L'Appunto di Aly Baba Faye

Mamma li turchi!

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La visita del Premier turco Erdogan in Iran e i propositi attribuitogli sul programma nucleare e sulla politica d’Israele sono un segnale che merita una riflessione. La Turchia dopo anni di umiliazione come paese che mendica un biglietto d’ingresso nell’Unione Europea, sembra sia decisa ad affermare la propria dignità di popolo con una grande storia e di  far sentire la propria voce nel concerto delle nazioni. E’ questa, in sostanza, il significato profondo del tentativo di riannodare i fili di una politica estera che guarda al mondo musulmano. Il Governo di Ankara  cerca  di  riposizioniarsi sulla scena globale con un protagonismo nuovo. Dunque l’affermazione del diritto dell’Iran al  nucleare e l’annuncio di una serrata nei suoi rapporti con Israele sono la cifra di un nuovo corso della diplomazia di Ankara. Sembra che Erdogan abbia dichiarato che “le relazioni bilaterali con Israele subiranno ripercussioni se lo stato ebraico non mettesse fine alla “tragedia umanitaria” nella striscia di Gaza e non riannodasse il dialogo con i palestinesi. E poi ha aggiunto che “quanti parlano di disarmo nel mondo devono essere” i primi a iniziare.  Dunque, il diritto dell’Iran ad avere il nucleare , se non è una rivendicazione anche per se di tale diritto, rimette in discussione ogni credibilità del trattato di non proliferazione e della stessa NATO di cui la Turchia è un alleato. Insomma nel nuovo attivismo di Ankara ci sono tutti gli ingredienti che derivano dalla mancanza di lungimiranza dell’Europa. Di fatto l’UE ha ceduto alla turchofobia mascherata da “purismi” e/o false armonie culturali, da “ansie identitarie” e islamofobie. Un atteggiamento che ha determinata un ripiegamento della Turchia verso se stesso e verso il mondo musulmano. Eppure Obama, durante la sua visita in Turchia, aveva caldeggiata molto l’ingresso della Turchia nell’UE non tanto per “gentile concessione” ma come un’ opzione strategica per i nuovi assetti della global governance. Peccato che l’appello di Obama sia caduto nel vuoto. E l’ottusità politica e la paura hanno avuto la meglio sulla capacità di guardare al futuro e persino di pensare alla convenienza. Una Turchia in Europa sarebbe una garanzia di maggiore sicurezza e un OPA sul dialogo con l’islam come archtrave di un mondo di pace. Peccato che, in nome di radici giudaico-cristiane, l”Europa abbia rinunciato a muoversi sul sentiero dell’universalismo come Big Player sulla nuova scena globale.  Questione di ottusità!

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Written by Aly Baba Faye

27 ottobre 2009 a 12:45

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