L'Appunto di Aly Baba Faye

Lo sciopero generale che non c’è stato

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Ieri 1° marzo 2010, come era prevedibile il paese non si è fermato. Lo sciopero generale degli immigrati non c’è stato (leggi anche qui). Semplicemente perché non c’erano le condizioni per farlo. Io sono stato il primo a lanciare il monito contro ogni slancio velleitario. Un’arma così potente non la si gioca se non si è sicuri di conseguire risultati. Ammesso e non concesso che decidono di farlo, ad oggi neppure i sindacati confederali sarebbero in grado di organizzare uno sciopero generale degli immigrati. Su questo argomento la mia analisi è nota da due anni come si evince dalla mia intervista sul sito  stranieriinitalia (che trovate  qui).  Per questo ho cercato da subito una mediazione tra chi, magari anche in buona fede, voleva lo sciopero e il sindacato che titubava. Alla fine è stato tolta l’idea di uno sciopero anche se i media continuavano a usare quella parola. Speriamo che non ci siamo giocati un’arma di ricatto così importante!  Comunque, ho fatto tante interviste e riunioni, ho scritto diversi articoli per spiegare che l’idea di uno sciopero era possibile ma richiedeva un percorso e delle risorse  che nelle condizioni date non si vedevano. In ogni caso, nonostante il paese non si sia fermato, ieri è stato reso visibile una vertenza sociale che non dobbiamo far cadere. Allora è da qui che bisogna ripartire. Anche con un maggiore senso di responsabilità per gestire e organizzare meglio questa vertenzialità che deve veder coinvolta la società civile in Italia. In gioco non sono solo il riconoscimento di diritti agli immigrati, il rispetto della loro dignità sociale ma la costruzione di una comunità coesa e solidale. Dopo i fatti di Rosarno, serve più che mai una nuova narrazione della convivenza civile in questo paese. Serve oggi più che mai rilanciare l’idea di una nuova pedagogia dell’antirazzismo. Serve oggi più che mai un nuovo progetto riformatore che miri a costruire, in un’ottica di cittadinanza attiva, una società nuova. Pertanto, nonostante tutto, la giornata di ieri può essere assunta come il suono della sveglia dopo anni di assuefazione che hanno determinato una sorta di anestesia della coscienza collettiva. Il percorso che si è inaugurato, e che andrà avanti fino al 21 marzo, dovrebbe sancire l’inizio di una nuova Primavera della democrazia italiana. Questione di costruzione!

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Written by Aly Baba Faye

2 marzo 2010 a 11:37

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