L'Appunto di Aly Baba Faye

Global Jungle: Aria da pace calda!

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Fa caldo. Il riferimento va oltre al meteo.  Certo l’estate è bollente. Si suda molto da queste parti. Ma  bolle anche il clima politico.  E’ alta la tensione nella geopolitica mondiale.  Si paventa che la situazione possa precipitare. A 7 anni dall”11 settembre del 2001, la politica globale arranca nella giungla. Ovunque si  registrano conflitti, violenze e  tensione. Dunque i molti focolai di tensione portano a parlare di clima da “pace calda”. La guerra tra Russia e Georgia prefigura un conflitto latente tra Russia e Nato. In maniera speculare alla Russia, anche gli USA stanno affrontando una crisi diplomatica con due dei suoi vicini neo-socialisti la Bolivia e il Venezuela. Chavez ha letteralmente cacciato l’ambiasciatore americano e ha richiamato il suo (vedi qui). C’è chi sospetta un’asse strategico di questi paesi sudamericani con la Russia di Putin. Le espulsioni dai due paesi neo-socialisti degli ambasciatori americani è una mossa ascrivibile al clima di tensione fra USA e Russia in seguito alla guerra dell’Ossezia. Com’è ovvio, al centro della tensione c’è il primato geostrategico delle risorse naturali e dei corridoi dove passano o transitano quelle stesse risorse. Nel  frattempo Putin  cerca di evitare che la Russia sia circondata da nazioni aderenti alla Nato, dall’altro si sospetta un suo tentativo di portare la stessa minaccia potenziale sul continente americano. Siamo alla strategia dell’accerchiamento. Una strategia politico/militare già attuata da Mosca negli anni ’60 e che determinò la crisi dei missili di Cuba. Insomma, quel che si apre sembra l’epilogo di una transizione che iniziò con 11/09 cioè la caduta del muro di Berlino e l’apertura dell’era post-guerra fredda. Si parlò di mondo unipolare, di pensiero unico. Ma ci è voluto il 09/11 con l’attacco delle twin tours per vedere che la potenza era vulnerabile. Dunque due decenni dopo la fine simbolica della guerra fredda si riapre un periodo di pace calda che ricorda l’equilibrio del terrore. E il mondo è diventato molto più instabile. Basta pensare ai rischi di implosione nucleare. La molteplicazione delle guerre di faglia e di conflitti molecolari. Insomma il mondo di oggi non è governato, gli Usa in questo momento sono deboli. È in corso un cambio del vertice politico e parallelamente alla crisi dei mutui si sta assistendo a grandi manovre monetarie con un massiccio trade di dollari ed investimenti dall’estero: Russia e Cina fra tutti. Tipico atteggiamento prebellico. Del resto anche Putin nell’ultimo periodo ha preferito mantenere scorte di riserve naturali piuttosto che incamerare dollari. Le crepe del sistema finanziario ed economico costruito sulla globalizzazione alimentano maggiormente i desideri di nazionalizzazione delle risorse, in particolar modo energetiche. La partita iniziata ad agosto con l’avventata mossa del presidente georgiano, ha innescato un pericoloso meccanismo, che Putin sembra in grado di maneggiare con spregiudicata freddezza. Ora nella situazione di “pace calda” i protagonisti non sono più solo due imperi, alla finestra c’è una nuova potenza la Cina. Ma anche l’India sarà tra i protagonisti della scena globale. Ma accanto ai vecchi e nuovi Golia c’è una galassia di Davide. Al massimo i differenziali di “potenza” militare favoriscono il moltiplicarsi di “guerre assimetriche”. Insomma, siamo in tempi buii caratterizzati da molte insicurezze. Questione di politica!

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Written by Aly Baba Faye

12 settembre 2008 a 17:57

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