L'Appunto di Aly Baba Faye

Gaza: Israele sbaglia.

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La crisi mediorientale è grave. L’offensiva israeliana ha qualcosa di irrazionale. Se l’obbiettivo dichiarato era di colpire Hamas l’effetto sortito è opposto a quello desiderato. Hamas rischia di rafforzarsi. I centinaia di morti civili  hanno aumentato la rabbia dell’opinione pubblica internazionale. Si rafforzano i sentimenti anti-israeliane non solo nel mondo arabo ma anche in Occidente. L’impotenza o complicità delle istituzioni internazionali indeboliscono le chance di una soluzione pacifica al conflitto israelo-palestinese.  L’auspicio di un mondo pacificato si allontana. L’instabilità del quadro geopolitico internazionale diventa il dato consolidato.  Inoltre, si paventa un attacco all’Iran mentre il silenzio della comunità internazionale è imbarazzante sulle guerre di serie B (il Darfur, il rischio genocidio in Congo…). E’ questa la situazione che sommessamente troverà il presidente eletto Barack Obama che si insedierà il 20 gennaio.  Certo molte speranze erano riportate sulla sua presidenza ma dalle prime avvisaglie si vede che non ci sarà nessuna rivoluzione. Ma almeno qualche piccolo passsetto in avanti. Certo sarà importante il ritiro dell’Irak se ci riesce. Sarà importante la chiusura di Guantanamo come ha promesso. Sarà importante che la leadership americana cominci col assumersi le proprie responsabilità rattificando il protocollo di Kyoto, la convenzione di Ginevra. Ma la spina al fianco di un eventuale nuovo corso della Pax Americana sta proprio lì in medioriente ed è lì che Obama dovrebbe dimostrare più corraggio cominciando col dire che Israele non può aver ragione a prescindere. E richiamarlo alle proprie responsabilità quando serve e questo non è affatto sinonimo di antisemitismo.  Il commissario delle Nazioni Unite dice che Israele ha violato la Convenzione di Ginevra.  Ma possiamo guirare che non vi sarà alcun conseguenza rispetto a questa denuncia.  In ogni caso, non si può confondere il linguaggio della verità con l’innimicizia. Anche le Nazioni Unite, la cui credibiltà ormai è al di sotto del minimo sindacale, non possono cavarsela con appelli di cessate il fuoco. Una forza di interposizioni sulla striscia di Gaza è una bestemmia? L’invocazione di sanzioni alla violazioni dei diritti umani neppure! Almeno che prevalga la logica dell’infallibilità di Israele, cosa che solo i “finti” amici di israele possono affermare. Continuare a trattare Israele in questo modo è il peggiore servizio che si può offrire al popolo ebraico. L’etica dell’amicizia vorrebbe che agli amici  si dica sempre la verità quand’anche fosse un’amara verità. Questione di sincerità!

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Written by Aly Baba Faye

5 gennaio 2009 a 11:17

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