L'Appunto di Aly Baba Faye

Nobel a Edwards irrita il Vaticano!

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Il Vaticano critica la decisione di assegnare il Nobel per la medicina a Robert Edwards, padre della fecondazione in vitro. Scelta “completamente fuori luogo” la definisce il presidente della Pontificia Accademia per la Vita, mons. Ignacio Carrasco de Paula. Che parla inoltre di “non pochi motivi di perplessita” scaturiti dalle sue ricerche: il mercato degli ovociti, gli embrioni congelati e le questioni relative alle mamme-nonne e agli uteri in affitto‘. Dunque ecco perché la decisione di dare il Premio Nobel al padre della fecondazione riapre la discussione su un tema eticamente sensibile. Certamente è una decisione destinata ad alimentare nuove passioni e a riprodurre antiche divisioni. Il tema di come si nasce e come si muore interpella le coscienze. E la memoria non può non tornare al caso Eluana Englaro e alle discussioni sulla legge 40. Allora la parte più brutta  la recitava la politica che, spesso faceva la parodia di se stessa. Ora siamo in una fase di campagna elettorale dopo la “crisi più pazza del mondo” che si è consumata questa estate. Immagino che per molte forze politiche la riproposizione del tema sarà vissuta come un grande dispetto nei loro confronti. Insomma, ne sentiremo di belle tra amenità ed ambiguità, tra bizzarrie e bisantinismi, tra grida e non detti. Il tema è di quelli che suscitano  passioni  e  come si usa dire merita. In generale, la questione viene sommessamente declinata in una dialettica tra fede e ragione.  Poi  naturalmente sullo sfondo c’è il tema della laicità dello Stato che, purtroppo, alimenta un classico  duello tra due tipi di fondamentalisti che si rinfacciano reciprocamente gli opposti eccessi ribattezzati laicismo e clericalismo. Quel che mi sento di dire come credente laico è che il confronto in termini di polarizzazione tra fede e ragione non rende giustizia alla complessa articolazione delle ragioni. Semmai sarebbe più utile una dichotomia tra fede e scienza che forse aiuterebbe di più e favorirebbe una comprensione reciproca tra le opposte fazioni. Ora, mi si consente una citazione e una considerazione per delineare il perimetro del confronto a cui mi piacerebbe partecipare. La citazione recita che “scienza senza coscienza altro non è che la rovina dell’anima” mentre la mia considerazione è che “la fede senza ragione altro non è che cecità della mente“. Ecco dal mio punto di vista, il binario sul quale  far muovere una discussione seria che, invece di una gara tra monologhi, diventi un dialogo costruttivo tra diversità. Questione di  Tolleranza!

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