L'Appunto di Aly Baba Faye

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Ihsan: un Think Tank di musulmani in Italia

Domani 11 Aprile a Roma presso la sede della Stampa Estera, nascerà Ihsan, il primo Think Tank di musulmani in Italia. Lo strumento scelto, oltre ad essere inedito nel panorama della società civile islamica italiana, è emblematico. non ha pretese di rappresentatività ma vuole essere una piattaforma laica di discussione, di elaborazione e di proposte della società civile. Intellettuali, attivisti e professionisti di varia provenienza hanno elaborato un Manifesto con il quale si vuol affermare, senza ambiguità una visione laica e tollerante dell’Islam. I musulmani italiani non ci stanno a rimanere passivi di fronte alla doppia insidia dell’islamofobia che li demonizza e la violenza di chi usa la religione per promuovere attività terroristiche. Per uscire da questa morsa stretta, la società civile intende mobilitare le energie per una convivenza pacifica nella sicurezza. costruire un capitale sociale attraverso una cittadinanza attiva che ha chiaro il dovere di lealtà repubblicana e di participazione attiva alla costruzione di condizioni di sicurezza. Dunque la cultura e la conoscenza sono le leve di cui si dispone per dare un contributo efficace all’affermazione dei valori di non-violenza e di fratellanza. Questione di cittadinanza

Written by Aly Baba Faye

10 aprile 2017 at 13:32

Attenti a quei tre!

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Di solito suona meglio “saranno famosi”. Ma in questo post vorrei parlare di altre categorie affine. Vorrei ragionare su quelli che “sono già famosi”. Certo fama e gloria sono una misura della civiltà del successo. Ma non parlo di personaggi sfornati dalla TV tramite i reality show come il Grande Fratello. Non parlo di dive o “mostri sacri” del cinema mondiale né di bellezze fashion del mondo fantastico della moda. Non parlo nemmeno di campioni sportivi o altri membri del Jet Set del “Complesso Competitivo-Vincente” che pillulano i rotocalchi televisivi o i Magazine patinati del Glamour nel mondo occidentale. No, non parlo di biografie individuali ma di “personaggi sociali” che sono entrati come riferimento nelle conversazioni dei salotti esclusivi così come nei comizi di piazza. Non so come definire questi rappresentative characters ma mi è chiaro la loro funzione evocativa, il loro patrimonio espressivo e la loro rapresentatività sociale. Sono simboli che permettono di capire la configurazione socioculturale  e l’evoluzione del costume. Non hanno un volto unico ma possono prestare la loro maschera a personaggi reali, uomini e donne della nostra contemporaneità. Che li chiamano Fraccazzo di Velletri o Suor Germana, l’Araba Fenice o Il Radical chic non importa, quel che conta è che nell’immaginario collettivo sono categorie, prototipi riconosciuti e persino modelli di riferimento. Però per l’argomento a cui vorrei approdare scelgo, nella galassia dei  famous characters, tre  figure che, a mio parere, hanno avuto fortuna nella comunicazione freudiana della post-modernità. La loro tematizzazione rinvia al nodo irrisolto della sessualità che connota la psicologia sociale. Il primo prototipo è l’Idraulico Polacco, il secondo è la Casalinga di Voghera e il terzo è il Macho Ignoto. Tre figure che hanno a che fare con hembrismo, feminismo e machismo. Infatti,  attorno a questi tre personaggi si svolge la trama di una storia maschilista della nostra civiltà con il suo corredo di violenza sulle donne, di strumentalizzazione del corpo femminile e di inferiorizzazione sociale della donna. Perciò, ai fini di un fair gender mainstreaming non basta mai ripetere il monito: Attenti a quei tre. Questione di vigilanza!

Zapatero: quando la politica fa rima con credibilità

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José Luis Zapatero ha presentato la sua squadra di governo per il secondo mandato. Tante sono le novità annunciate che puntualmente si realizzano. Spiccano tra tanti lo “squilibrio di genere” con una prevalenza di donne nella squadra di governo (9 donne contro 8 uomini) e come se non bastasse mette al ministero della Difesa una donna e l’aspetto generazionale si manifesta altresì con la scelta di una donna di 31 anni, la personna più giovane che abbia assunto questo incarico nella storia di Spagna. Assai significativa è la creazione di un Ministero per l’uguaglianza. Insomma, anche questa volta José Luis ha mantenuto la parola data come aveva già fatto durante il suo primo mandato con un bilancio che gli ha valso la rielezione (parità di genere, ritiro delle truppe dall’Irak, rispetto della laictà dello Stato, riconoscimento del matrimonio tra omosessuali, e in più ottimi risultati sul piano della crescita economica e della coesione sociale ). Che dire? Zapatero è un socialista moderno e per lui il discorso post-ideologico è una “ideologia della mistificazione”. Quando succede che un politico si comporti con grande coerenza certamente fa notizia considerando che siamo diversamente abituati. Dunque siamo di fronte alla bella politica, quella fatta di idee, valori, passioni e convinzioni non solo di tatticismi, di doppia morale e di furbizie. Una politica nel senso nobile del termine, una bella politica non predicata ma praticata con serietà, corraggio e coerenza. Per questo Zapatero sarà ricordato non come un bravo capo di governo ma come un vero leader, un politico credibile che nobilita la politica, uno che dice quel che fa e fa quel che dice. Non è poca cosa! Il fatto che ne parliamo è significativo del fatto che la sua figura appare come un’eccezione in tempi in cui la politica è screditata!  Mi piace immaginare che coloro che lo hanno votato lo abbiano fatto consci di non avere scelto il “meno peggio” ma il meglio! Infine, una curiosità sullo stile di una nuova leadership che si sta affermando, quella della generazione degli anni ’60: José Luis Zapatero è nato il 4 agosto 1960 ed è curiosa la coincidenza con un altro leader positivo come Barack Obama anch’egli nato il 4 agosto 1961. Spero che anche lui da Presidente degli USA confermi nei fatti la faccia da politico credibile con la quale si è presentato sulla scena politica a partire dalle  primarie. Questi due leaders hanno, oltre  la data del compleanno qualcosa in comune: sono entrambi politici sinceri, corraggiosi e coerenti. Sono anticonformisti non populisti non temono di sottoporsi al giudizio quando sono convinti delle loro idee: José Luis ha sfidato la Chiesa spagnola sulla laicità e sui diritti civili mentre Obama si è opposto alla guerra in Irak quando era la cosa pù impopolare del mondo. Si potrebbe fare molti esempi come la decisione di zapatero di ritirare le truppe o la presa di posizione di Obama che sfida i poteri forti dai lobbyisti a Wall Street, allo strapotere dei Managers che a dir suo guadagnano in pochi giorni quello che guadagna un lavoratore normale in un anno. Gli esempi ci sono ancora …. 

Concedendomi una nota personale posso dire che anch’io sono della loro generazione essendo nato il 22 agosto 1961 ed è forse per questo motivo (irrazionale) che le loro personalità mi hanno subito attratto e per questo posso rivendicare di esser tra i loro sostenitori in tempi non sospetti.

Written by Aly Baba Faye

12 aprile 2008 at 19:31

Elezioni 2008: quali novità aspettarci?

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Dunque la campagna elettorale per le elezioni politiche 2008 giunge verso la fine. Provo dal mio punto di vista a tirare le somme di questa avventura elettorale inedita nella storia repubblicana. Infatti,  questa campagna ha visto delle novità sostanziali nel panorama politico. Forse si chiuderà un ciclo che si era inaugurato dopo la crisi della prima repubblica e  il tentativo di creare un bipolarismo. Al crollo del muro di Berlino e la crisi del comunismo che scosse il PCI si aggiunse la crisi di tangentopoli che determinò la scomparsa dei soggetti politici che avevano fatto la storia politica della prima Repubblica. Nel giro di pochi anni scomparvero i grandi attori della politica italiana (DC, PCI, PSI). L’allora presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro propose un governo tecnico guidata da Carlo Azeglio Ciampi e sostenuto dalle parti sociali e si inaugurò una grande stagione di responsabilità nazionale grazie al metodo della concertazione mentre la politica languiva ancora nel suo coma profondo. Ci è voluto la discesa in campo di Berlusconi nel ’94 che permìse di rivitalizzare la vita politica. Infatti, la discesa in campo del cavaliere creò le condizioni per una rinascita della “politica” e determinò una bipolarizzazione attorno alla sua figura lungo la linea “o con il cavaliere o contro di lui“. Il Berlusconismo portò con sè una forte dose di innovazione sia nelle forme che nella sostanza della politica: una nuova tipologia di leadership basato sul carismo personale del capo, un linguaggio populista molto improntato alle tecniche di marketing e il consolidarsi dell’idea del partito personale in barba all’idea di partecipazione democratica. Romano Prodi fece la sua discesa in campo e creò l’Ulivo e il centrosinistra poi per fermare il berlusconismo. Si inaugura un nuovo arsenale linguistico: bipolarismo, conflitto d’interessi, par condicio, il maggioritario, elezione diretta del premier (dei sindaci) ecc…  Siamo giunti nell’appuntamento del 2008 con questo bagaglio ma anche con grosse novità come le primarie di coalizione e di partito per la scelta del leader e successivamente le primarie di partito per la scelta del segretario contestualmente alla nascita del PD frutto di una fusione tra DS e Margherita. La scelta di Veltroni di porre fine all’esperienza del centrosinistra spiega la vocazione maggioritario del suo PD. Una scelta che costringeva le altre forze del centrosinistra  a creare la Sinistra l’Arcobaleno. Mentre Casini non entra nel PDL (FI e AN) e si spinge verso la nascita di un centro moderato con la Rosa Bianca. Nella ristrutturazione del quadro politico resterà la volontà di tagliare le ali esterme e l’emancipazione della democrazia italiana dal sistema dei veti a favore di una governabilità. Ritornano vecchie parole come governabilità, decisionismo, semplificazione, autosufficienza, voto utile ecc… Ora aspetteremo il voto del 13/14 Aprile per vedere quel che succederà se davvero si è chiuso un ciclo oppure dovremmo aspettare un tempo supplementare per uscire defenitivamente da una transizione che dura da quasi 20 anni. Saremo a vedere.

Written by Aly Baba Faye

10 aprile 2008 at 20:27

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Perché un nuovo Blog?

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Ormai, è sempre più di uso comune il blog. Infatti, la domanda ricorrente non è più solo se hai un blog ma addirittura quanti blog hai. Io avevo cominciato ad tenere un blog nel 2004 con tiscali ma poi non l’ho più aggiornato. Ora su consiglio di un mio amico sono approdato a wordpress e dunque si riavvia una nuova partenza in questa mia corsa bulimica del comunicare. Oltre a Facebook e Myspace dunque questa nuova creatura si aggiunge alle altre con l’ambizione di essere un luogo dove posso esprimermi liberamente e se possibile interagire con chi lo desidera. Insomma ci riprovo!

Written by Aly Baba Faye

9 aprile 2008 at 18:15

Pubblicato su Senza Categoria