L'Appunto di Aly Baba Faye

Schengen: l’Unione sospesa?

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La cosiddetta “crisi dei profughi” sta mettendo a dura prova l’Unione Europea. Uno degli effetti più palesi è il ripristino delle frontiere nazionali. Ormai molti paesi, per ultimo la Germania, si dicono favorevoli ad una sospensione per due anni del Trattato di Schengen. Nel mentre la libera circolazione – principio cardine di Schengen e simbolo di una territorialità europea – è stata bloccata in otto paesi. Di fatto prevalgono rivalse nazionalistiche con il ripristino delle frontiere nazionali. Con questo dato c’è chi paventa la fine dell’UE, almeno dell’Unione come l’abbiamo conosciuta fin qui. Altri -come la stessa commissione UE- dicono che in realtà nella situazione data il ripristino delle frontiere interne si può giustificare in base all’articolo 26. Ma, al di là dei cavilli giuridici e delle norme formali, detta brutalmente la sostanza politica resta la volontà di molti Stati membri di ritrovare una loro sovranità territoriale. Ma in questa scelta c’è indubbiamente una sfiducia nell’UE. Di fatto, non c’è una politica europea in materia di immigrazione e asilo perché la cessione di sovranità degli stati all’Unione è parziale e di fatto non contempla questa materia. Mentre servirebbe una riforma del Trattato di Dublino per sedimentare una politica europea comprensibile in materia di asilo, si palesa una mancanza di solidarietà europea con gli stati membri che non ne vogliono sapere. Della serie il nazionalismo è duro a morire e l’unione può restare una foglia di fico. In ogni caso, senza credere che salti tutto e che si apra un processo di desunione, quel che è evidente è la fragilità endemica dell’Unione. Ma fin dove può portare questa fragilità non lo si sa chiaramente. Mi auguro che il processo di unificazione non sia compromessa al punto tale che svanisca il sogno europeo. Sarebbe davvero un peccato nel momento in cui la dimensione sovrazionale potrebbe garantire un futuro migliore di quanto possano fare gli stati membri. Le classi dirigenti dei popoli europei hanno di fronte a sè una scelta netta da compiere definitivamente, spero lo facciano guardando alle future generazioni e non agli interessi nazionalistici. Questione di lungimiranza

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Written by Aly Baba Faye

22 gennaio 2016 a 10:26