L'Appunto di Aly Baba Faye

Imam nero: affirmative action!

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Per la prima volta un nero, figlio di immigrati poveri, Cheikh Adil Kalbani (49 anni) diventa Iman della Grande Moschea della Citta Santa della Mecca. Sorge spontaneo l’accostamento con l’entrata di Barack Obama alla Casa Bianca. Ma forse questo fatto dell’Imam assume un valore più forte e quasi rivoluzionaria rispetto all’elezione di Obama. Infatti se negli States c’è stato un movimento dei diritti civili che ha prodotto forme di “affirmative action”; Nel mondo islamico il razzismo si è da tempo nascosto dietro l’affermazione di principio della uguaglianza di fronte a Dio. Infatti da un punto di vista teologico-formale l’islam è una religione egualitaria nella quale non conta né il colore della pelle né la classe sociale di appartenenza. Ma sul piano sostanziale le cose sono andate diversamente in quanto finora in molte società islamiche l’essere arabo sembrava un marchio di superiorità e l’essere nero è stato assimilato all’essere schiavo. Per questo la vicenda di Cheikh Adil Kalbani (49 anni) è una vera innovazione politica e culturale che  si ricongiunge con la figura del primo Muezzin dell’Islam ai tempi del Profeta ovvero Bilal.  Ora dunque un nero imam alla grande Moschea della città Santa è una scelta che potremo definire di “re-affirmative action” oppure il rilancio di una sorta di “teologia della liberazione” in ambito islamico. Questione di coerenza!

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Written by Aly Baba Faye

28 aprile 2009 a 20:58

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