L'Appunto di Aly Baba Faye

8 Marzo tutti i giorni!

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Lo so che dedicare un giorno all’anno per festeggiare la donna può prestare a equivoci. E ogni anno mi tocca ribadire il senso che la festa della donna assume per me. Il modo in cui mi coinvolge. Credo che le donne farebbero volontieri a meno delle mimose regalate un giorno all’anno. Troppo poco! Inoltre, sospetto che molte donne sentano più l’urgenza di essere  rispettate come persone. Non chiedono altro. Non hanno bisogno di gentile concessione. Le donne hanno bisogno di rispetto della loro dignità (ne ho parlato qui). E da questo punto di vista, c’è ancora l’urgenza di cambiare tante cose. C’è l’urgenza di debellare la cultura maschilista dominante. E non servirebbe neanche un elenco delle disparità o delle violenze di cui purtroppo le donne sono “vittime”. Tuttavià devo dire che credo nella forza dei simboli. Anche se non sono risolutivi, essi possono essere di qualche utilità: fosse solo per ricordare la condizione della donna nel mondo! Ed è in questa chiave che concepisco questa riccorrenza del 8 marzo senza cadere in un paternalismo che dall’alto del suo impeto maschilista pretende di “difendere” la donna. Umilmente partecipo, a modo mio, come sono solito fare. Ogni anno il mio modo di festeggiare la donna consiste nella scelta di una figura di donna ordinaria da celebrare come esempio di come le donne siano forti e capaci di interpretazioni positive della vita e dell’umanità. Mi è capitato di scegliere di volta in volta mia nonna materna, mia madre, mia moglie, un’amica ecc… D’altronde sono stato educato da donne essendo orfano di padre! Non cambio registro! E anche quest’anno scelgo di ricordare non solo mia nonna materna alla quale mi legava e mi lega ancora un sentimento di profonda gratitudine, ma vorrei volgere un pensiero ad un’altra mia nonna (quella paterna) che non ho conosciuto ma la cui vicenda personale è un tesoro che custodisco nel cuore. Mia nonna paterna fu rinnegata dalla sua famiglia cattolica perché aveva deciso di seguire il suo cuore. Per amore aveva accettato di sposare un musulmano (mio nonno paterno). Entrambi furono oggetto di ostracismo e dovettero lasciare l’Isola delle conchiglie da dove erano originarie. Questa sua scelta gli ha provocato tante sofferenze, ingiustizie di varia natura. Ma è stato il prezzo da pagare per l’affermazione della sua libertà, l’ha assunto fino in fondo. Questione di forza!

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Written by Aly Baba Faye

8 marzo 2012 a 19:13