L'Appunto di Aly Baba Faye

Milano: Colpe di razza!

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Milano, 14 set. (Apcom) – Un ragazzo italiano di colore, Abdul Salem G., originario del Burkina Faso, è stato ucciso a sprangate durante una lite esplosa questa mattina verso le sei in via Zuretti, nella zona della stazione centrale. Il ragazzo, arrivato all’ospedale Fetebenefratelli già in coma, è morto verso le 13.30. La polizia ha fermato nel pomeriggio i due aggressori.

Secondo una prima ricostruzione della polizia, Abdul Salem G. e due suoi amici, usciti illesi dalla lite, sono stati aggrediti verso le sei di mattina all’altezza del numero 50 di via Zuretti da due uomini, forse italiani, scesi da un furgoncino bar. I due, uno di bassa statura di circa 25 anni, l’altro più alto, con i capelli bianchi e di circa 40 anni, hanno accusato Abdul e suoi due amici di avere rubato merce dal loro furgone e li hanno aggrediti armati di spranghe. Abdul e i suoi amici hanno cercato di fuggire, ma i due sono riusciti a raggiungere Abdul e lo hanno colpito ripetutamente con le spranghe alla testa. Gli amici di Abdul sono riusciti ad annotare due lettere della targa del furgone bar.

Che dire? Se non che si va di male in peggio! Fatti come questo sono solo la punta dell’iceberg.  Infatti, dopo l’assassinio di Francesca Reggiani a Roma si è aperta una fase di vendetta di razza legittimata dalla classe politica e dai media. Allora, a nome della sicurezza del popolo “sovrano”, si era aperta una fase di “razzismo democratico”  e “xenofobia popolare”. Il razzismo fu sdoganato dai più e i diversi considerati poco più che delle zanzare. Chissà cosa avevano in testa i responsabili della morte del giovane “afro-italiano”? Qui si potrebbe aprire un lungo discorso ma mi permetto solo di dubitare che il termine possa essere “anacronistico”. Come ripete Africanus “un passaporto non rende la mia pelle bianca” si è italiano anche con la pelle scura. Tornando al fatto c’è il sospetto che gli assassini erano mossi dalla “difesa della propria sicurezza”. Dunque non è razzismo! Forse qualcuno non li considera neanche assassini. Ma nuovi  eroi come quelli che hanno avuto il plauso della gente.  Cito solo il famoso tabaccaio che ha sparato ad uno dei suo rapinatori e che ha avuto il plauso non solo della sua categoria ma anche di alcuni dirigenti politici. Insomma è il caso di dire che se tutto va bene siamo rovinati. Ora resta la domanda di sapere dove erano le pattuglie dei militari, i coordinamenti delle forze dell’ordine? Forse è finito lo spettacolo della parata! Questione di propaganda!

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Written by Aly Baba Faye

14 settembre 2008 a 22:03

3 Risposte

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  1. Baruda, naturalmente la mia è ironia per deridere la propaganda del governo sulla “militarizzazione del territorio” come fattore di sicurezza!

    Aly Baba Faye

    28 settembre 2008 at 12:46

  2. I militari? Siamo noi cittadini, noi militanti, noi persone che dobbiamo reagire.
    Non i militari. Li richiudessero a far marcette nelle loro caserme.

    baruda

    15 settembre 2008 at 10:05

  3. […] alybabafaye fa un paragone con l’uccisione di Francesca Reggiani a Roma, e l’ondata mediatica che ne è seguita, collegando il tema sicurezza a quello immigrazione. Stefomec invece ci ricorda una frase di Filippo Turati: La violenza è un metodo di lotta inferiore, brutale, illusorio soprattutto, figlio di debolezza, fonte di debolezza, malgrado, anzi, in ragione dei suoi effimeri trionfi. […]


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