L'Appunto di Aly Baba Faye

I fiori dell’odio

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Rieccoci all’ennesimo assalto di un campo rom. E’ successo a Torino. Il motivo è sempre lo stesso: l’odio. Il movente, al di là della colpa di esistere, la denuncia di stupro da parte una ragazza di 16 anni. Ma tanto per cambiare la denuncia era fasulla e la ragazza ha raccontato di esser stata stuprata da due rom. Una semplice bugia o meglio una bugia semplice. Sì una bugia semplice e sempre efficace perché si arruola di veridicità fino ad essere accettata come verità scontata. Dare la colpa ai rom o all’extracomunitario, come in modo dispregiativo vengono chiamati gli immigrati. Non è una novità in Italia. E’ successo altre volte, come nel caso di Erika e Omar tanto per citare uno dei casi di cronaca tra le più clamorose. Come dire, vuoi un colpevole per qualunque male? Eccoli tagliati per ogni esigenze di trovare un capro espiatorio: sono loro, i rom e gli immigrati. Nel frattempo queste persone subiscono violenze solo per essere rom o portatori di diversità. L’odio razziale ha messo radici profonde nel cuore della società italiana. Colpisce il fatto che la protagonista è giovanissima. Chissà se non sia nata nel periodo in cui a Torino da San Salvario si seminava l’odio per il diverso? In ogni caso, resta il fatto che moltissimi ragazzi o ragazze sono cresciuti o stanno crescendo con i “fiori del male” che il mondo degli adulti ha piantato nella foresta di una società sempre più violenta. Questo è il dato drammatico e questo è il frutto di quel che la classe politica, i media ma anche molti cittadini padri e madri di famiglia hanno seminato negli ultimi 20 anni. I rom sono il male. Gli extracomunitari dei mostri. E dunque non sorprende che i ragazzi dopo aver acquisito tutto l’arsenal dell’odio ne fanno uso. Sui rom in particolare dilaga anche il “razzismo perbene” delle persone non razziste. Capita di sorpresa che persone perbene se escano con frase fatte e quasi sempre premettendo che non sono razziste ma… E così il fuoco dei sentimenti profondi alimenta roghi tutti giorni nei autobus, nei quartieri, nelle città. Bruciamoli gridavano le milizie anti-rom! Ecco Rom e immigrati, come carbone che alimenta i roghi della civiltà dell’ipocrisia. Non so cosa diventerà questo paese tra 15 o 20 anni. Ma temo che ci sia una generazione che sarà difficile recuperare e se non riusciremo a bonificare il cervello e il cuore dei loro padri e delle loro madri. Questione di civiltà!

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Written by Aly Baba Faye

11 dicembre 2011 a 20:25