L'Appunto di Aly Baba Faye

Governo Monti: Di tecnicalità politiche!

.

.

.

Dunque il Governo Tecnico che è subbentrato a quello politico di B. sta andando avanti. Sembra abbia rassicurato i mercati e i partners UE. Sembra abbia rimesso in carreggiata il Bel Paese riponendolo nel salotto buono della politica europea. Ma le tecnicalità del Governo non sono neutre nella diatriba su chi debba pagare la crisi e su come si debba giungere alla crescità. Infatti, Monti ha la sua visione e il suo approccio oserei dire ideologico. Nella posizione di capo di una maggioranza politica ibrida, di una coalizione arlecchina, Monti, oltre a mitigare il proprio convincimento ideologico, deve per forza dare dei segnali di compromessi che sbocciano in un approccio interclassista. Infatti all’inizio di questa esperienza il premier ribadiva di ispirarsi all’idea di economia sociale di mercato. Appunto, un ossimoro che richiamo l’idea di compromesso per rendere compatibili ragioni di mercato e ragioni sociali. Infatti, l’idea del compromesso, oltre alle esperienze socialdemocratiche conosciute, rinvia anche ad una versione speculare nella quale è il mercato a dovere “integrare” le ragioni del sociale. E’ questa l’idea di capitalismo compassionevole teorizzata non solo dalla destra sociale. In ogni caso se è prematuro fare il bilancio di questa stagione di governo, si può tuttavia ravvedere nell’azione fin qui condotta una maggiore attenzione alle ragioni di mercato rispetto al sociale. E forse possiamo scorgere nell’azione di questo Governo una cultura di Destra liberale. Basta anche sentire il linguaggio e la comunicativa dei suoi rappresentanti per capire la scala delle priorità che hanno in mente. L’uscita di Martone sui “sfigati” e il recente lamento di “noia del posto fisso” lanciato dallo stesso Monti sono emblematici di uno sguardo particolare sulla società e di una determinata prospettiva ideologica. Sulla noia del posto fisso mi permetto di dire al premier che se ha in mente il gesto ripetitivo dell’operaio nella catena di montaggio, il postofisso è certamente noioso, ancorché utile a chi lo fa per mangiare. Oggi però il presidente del Consiglio deve sapere che la noia va di lusso rispetto all’ansia di chi vive nel precariato e non può programmare un futuro. E il Premier deve sapere che “l’emergenza nel paese non è la proliferazione di posti fissi ma l’aumento a dismisura del numero di lavoratori poveri che non ce la fanno a varcare il lunario. Il premier deve sapere che l’emergenza è l’esercito crescente di chi un lavoro non lo trova. Insomma, la noia nel lavoro non è nulla rispetto all’ansia del non lavoro.  Questione di sopravvivenza!

Annunci

Written by Aly Baba Faye

2 febbraio 2012 a 15:33