L'Appunto di Aly Baba Faye

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7 Ottobre 1989: La Prima contro il razzismo

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Foto-masslo Correva l’anno 1989. Il 24 Agosto a Villa Literno fu assassinato Jerry Essan Masslo (nella foto), un rifugiato sudafricano fuggito dal regime dell’Apartheid. La coscienza civile del paese fu scossa e nel giro di poche settimane fu convocata a Roma la prima Manifestazione nazionale contro il razzismo il 7 Ottobre. Quel giorno 150.000 persone accorsero a Roma per dire no al razzismo. Per me fu un battesimo personale perché in quell’occasione fui tra gli oratori sul palco di piazza del popolo. Da quel dì sono passati 20 anni e sembra che la società italiana abbia metabolizzato il razzismo che è diventato una banale normalità in un contesto di anestesia della coscienza collettiva. Ora anche nella diaspora della sinistra, pochi sono le voci che si levano contro il razzismo. E rincresce costatare che che siamo nel bel mezzo di un processo di “razzializzazione” della società. Questione di scontro di Civiltà

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Written by Aly Baba Faye

7 ottobre 2009 at 18:53

Lettera aperta a Gad Lerner

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Caro Gad

ti chiedo scusa per l’insistenza. Ma considero l’interlocuzione con te sul tema del razzismo fintroppo preziosa. Ora con l’approvazione del ddl sulla sicurezza si è aperta una brutta pagina nella storia della Republica. Siamo nel trionfo del cattivismo che si presenta come alternativa credibile contro il cosiddetto buonismo. Siamo di fronte alla vittoria del razzismo sul cosidetto lassismo. Ma tutto questo è solo un gioco a somma zero in quanto preludio al caos sociale. Con questa deriva razzista che si nasconde dietro la sicurezza si deve prendere atto che il passaggio dalla paura alla violenza è stato breve. Siamo nel parossismo della criminalizzazione del diverso e la violazione della dignità umana.

Hanno già scritto diversi capitoli del loro romanzo dell’orrore. Hanno iniziato la loro narrazione agitando lo spauracchio del mostro cattivo ovvero dell’uomo nero. Hanno spaventato il popolo costringendolo a chiedere protezione e sicurezza. Hanno promesso e invocato la mano dura e la tolleranza zero come pozioni magiche. Nel frattempo la realtà sta già superando l’immaginazione e coloro che hanno partecipato a questo gioco al massacro non hanno più saputo indicare una soluzione al problema che hanno creato. Ora ci sono solo reazioni violenti all’ossessione securitaria che si è nutrita di paura e paranoia. Perché il popolo ha ceduto la sua libertà a dei sciarlatani che si contengono il Sultanato del caos…

Caro Gad, è più che mai urgente fare qualcosa per invertire una tendenza che potrebbe produrre grandi disastri umani. Occorre agire non più in solitario ma in una dinamica collettiva. Occorre agire non più invocando un antirazzismo generico ma creando le condizioni per arginare la deriva. Occorre fermare questa norma pericolosa che è solo una scossa di un possibile terremoto democratico. Sembra che vi sia un razzismo di popolo che dà ragione ai politici cattivisti e conferisce consenso ai xenofobi. Sembra che vi sia un consolidarsi di un razzismo democratico. Di questo si è parlato molto. Ma siamo sicuri che il razzismo sia espressione della volontà generale? E’ possibile pensarlo ma niente autorizza a dirlo con cognizione. Io conosco tanta gente che hanno attenzione e cura della dignità degli altri. e spero sempre in una scintilla che possa riaccendersi una luce umana anche nelle persone più cattive.

Non so dire quanto sia consistente la parte del popolo che potrebbe schierarsi dalla nostra parte! So che c’è tanta indifferenza quella sì. So che c’è tanta diffidenza, quella sì. So che c’è tanta paura nella testa della gente, quella sì. So che c’è individualismo e tanto egoismo sociale quello sì. Ma so anche che non tutte le persone coinvolte in questi fenomeni sono da bollare con l’infamia del razzismo. Non ci credo o meglio non ci voglio credere. Anzi vorrei credere e sono sicuro che c’è tanta gente il cui razzismo non è affatto scontato. Ecco, perché credo ancora nella possibilità di invertire la tendenza prima che siano fatti di inedita gravità a costringerci a farlo.

Gad cominciamo col pensare come agire, come scatenare una dinamica collettiva su questi temi. Cominciamo col pensare la strategia migliore per coinvolgere i molti nella costruzione di un argine civile e democratica alla deriva razzista. Non so cosa fare ma so che dobbiamo fare qualcosa, dobbiamo fermare il razzismo e la degenerazione civile e morale di questo amato paese. Non so cosa fare ma sento l’urgenza di agire, sento come un dovere morale provarci, provarci con gente come te e come tanti altri che non vogliono piegrasi alla mortificazione della nostra comune umanità.

Con stima
Aly Baba Faye

Written by Aly Baba Faye

4 luglio 2009 at 00:12

Uno scoop: Fox critica Israele!

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Dopo la sorprendente astensione degli USA sulla risoluzione 1860, ora ci si mette persino Fox News la TV di propaganda neocons, quella guerrafondaia. La prova che Israele lo ha combinato davvero grosso e ha perso. L’uso del fosforo bianco e il massacro dei bambini indebolisce politicamente Israele.  Prendo in presto una riflessione di Gad Lerner con la quale chiude il suo articolo (vedi qui): ” Ma nel frattempo sappiate che la malattia morale d’Israele si consuma proprio nel dibattersi fra la memoria incombente di quello sterminio e la sporca guerra di oggi che travolge i civili di Gaza“. Questione di onestà!

Written by Aly Baba Faye

15 gennaio 2009 at 21:05

Di Pietro e il suo girotondo!

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Come dire che a volte ritornano! Ieri a Roma si sono rivisti i girotondisti. Un fatto che ricorda – se ce ne fosse bisogno – che il Cavaliere è al governo del paese. Infatti, tra le doti del cavaliere vi è il fatto di poter istaurare un rapporto forte con il popolo ivi compresa quella parte che lo detesta. E’ riuscito a trasformare la vicenda politica italiana in una parabola del campo di calcio dove prevale la logica delle opposte tifoserie. E dal ‘94 che va avanti la storia del “o con me o contro di me“. Ecco una grande semplificazione della politica. Un idea di bipolarismo declinata in un referendum sulla sua persona. La storia politica italiana degli ultimi 15 anni potrebbe essere riassunta in queste poche parole. A trarne beneficio è stato certamente il cavaliere stesso che è riuscito a mantenere l’onda lunga della sua  centralità politica. Comunque sia una cosa è certa ed è il fatto che il cavaliere ha bisogno di politici speculari al suo gioco. Leaders più o meno diversi da lui che lo rincorrono sul suo terreno o come alleati o come avversari ma che facciano il suo gioco. L’importante per lui è non giocare di rimessa. Di fatto quel che è mancato finora era la possibilità di scardinare la centralità politica della sua figura. Molti politici che sembrano non aver nulla a che fare con il cavaliere, in realtà non sono riusciti a porsi in termini di alternatività. In questa ottica due figure politiche hanno avuto un ruolo importante nel tentativo di scardinare la centralità del Napoleone di Arcore: Romano Prodi e Antonio D Pietro. Non a caso i due uomini politici più odiati da Berlusconi e dai suoi. I due che sono riusciti a colpire il suo disegno e a vincere contro di lui. Prodi attraverso le urne lo ha sconfitto elettoralmente per ben due volte. Anche se le sue vittorie non hanno servito nel senso che per ben due volte Prodi è stato sacrificato sull’altare dai suoi stessi alleati. Ora Il professore si è ritirato a vita privata mentre il cavaliere ha preso le redine del governo del paese. Invece Di Pietro che lo mise fuori gioco per via giudiziaria nel ‘94 ora ci sta riprovando con la politica. E’ per questa ragione che la “candidatura” di Tonino come alternativa al cavaliere merita attenzione. Oggi che Silvio è capo del governo e Tonino è di fatto capo dell’opposizione, la partita promette risvolti interessanti. Ed è in questo contesto che l’iniziativa di ieri a Piazza Navona va inquadrata per meglio apprezzarne i possibili esiti politici.

Dunque si riparte da Piazza Navona. Chissà se inaugura una nuova stagione di vitalità della Piazza? Questa volta, a differenza delle altre, il raduno va oltre la tradizionale contrapposizione tra Piazza e Palazzo. Infatti, l’appuntamento è stato promosso proprio dal Tonino nazionale che di fatto si vede come l’anti-Berlusconi ma che molti vedono invece come l’alter ego del cavaliere. A titolo di esempio cito solo Gad Lerner che nel suo Blog parla della coppia Tonino-Silvio non in termini di duello ma di duetto. Come le due facce della stessa medaglia. Una medaglia coniato da populismo, antipolitica, speculazione in chiave di uso macchiavellico della giustizia. Insomma due esponenti dell’antipolitica che sono un pericolo per la democrazia! Dunque Piazza Navona come una trappola pericolosa, una falsa alternativa. Io invece credo che, al di là degli eccessi della piazza su cui sembrano concentrarsi i commenti del day after, sia utile soffermarsi sul “fattaccio” denunciato da un fronte ampio del complesso politico-mediatico  per capirne il suo senso politico. A mio avviso, Di Pietro ha compiuto, dal suo punto di vista, una vera operazione politica. Un’operazione che consiste nel tentare una saldatura tra opposizione in Parlamento e opposizione sociale. Considerando l’assenza della sinistra al Parlamento, considerando la scelta del PD di fare una opposizione “ombra” (o come sentenziano in molti una non-opposizione), Tonino ha un grande spazio di manovra politico-istituzionale che lo pone di fatto come leader dell’opposizione pronto a raccogliere le istanze della sinistra e il malessere sociale. Che poi questo tentativo sia propedeutico al suo disegno di leadership piuttosto e non sia di utilità per la democrazia è questione di opinione. Dunque a nulla serve riaffermare che Tonino non è di sinistra! Che fa leva sulla demagogia! Che in realtà gioca una partita prettamente personale e populista. Ciò che in definitiva conta è il risultato. E non è stato un gioco a somma zero, un investimento improduttivo. Nell’era della personalizzazione della politica invece del bipolarismo si sta delineando sempre di più nell’opinione pubblica l’idea di una bipolarizzazione di fatto tra Silvio e Tonino. Due personalità che si contendono il governo del paese. Che sia il bene contro il male, o mani pulite contro mani sporche, resta il fatto che i protagonisti della fase politica sono loro due. Rispetto al deserto politico che avanza forse è bene accontentarsi dell’opera di Tonino? Questione di fare di necessità virtù!