L'Appunto di Aly Baba Faye

No ad un Stato latitante

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Dunque è capitato in questo paese che un sindaco, Angelo Vassallo che è noto ai più come un palladino della lotta contro la mafia, viene amazzato e la cosa passa come se niente fosse. Nessuna prima pagina, solo timide prese di posizione e deboli reazioni contro un fatto a dir poco preoccupante. Sembra quasi che l’assuefazione sia diventata una resa alla dittatura delle Mafie. Davvero questa vicende denota una sconfitta preoccupante della democrazia. Davvero non mi spiego come mai di fronte a questo fatto non ci sia stata una mobilitazione forte, una riscossa civile e una risposta democratica. Solo una fiaccolata doverosa ma non una risposta proporzionale alla gravità del colpo inferto allo Stato e alla democrazia. Una fiaccolata a livello locale come se la cosa riguardasse una piccola area del paese. Davvero credo che con questa inerzia politica e civile si è in presenza di una vera anestesia della coscienza civile del paese. Davvero credo che oggi le organizzazioni criminali si sentirano un pò più forte e si rafforzeranno nella loro convinzione che lo Stato o non c’è o un fantasma. Non riesco a capacitarmi in questa situazione imbarazzante e quasi demenziale. O forse in tutto questo c’è qualcosa che sfugge a me? Io mi sarei aspettato dallo Stato, dalle istituzioni e anche dalla società civile una reazione rapida e decisa e una mobilitazione popolare forte. Ma forse si è distratti dall’impegno virtuoso nelle piazze di Teheran e si è smarrito il mostro che si ha casa. Io credo che questa vicenda sia il segnale di una duplice sconfitta sia in termini di investimento nel contrasto alla criminalità che di dimostrazione di credibilità da parte dello Stato. Sembra che lo Stato e la politica siano latitanti. E non è una questione che riguarda il solo il Mezzogiorno ma è una contingenza politica nazionale. D’altronde si sa che uno Stato debole rappresenta un pericolo per la democrazia. Lo Stato nazionale non avrà più credibilità se non riesce a scommettere sul mezzogiorno e sulla sua capacità di essere motore di cambiamento e luogo dove le istituzioni possano avere dignità. Ed è in questo senso che l’affaire Vassallo interpella la coscienza profonda del paese, la credibilità delle sue istituzioni riproponendo il tema della moralizzazione della vita pubblica. Certo con uno Stato latitante è facile che le forze criminali la fanno franca. No! noi non dobbiamo consentire che l’onestà e l’etica siano “semi di martirio” , non dobbiamo consentire che che fare il proprio dovere sia un atto di eroismo, dobbiamo invece mobilitare le coscienze e reagire per dimostrare che lo Stato c’è ed è più forte delle forze criminali. Lo dobbiamo ai veri servitori dello Stato, ai martiri della legalità ma anche ai giovani del mezzogiorno e altrove che sognano un futuro libero dalla mafia.  Questione di etica!

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Written by Aly Baba Faye

7 settembre 2010 a 20:22

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