L'Appunto di Aly Baba Faye

Votare? Sì. Anzi no. Ma forse!

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La crisi di governo sembrava imminente. Invece quella a cui abbiamo assistito è soltanto una brutta parodia della crisi della politica. Uno spettacolo di “danza della lingua” che sfoccia  in una gara di pernacchie. La cronistoria di quest’estate politico non la si scorderà facilmente. La richiesta di dimissioni del presidente della Camera da parte della maggioranza che lo ha eletto. Poi Fini a Mirabello che decreta la fine del PDL e lasciò il cerino a B. il quale disse si vota. E Bossi rincarava la dose andiamo alle elezioni a  Novembre.  E poi ci ripensa e dice: con Silvio a volontà,  si va avanti! E l’opposizione preoccupata che lo diffida dal dare la parola agli elettori si cimenta su governi di transizione, governi tecnici, governi di responsabilità nazionale, governi di scopo per cambiare la legge elettorale. Insomma un tormentone estivo all’insegna del si vota,  anzi no, ma quasi quasi. E forse! Ora dopo averle minacciate durante tutta l’estate per bocca dei suoi colonelli, B. ha deciso di tendere la mano al fronte della coalizione dei responsabilisti, coloro che le elezioni sono il male maggiore per il paese. E quasi quasi con “spirito di sacrificio” B. accontenta tutti. E con una dichiarazione,  il sultano di Arcore sembra aver chiuso il sipario estivo del teatrino della politica. Dice basta con il chiacchericcio politico nessuno può responsabilmente invocare le elezioni. E io  invece sono un irresponsabile (leggi qui).  E chiede che si torni al senso delle “responsabilità condivise”. E soprattutto dice di non scommodare gli elettori. Insomma, come recita la canzone “l’estate sta finendo” e con esso le divagazioni d’Agosto.  Dunque, si torni al senso della realtà. I fatti dicono che per ora non ci sono alternative al suo governo. Dunque avanti tutta con il Governo del fare, il migliore Governo dall’Unità d’Italia. Il governo che nella crisi economica più pesante della storia del paese ha tenuto botta e ha impedito che l’Italia finisse come la Greca. Ecco dunque  la buona novella: Silvio c’è e non ci lascerà al nostro destino! Silvio il salvatore della patria, continuerà a guidare questo paese fino alla fine della legislatura.  E forse anche oltre,  in attesa che si faccia vedere un’alternativa. Finché l’Unto del Signore continuerà a fare effetto e finché non arrivi il Papa nero. Sia chiaro Silvio agisce per senso di responsabilità. Lo fa per amor di patria. Lo fa perché la stragrande maggioranza  dei suoi colleghi politici di entrambi i tre poli , in modo più o meno esplicito, glielo chiedono. Anzi alcuni lo hanno proprio “diffidato” dal lasciare  il paese senza guida.  E lui con la sua proverbiale generosità continuerà a favorigli delle sue grazie e con esse le disgrazie del paese. Grazie Silvio perché senza di te proprio non sanno cosa fare. Che Grillo ed altri fuori dal coro, si rassegnino a capire che in questo momento per gli eletti,  le elezioni sono  un fatto eversivo per il paese. E  dunque meno male che Silvio c’è e si sacrifica per loro. Questione di furbizia!

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Written by Aly Baba Faye

11 settembre 2010 a 12:01

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