L'Appunto di Aly Baba Faye

Del Rischio di Ribellione fiscale!

Quel che è acccaduto ieri a Romano di Lombardia, in provincia di Bergamo è l’ennesimo segnale di una disperazione crescente. Un uomo di di 50 anni, armato di pistole, entra nella sede dell’Agenzia delle Entrate e sequestra delle persone per oltre 6 ore. Inutile dire il sollievo per il fatto che questa vicenda non è finita in tragedia. Davvero poteva finire molto male ma per fortuna questo atto dimostrativo non ha fatto vittime tra i sequestrati. Tuttavià la gravità del fatto resta un’impronta “signifcativa” della tensione sociale derivante dalla disperazione dei cittadini colpiti da una crisi economica pesante perché è una crisi di sistema aggravata da un rigorismo ciecco. Comunque va detto, senza ambiguità, che quel che è accaduto non deve essere relegato nel catalogo degli atti di follia individuale. Quel che è accaduto va ricongiunto ad un contesto generale di crescente disagio economico e sociale. Basta ricordare i tanti altri fatti di disperazione che hanno portato al suicidio più di 32 persone. Purtroppo si tratta niente meno che della punta di un iceberg. E questo interpella senza dubbio anche la politica e le sue responsabilità o meglio la non-assunzione della sua responsabilità. Dunque serve un’inversione di tendenza nella politica fiscale che deve essere all’insegna dell’equità. L’austerità della Merkel va bene in un paese come la Germania ma non deve essere imposta a tutti i paesi del’UE. L’Italia non è la Germania e la Germania non ha le stesse fragilità economiche e sociali che ci sono in Italia. Perciò la cura da cavallo all’insegna del rigorismo merkeliano rischia di produrre macelleria sociale, cavalcando il solco delle fragilità italiane e portando al default moltissime famiglie. Se non si vuol arrivare alla rivolta diventa necessaria la presa in considerazione delle tante obiezioni fiscali. In Italia la giustizia e l’equità imporrebbero l’applicazione più intelligente del principio di progressività della tassazione, la riarticolazione della spesa pubblica a cominciare dalla razionalizzazione dei costi di funzionamento dello Stato e della politica. Serve un riassetto del sistema fiscale che faccia leva sull’allentamento e la diversificazione della pressione fiscale e sulla lotta senza quartiere all’evasione e all’eluzione fiscale. Ma non si può punire allo stesso modo chi, disponendo di grandi patrimoni, evade e  chi per ragioni di sopravvivenza elude il fisco. Nella situazione di povertà crescente bisogna trovare il modo di applicare forme di esenzione fiscale alle persone e alle famiglie al limite della sopravvivenza. Una fiscalità che oltre all’equità aiuti la ripresa attraverso il rilancio dei consumi e della produzione. Questione di Giustizia!

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