L'Appunto di Aly Baba Faye

L’Uomo Nero di Franceschini!

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20080516 La scelta di Franceschini di nominare Touadi come suo vice in caso di vittoria alle primarire del PD fa discutere. Molti sono coloro che mi hanno chiamato per chiedere la mia opinione. E finalmente questa volta non devo plaudire a Gianfranco Fini il nuovo palladino della convivenza tra diversi. Tuttavia, la questione che sembra destare l’attenzione di molti è la motivazione con cui Franceschini ha giustificato la scelta: “l’ho scelto perché nero“. Alcuni sollevano un dubbio sulla pertinenza dell’idea di un “voto razziale”. Premetto che sarebbe un grave torto nei confronti di Touadi limitare questa scelta come una mano tesa a “calimero”. Touadi è un’intellettuale di grande spessore e uno politico abile che sa destreggiarsi bene ed è uno che si è sempre sotratto al folklorismo esotico. Chi conosce la sua storia  sa che ha sempre puntato sulla qualità del suo operato. Lo ha dimostrato sia nella sua attività di giornalista che come insegnante. Da tre anni è in politica dimostrando di non temere confronti con nessuno perché sa di non avere niente in meno rispetto a coloro che hanno occupato posti di direzione politica. Anzi! Touadi fa parte della cerchia ristretta di parlamentari più colti in questa legislatura. Per quanto riguarda il riferimento alla sua identità etnica da parte di Franceschini, credo sia riconducibile ad una sorta di “discriminazione positiva” e alla volontà di decostruire una visione di inferiorizzazione razziale presente nella società e nella politica italiana. Solo per questa ragione rappresenterebbe una scelta di rottura o come dice lo stesso Touadi: una “lucida follia”. Infatti, finora l’essere “nero” è uno svantaggio, un disvalore sociale in una società dominata dal WASP. Perciò non posso non cogliere la scelta di Franceschini come un atto corraggioso anche se non mi sfugge la mossa elettoralistica che mira a captare qualche voto di opinione. Mi auguro solo che sia il preludio ad una apertura delle porte del potere politico alle persone di etnie diverse in maniera tale che la rappresentanza politico-istituzionale assomigli sempre di più alla società reale. Anche se so che non basta un caso singolo, ma ci credo molto alla forza dei simboli e dell’esempio positivo. Poi fatemelo dire finora l’uomo nero era visto come un mostro che faceva paura ai bambini. Almeno nella narrazione politico-elettorale di Dario Franceschini l’uomo nero è diventato bravo, buono e illuminato. Questione di rappresentazione!

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Written by Aly Baba Faye

23 ottobre 2009 a 09:19

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