L'Appunto di Aly Baba Faye

Democrazia Islamica!

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Il vento di democrazia che aveva soffiato durante la Primavera Araba aveva spazzato via molti regimi nel Maghreb. Il mondo libero e i democratici di tutto il mondo avevano applaudito con molto entusiasmo il processo di democratizzazione e il vento di libertà nei paesi arabi a lungo soggiogati dalla mano dura di dittatori senza scrupoli. Ma l’Autunno Arabo presentava molte incognite come avevo scritto nel post precedente. Infatti, gli esiti delle prime elezioni organizzate libere nel Maghreb e specificamente in Tunisia, Marocco e Egitto hanno delineato una nuova geografia politica. C’è un dato che accomuna questi tre appuntamenti elettorali: l’ascesa di partiti di ispirazione islamica. Niente di nuovo se consideriamo il fatto che partiti di ispirazione religiosa esistono da sempre in quasi tutte le democrazie occidentali come dimostra la folta schiera partiti cristiani nei popolari europei. Nonostante ciò, c’è una preoccupazione da parte di molti opinionisti del mondo occidentale. Una preoccupazione che deriva dalla paura dell’islam indotta dalla propaganda post-Undici Settembre. Nell’era Post-Guerra Fredda, l’Islam è stato additato come nemico principale dell’Occidente e/o comunque un ostacolo alla massificazione propedeutica alla globalizzazione dei consumi. Ed è questo tipo di logica che ha portato alla sua rappresentazione come simbolo d’integralismo religioso o addirittura di terrorismo. Fatto sta che il partito islamista tunisino Ennahda, duramente represso sotto il vecchio regime, e legalizzato dopo la rivoluzione, ha fatto il suo ingresso sulla scena politica attraverso la grande porta e con i suoi 41,47% di voti certamente inciderà sulla gestione del paese e il suo futuro. Anche in Marocco ha vinto il partito islamista “Giustizia e Sviluppo” e il suo segretario sarà il nuovo primo ministro. Infine, anche le elezioni in Egitto hanno premiato partiti di ispirazione islamica come i Fratelli Musulmani, il partito salafista Al Nour e il partito dei Musulmani moderati Wassat che insieme hanno totalizzato ben 65,25 % dei voti. Dunque, a prescindere dal giudizio che si ha dell’islam e di come questi partiti governeranno i loro paesi, resta il fatto che la nuova geografia politica sia il prodotto della volontà popolare in quei paesi. Questione di Democrazia!

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