L'Appunto di Aly Baba Faye

Mirafiori: il tema della dignità

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46% è una percentuale alta. Nella misura di ogni cosa è una proporzione che si avvicina alla metà. Nello specifico dei dati sul referendum di Mirafiori, questa percentuale assume una valenza politica forte. Un dato la cui importanza  non è da considerare soltanto nel registro della valutazione aritmetica. Non c’è dubbio che quel 46% di No al ricatto di Marchionne è la cifra di una vittoria morale. E’ la rappresentazione plastica del rifiuto di un tentativo di mortificare la dignità delle persone. In questa prospettiva, anche nei Sì, espressi solo per necessità e per paura, ci sta una volontà di difendere la dignità sociale. Perché in questa Repubblica fondata sul lavoro “chi  perde il lavoro perde dignità sociale”. Per questa ragione il referendum di ieri a Mirafiori non potrà mai essere una vittoria del paese. Marchionne, per il mestiere che svolge, sarà pure contento di poter finalmente fare come gli pare e piace. Ma la sua è solo una vittoria di pirro, almeno  se si guarda alle cose sul piano etico e sociale. Certo da un punto di vista del Business, l’AD del Lingotto avrà pure conquistato un tassello importante nel suo disegno economicistico. Tuttavia si tratta di una conquista da capitalismo di rapina che, in giro per il mondo, sta distruggendo l’ambiente e disgregando le società. Un capitalismo per cui le persone sono solo numeri da piegare alle esigenze della produzione: appunto come fattori produttivi. Non importa se sono padri o madri di famiglia; non importa se i loro figli possono morire di fame; non importa se possono finire sulla strada come clochards. Insomma, non importa nulla che non sia l’accumulazione di profitti. Ma che civiltà è quella per cui le persone e i loro bisogni non contano nulla? Che civiltà è quella per cui una persona che lavora in una fabbrica non può permettersi di comprare il prodotto che egli stesso ha contribuito a costruire? Che civiltà è quella per cui la persona deve vendere la propria vita per poter sopravvivere? Ma che valore attribuire all’umanità e alla socialità? Che valore ha per l’economia la felicità e la libertà delle persone? Ecco ieri sera il 46% di No ma anche molti altri Sì, per ragioni diverse, ci richiamano a riflettere su un concetto: la dignità. Cioè quella cosa che le popolazioni civili stanno chiedendo nelle strade della Tunisia e in Algeria. Quella dignità che l’economia non sa né vuole riconoscere anche se di fatto è la quintessenza della Politica. Infatti quel che viene sbandierata come  libertà di mercato è prima di tutto l’estromissione della politica nello spazio pubblico. Se resta solo il politicantismo non ci si libererà mai dalla mercantilizzazione delle relazioni umane. Dunque stamane mi sono svegliato con la speranza di poter sognare una nuova realtà che ricompatti le ragioni dell’economia e della socialità, che è un sogno di libertà. Perciò dico grazie agli operai di Mirafiori e ai ragazzi della Tunisia e dell’Algeria che stanno combattendo una battaglia che ci riguarda tutti come esseri umani. Merçi pour les combattants de la liberté pour que vive la dignité. Questione di liberazione!

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Written by Aly Baba Faye

15 gennaio 2011 a 10:28

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