni alla Casa Bianca la speranza non è scemata come dimostra l’entusiasmo della folla che lo ha ascoltato. Dunque la luna di miele tra Obama e i suoi sostenitori continua. Questione di Feeling!

Potere talibano in Pakistan?

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talibanI talibani si sono insediati nel distretto di Buner a 100 kilometri di Islamabad la capitale Pakistana. Ora si teme addiritura una presa di potere da parte dei talebani. Hillary Clinton parla addirittura di “abdicazione” di Islamabad di fronte al potere talebano. Infatti il Presidente Asif Ali Zardari si era detto disponibile ad accettare che la Sharia, sia applicata nella Valle di Swat controllato dai talebani se quest’ultimi accettassero di deporre le armi.  Però più che una gentile concessione  da parte di Islamabad sembra una presa d’atto, come per fare di necessità virtù. D’altronde si sa che i talebani hanno già istaurata la Sharia in quella Valle ma la loro offensiva militare non si ferma.  Quel che è chiaro è che i Talebani mirano a prendere il potere. E se questa ipotesi diventasse realtà allora ci sarebbe da preoccuparsi sul serio.  L’insediamento di un regime talebano in Pakistan, un paese che dispone della bomba atomica non è un fatto  rassicurante. Questione di controllo!

Written by Aly Baba Faye

30 aprile 2009 at 15:49

Gaza: quell’astensione degli USA

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Gli USA si sono astenuti sulla risoluzione 1860. Di fatto una “promessa” non mantenuta di porre il veto per bloccarla.  Non è uno scaricare Israele ma resta pure un segnale politico inatteso.  Si può parlare di cambiamento della politica americana nella regione?. Si può dire che si va verso la caduta della “protezione senza se e senza ma ” della politica israeliana? E’ presto per dirlo. Fatto sta che l’astensione degli USA è una novità nella diplomazia americana.  Ma si può pensare  che potrebbe prefigurare una svolta nei termini dell’alleanza di ferro USA-Israele? Che significa un atto politico di questa portata in una fase di transizione che vede  l’Amministrazione uscente,  la più filoisraeliana della storia,  non garantire una promessa di porre il veto su una risoluzione non condivisa da  Israele? E luna scelta concordata con il prossimo inquilino della Casa Bianca? L’Amministrazine Obama che ruolo intenderà giocare in questa partita? Sono domande che in questi giorni si pngono in molti ma si deve aspettare il dopo 20 gennaio quando il neo presidente entrerà in funzione per capirne qualcosa. Certo che una nuova neutralità sarebbe un cambiamento importante che forse consiterebbe di affrontare veramente i nodi politici. L’annuncio di una  ripresa dei rapporti dipolomatici con l’Iran sarebbe anche un indice di una nuova Pax Americana che potrebbe portare la politica Israele su un binario come quello tracciato da Rabin insomma quell’approccio della politica israeliana capace di dialogare anche con il mondo arabo islamica. Detto questo una cosa va detto senza ambiguità la denuncia della politica israeliana non può in nessun caso giustificare tesi antisemite come quello che in alcune capitali europee si stanno sviluppando a ritmi sostenuti. Un conto è denunziare con vigore gli sbagli del governo israeliano un’altro propagandare l’antisemitismo.  L’operazione “piombo fuso” è stato ed è un grave errore che Israele rischia di pagare caro in termini politici.  L’astensione degli USA potrebbe essere solo l’inizio di una nuova fase politica nella quale Israele rischia di trovarsi solo.

Written by Aly Baba Faye

11 gennaio 2009 at 11:59