L'Appunto di Aly Baba Faye

Ramadan: E’ Tempo di Jihad!

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Nono mese del Calendario musulmano, fatto di 12 mesi lunari, il Ramadan costituisce un periodo eccezionale per il fedele musulmano.  La sua sacralità è fondata sulla tradizione già fissata nel Corano, secondo cui in questo mese Maometto avrebbe ricevuto una rivelazione. In origine, il mese di Ramadan era, come il suo nome stesso (il ‘torrido’) dimostra, un mese estivo; ma successivamente il Profeta Maometto (PSL) adottò un calendario puramente lunare di dodici mesi. Dato che il Calendario islamico è composto da 354 o 355 giorni (10 o 11 giorni in meno dell’anno solare), il periodo del digiuno.

Il digiuno (sawm ) durante tale mese costituisce il terzo dei 5 pilastri dell’Islam. Nel corso del mese di Ramadan infatti i musulmani praticanti debbono astenersi – dall’alba al tramonto – dal bere, mangiare, fumare e dal praticare attività sessuali. Chi è impossibilitato a digiunare (perché malato o in viaggio) può anche essere sollevato dal precetto, però, appena possibile, dovrà recuperare il mese di digiuno successivamente. Le donne incinte o che allattano, i bambini e i malati cronici sono esentati dal digiuno e dovrebbero al suo posto, secondo le loro possibilità, fare la carità come ad esempio nutrire le persone bisognose indipendentemente dalla loro religione, gruppo etnico o dalle loro convinzioni. Le donne durante il loro ciclo o le persone in viaggio non devono digiunare ma lo possono rimandare.

Dal momento che lo scopo del devoto è quello di purificarsi da tutto quello che di materiale esiste nel mondo corrotto e corruttibile, e dal momento che ogni ingestione gradevole è considerata corruzione del corpo e dell’anima, è vietato anche fumare e, secondo alcuni, profumarsi perché in entrambe le azioni s’ingerirebbero sostanze estranee e da entrambe le azioni si trarrebbe un godimento illecito che distoglierebbe dagli aspetti penitenziali cui mira l’istituzione. L’ingestione involontaria di cibi, di sostanze liquide o gassose non costituisce comunque rottura di digiuno. In occasione del Ramadan è anche richiesto di evitare di abbandonarsi all’ira.

Quando tramonta il sole il digiuno viene rotto. La tradizione vuole che si debba mangiare un dattero perché così faceva il Profeta. In alternativa si può bere un bicchiere d’acqua. Al termine del mese di digiuno viene celebrato lo id al-fitr (Festa della interruzione del digiuno) detta anche la Festa  piccola (id al-saghir).

Il significato spirituale del digiuno è stato analizzato da molti teologi. Si attribuisce ad esempio al digiuno la dote di insegnare all’uomo l’autodisciplina, l’appartenenza ad una comunità, la pazienza e l’amore per Dio. Insomma un vero sforzo pe governare l’anima, appunto un Jihad Nafs. Una sorta di guerra all’edonismo? Questione di sacrificio!

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Written by Aly Baba Faye

31 agosto 2008 a 17:21

Una Risposta

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  1. Ah, se solo tanti pretestuosi cattolici che tanto si scandalizzano per quel termine -Jihad- si rendessero conto che esso più che guerra significa lotta interiore – ovvero che Jihad indica semplicemente quello che i cristiani chiamano combattimento spirituale!

    daniele sensi

    4 settembre 2008 at 03:43


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