L'Appunto di Aly Baba Faye

Darfur: arrestare Al Bashir per fermare il genocidio!

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Il Procuratore generale della Corte penale internazionale dell’Aia Luis Moreno-Ocampo ha chiesto alla comunità internazionale di spiccare un mandato di arresto internazionale contro il presidente del sudan Omar Al Bashir per fermare lo sterminio in atto nel Darfur. Sono 10 i capi d’accusa che il Procuratore generale contesta al Presidente sudanese: 3 per genocidio, 5 per crimini contro l’umanità e 2 per crimini di guerra. Nel primo caso, Al Bashir è accusato dell’omicidio di esponenti delle tribù africane Zur (da cui il nome Darfur, terra dei Fur), Masalit e Zaghawa della regione, di aver causato loro gravi danni fisici e mentali e di aver imposto condizioni di vita tali da portare alla loro eliminazione. I cinque capi di accusa per crimini contro l’umanità riguardano omicidio, sterminio, deportazione, tortura e stupro. Infine, Al Bashir è accusato di crimini di guerra per gli attacchi lanciati contro i civili e la devastazione portata a città e villaggi. I giudici della Corte penale internazionale dovranno ora valutare le prove presentate dal procuratore e decidere se spiccare il mandato di arresto. “Il genocidio è un crimine per il quale è sufficiente l’intenzione o il tentativo di commetterlo, non occorre attendere che muoiano queste 2,5 milioni di persone“, ha detto  Moreno-Ocampo in un’intervista all’Associated Press. “Il genocidio è in atto“, ha aggiunto, denunciando lo stupro sistematico come un elemento centrale della campagna di sterminio. “Vengono stuprate donne di 75 anni, bambine di 6 anni – afferma – ci sono stupri di massa, stupri di gruppo, stupri davanti ai genitori“.

Il conflitto è in corso nella regione occidentale del Sudan dal febbraio 2003 e ha già provocato la morte di oltre 300.000 persone e lo sfollamento di circa 2,5 milioni di profughi. Moreno-Ocampo ha affermato che “gran parte della popolazione africana delle tribù Fur, Masalit e Zaghawa è stata cacciata dalle propria case nel 2004. Da allora, i miliziani arabi noti come janjaweed (diavoli a cavallo), con la complicità del governo di Khartoum, hanno preso di mira i campi con l’intento di far morire di fame i profughi. “Queste 2,5 milioni di persone sono nei campi. Le forze di Al Bashir non hanno bisogno delle camere a gas perchè sarà il deserto a ucciderle“, ha aggiunto il procuratore generale, facendo riferimento ai campi di concentramento nazista. I profughi “non hanno più acqua, né cibo né bestiame. Hanno perso tutto. Sopravvivono grazie agli aiuti alimentari internazionali“. Si rammenta che il conflitto scoppiò nel 2003 quando le tribù africane imbracciarono le armi contro il governo arabo di Khartoum per rivendicare una maggiore partecipazione all’amministrazione del Paese e una più equa distribuzione della ricchezza nazionale, da investire nella regione, grande quanto la Francia, afflitta da condizioni di sottosviluppo, aggravate negli ultimi anni dall’avanzare delle desertificazione. Il governo sudanese rispose con bombardamenti aerei e l’intervento dei miliziani janjeweed. Moreno-Ocampo ha quindi sollecitato la comunità internazionale a intervenire per scongiurare nuove vittime: “Stiamo parlando di genocidio. E’ facile da fermare? No. Dobbiamo fermarlo? Sì. La comunità internazionale ha fallito in passato, ha fallito a fermare il genocidio in Ruanda, ha fallito a fermare i crimini nei Balcani. Oggi però è diverso dal passato, perchè c’è questa corte, una corte indipendente, che dice ‘questo è genocidio“.  Parole forti dettate dall’indignazione. Questione di etica!

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Written by Aly Baba Faye

14 luglio 2008 a 19:06

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