L'Appunto di Aly Baba Faye

Il Canto del Grillo

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Il Grillo c’è. Il suo canto si fa sentire. In queste elezioni amministrative il Movimento 5stelle continua la sua affermazione. Per ora sembra la più appettibile tra le offerte politiche. Qualche analista politico ha scommesso sul boom di 5stelle alle prosssime politiche le quali dovrebbero portare al Parlamento molti grillini. In ogni caso non servono i sondaggi per capire che molti cittadini voteranno per il movimento di Beppe Grillo. Lo faranno per lo più come protesta per punire i partiti sempre più logori. E questo dato la dice lunga sull’erosione di credibilità della politica ufficiale. Dunque dopo l’estromissione ad opera della tecnocrazia, la politica mainstream subirà un’ulteriore colpo. Quel che veniva fino a poco interpretato come fenomeno di antipolitica si rivela invece un’offerta politica sempre più “credibile” agli occhi di cittadini schifati dal politicantismo di mestiere. E Beppe Grillo raccoglie una parte sempre più consistente dell’elettorato deluso e in cerca di buona politica o semplicemente di un colpo mortale per i partiti. Altri elettori scegleranno l’astensionismo perché credono che la politica sia in coma profonda e che sia inutile insistere sull’accanimento terapeutico. Se la bollatura del Grillo come alfiere dell’antipolitica da parte della politica ufficiale è stata rimossa, resta il fatto che c’è ancora chi nella classe politica insiste su spiegazioni semplicistiche del grillismo. Ora dicono che si tratta di populismo, confondendo la raccolta di una domanda politica popolare con la demagogia e la propaganda. Così come persistono nell’errore di guardare la forma ignorando la sostanza del successo di Grillo al quale associano le virtù salvifiche dei social networks e in generale alla rete. Naturalmente la rete è una piazza affollata che consente maggiori possibilità all’agire communicativo e alla comunicazione politica di creare consenso al netto dei valori e delle visioni. Comunque, spero che presto si capisca che dietro l’affermazione del Movimento 5 Stelle ci sia una domanda politica forte, una voglia di rottura con la solita e ormai vecchia pratica politica dei partiti e le sue logiche di “casta”. Mi auguro che i politici possano fare una lettura seria della situazione e manifestino un desiderio di porvi rimedio. Certo, per ora è difficile immaginare una riformabilità dei partiti. E’ più plausibile che i partiti subiscano il cambiamento con il rischio di venirne travolti. In ogni caso Grillo interpreta bene o male il desiderio di cambiare rotta. Comunque sia il grillismo resta una battaglia di democrazia contro l’oligarchia dei partiti e non è poca cosa in tempi di profonda crisi della rappresentanza democratica. Questione di disposizione!

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Written by Aly Baba Faye

22 maggio 2012 a 14:01