L'Appunto di Aly Baba Faye

Le dimissioni di B. e la ragion di “mercato”

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B.  ha rassegnato le dimissioni ieri sera. Dunque per ora esce dalla cabina di commando. Un fatto che non può che avere effetti positivi per l’Italia. Il fatto che il Bel Paese sia stato nel mirino degli speculatori è ovvio. Con il passo indietro del “Sultano d’Italia” ora la vulnerabilità del paese si ridimensiona. La spirale negativa di svalutazione dei titoli di stato italiani avrebbe determinato un indebitamento insostenibile fino al Default. L’Italia rischierebbe una crisi simile a quella già sperimentata dall’Argentina. Un rischio che per ora sembra scongiurato. E la nommina di Mario Monti rappresenta certamente una garanzia da questo punto vista. In questo senso, la mossa del presidente della Repubblica è stata di grande aiuto. Dunque B. è stato estromesso non per ragioni politiche ma per ragioni economiche. E la vera ragione che lo ha costretto a cedere sta nella pressione che hanno esercitato le dinamiche dei mercati finanziari. Come si direbbe dalle parti di Washington: Wall Street è riuscito a fare ciò che Main Street non ha potuto fare. Infatti, solo i mercati potevano estromettere il più “Grande Mercante” del Bel paese. Dunque è prevalsa la Ragion di Mercato! Il mercato è il dominio degli interessi e ogni “conflitto d’interessi” viene prima o poi arbitrato. Ma il “Grande Mercante” ha ceduto per difendere le proprie aziende. Ha dovuto scegliere tra il Potere e le sue proprietà. Si è salvato in calcio d’angolo come si direbbe nel gergo calcistico. Ora se è ovvio che la ritirata di B. è anche una sconfitta personale va detto che politicamente non è l’unico sconfitto. Questa vicenda di fatto sancisce un commissariamento della politica. Infatti la nomina di Mario Monti (e anche in maniera speculare anche la nomina di Papademos in Grecia) è l’ennesima celebrazione delle technocrazie da parte dei mercati. Tant’è.  Nella tempesta bisogna prima trovare riparo poi pensare di asciugarsi! Ma attenti a parlare di liberazione! I mercati chiederanno il conto. Dunque,quel che si apre non è una primavera italiana bensì un inverno italiano. Sarà una traversata del deserto. Per quel che resta della legislatura non è detto che l’uscita auspicabile dalla tempesta finanziaraia non ci porti in una tempesta politica peggiore di quello che ha rappresentato B. E anche se così non fosse restano sul tavolo alcuni nodi delicati: la questione sociale e la crisi della politica. Due questioni sulle quali non possiamo certamente contare su un aiuto dei mercati. In attesa di vedere quel che saprà fare l’imminente governo Monti, c’è da augurarsi che inizi un confronto su quel che è successo e dunque sulle dinamiche di fondo che scaturiscono dal rapporto tra Mercato e Democrazia.  Questione di Primato!

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Una Risposta

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  1. […] Se non succede niente che possa restituire dignità alla democrazia allora la ragion di mercato (vedi qui) sarà sempre più dentro la ragion politica e che i popoli saranno sempre più a sovranità […]


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