L'Appunto di Aly Baba Faye

Buon compleanno Africa!

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Oggi è la ricorrenza della nascita dell’Organizzazione per l’Unità Africana (OUA) ora ribattezzata Unione Africana. Era il 25 Maggio 1963 ad Adis Abeba i giovani Stati nascenti si ritrovarono per affermare l’unità dei popoli. Da allora molta acqua è passata sotto i ponti. La storia dell’Africa delle nazioni non è ancora gloriosa. Finora non è stata all’altezza delle sfide della contemporaneità. Fame e malnutizione, povertà e miseria, guerra e genocidi, dittature e colpi di stati ma anche saccheggi delle risorse e aggressioni ecologiche, sono i dati salienti del bilancio delle indipendenze. Una diagnostica onesta non può non essere spietata. L’Africa delle indipendenze non ha mantenuto le promesse. C’è una crisi di civiltà che si manifesta in una crisi di identità. E le responsabilità sono sia esogene che endogene. Non mi chiedete di fare le proporzioni perché sarebbe una provocazione perniciosa. Certo, la Tratta dei negri che ha durato 3 secoli e ha visto la deportazione di oltre 100 milioni di africani schiavizzati verso le Americhe. Una ferita che non si è ancora cicatrizzata. La più grande tragedia della storia dell’umanità (rimossa!) ha privato l’Africa della sua forza motrice. Poi la colonizzazione ha depredato le risorse del continente e sconvolto gli equilibri tradizionali basati sull’economia di sussistenza. E tutto questo ha comportato un processo di ulteriore alienazione della Civiltà africana già sconfitta con la disfatta dell’Egitto antico. Sarebbe utile insegnare la Storia anche degli sconfitti. Perché le risorse della memoria non sono residui del passato ma semi per il futuro. Un giorno forse lo capiremo. Nel frattempo l’ignoranza della vicenda africana non aiuta. Per questo si continua a deridere l’Africa. E gli africani vengono guardati dall’alto in basso. Spesso con sufficienza. A volte con disprezzo. I popoli dell’Africa sono considerati come una sottospecie umana. Vengono trattati come gente senza dignità. Una volta erano considerati senza anima. Ora c’è chi trama sotto per una ricolonizzazione dell’Africa. Pare che ci sia persino chi, secondo logiche maltusiane, dispiega processi di disseminazioni dei popoli con la fomentazione di guerre, genocidi e persino diffusioni di malattie e nuove peste. Infatti, in alcuni salotti dell’Europa si parla senza pudore di incapacità degli africani di farcela da soli. C’è persino chi sogna di rimetterci le catene della schiavitù. Perché vogliono accaparsi delle enormi ricchezze del continente. Ecco perché vogliono che restiamo divisi.  E anche qualche fratello e sorella ci mette del suo. I nostri governanti fanno a gara per assecondare ogni sorta di avidità e meschinerie. Ma per fortuna c’è un’altra Africa. Un’Africa che sogna, un’Africa che lotta e non si arrende. Ci sono sparsi nelle comunità locali delle cellule di resistenza e di innovazioni. Ma la forza delle multinazionali e dei potentati locali, ma anche qualche lobby di falsi sviluppatori ci si mette di traverso. Ci sono anche coloro che sognano e lavorano per l’unità dei popoli. Coloro che sperano che un giorno l’Africa si metterà in piede perché dei suoi figli valorosi hanno rifiutato di abbassare lo sguardo. Costa quel che costa hanno deciso di tenere dritta la schiena. In loro vive la memoria di africani nobili come Lumumba, Krumah, Nasser, Cabral, Sankara, Cheikh Anta Diop e altri. In cuor loro batte la generosità di Mandela, Senghor, Houphouet Boigny e altri figli ancora. Il Panafricanismo, e l’idea di rinascita di una Civiltà Africana nuova è la benzina che alimenterà la speranza di libertà, giutizia e prosperità. E così un’Africa libera potrà dare un contributo prezioso per l’edificazione di una Civiltà dell’Universale come risultante da un processo osmotico di un dialogo rispettoso tra le diverse componenti della famiglia umana. Per arrivare a questa prospettiva ci sono oltre l’unità e la soggettività anche la realizzazione delle 3 R del processo di normalizzazione delle relazioni tra Africa e Occidente: Riconoscimento, Risarcimento e Riconciliazione. Solo così il contributo dell’Africa, in questo periodo di globalismo, potrà servire per la costruzione di un Umanesimo integrale. Buon compleanno Africa!

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