L'Appunto di Aly Baba Faye

USA-Russia: accordo sul disarmo

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Oggi a Praga Stati Uniti e Russia hanno raggiunto un accordo sulla riduzione dei rispettivi arsenali nucleari (come preannunciato qui).  L’intesa stabilisce un tetto di 1.550 testate nucleari operative e di 800 vettori nucleari e non stabilisce limiti sui programmi di difesa antimissile. Mosca ha ottenuto che sia fissato in forma vincolante il legame tra le armi offensive e difensive. L’intesa avra’ una durata di 10 anni e potra’ essere estesa per altri cinque. Questa è la sostanza dell’accordo siglato ieri. Lo scenario allestito a Praga per la firma dell’accordo Start II sul disarmo ha qualcosa di strano. Sembra lo strascico del periodo della Guerra Fredda. Si ha la sensazione che si tratta di un G2 più o meno importante di quella tra USA e Cina. Si ha il timore che è fuori tempo un’accordo sul disarmo. Della serie inutile chiudere la stalla quando i buoi son già fuori. Eppure suscita qualche speranza e ci si augura che si tratti di qualcosa di serio. Qualcosa che possa garantire la sicurezza nel “Worldistan”.  Insomma su un dossier delicato come il nucleare è d’obbligo l’ottimismo della volontà. Non possiamo rassegnarci all’idea di una minaccia di estinzione del genere umano.  Un pericolo reale che non possiamo ignorare. Sappiamo che la geopolitica del nucleare coinvolge molti paesi e molti gruppi. Sappiao che la maggioranza  dei membri del CDA (Club dei Detentori dell’Atomica) si trova nel Sud-Est asiatico. Pakistan e India ma anche Israele sono assieme allla Corea del Nord e alla Cina sono attori che nel bene e nel male possono giocare un ruolo importante nella sicurezza globale. La stessa questione del nucleare iraniano resta sul tappeto e potrebbe aprire la strada alla Turchia o altre aspiranti. Insomma in un mondo multipolare, dove c’è un discredito sull’ONU, un accordo a due o come si usa dire un approccio bilaterale assume un peso limitato  in un mondo non più diviso in due blocchi. Forse servirebbe anche un nuovo trattato di non-proliferazione e comunque una nuova governance globale. In attesa di nuovi assetti più adatti alla fase, l’accordo siglato resta pur sempre un atto politico importante. Si spera che il processo vada avanti in logica diversa. Si spera di superare la logica del “chi c’è c’è e chi non c’è non c’è” che è deleteria. Non c’è nulla che possa giustificare il fatto che l’Iran e forse domani anche la Turkia e altre potenze regionali come il Sudafrica o il Brasile non possano aspirare all’arma nucleare. Poi resta un fatto noto a tutte le cancellerie che in diverse parti del mondo e sopratutto in alcune aree dell’Africa si può comperare l’uranio nei suks. Per questo il dossier del disarmo va trattato in un capitolo più ampio della Global Security che comprende anche il terrorismo internazionale. Questione di consapevolezza!

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Written by Aly Baba Faye

8 aprile 2010 a 19:58

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