L'Appunto di Aly Baba Faye

Touadi: arriva il chiarimento!

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Oggi ho sentito Touadi a proposito del post che lo riguardava. Un post lungo che mi ha costato tempo e energie. Era un argomento delicato. Perché ho sempre estimato Touadi. Abbiamo parlato tranquillamente. Mi ha spiegato meglio le sue motivazioni. Soprattutto mi rivelato alcuni particolari che spiegano come è finito  nella lista di IDV. E’ Veltroni che aveva chiesto a Di Pietro, nell’ambito dell’accordo pre-elettorale, di metterlo in lista nella prospettiva di un gruppo parlamentare unico. Una rivelazione che ha trovato riscontro nelle parole dello stesso Di Pietro attraverso il suo sito. Dunque, per onestà devo dire che questo dettaglio fa saltare alcune mie considerazioni sulla sua coerenza e sull’opportunità delle sue dimissioni. Infatti, nelle condizioni date, è Di pietro a dover spiegare ai propri elettori il fatto di aver messo Touadi nelle sue liste. Peraltro, con un meccanismo della legge elettorale che non prevedeva le preferenze, Touadi, come ogni altro parlamentare di questa legislatura, non deve rendere conto a nessuno se non a colui che lo ha nominato. Su questo difetto della legge elettorale si potrebbe aprire un lungo discorso ma non è il mio proposito. Qui, mi interessa solo la vicenda delle dimissioni di Touadi. La sostanza è che Touadi è stato nominato da Veltroni. Deve rispondere a Veltroni. In questo senso, l’approdo nel gruppo parlamentare del PD, è più che coerente con tutta la dinamica che lo ha portato in Parlamento. Su questo non gli può imputare nulla. D’altronde, il fratello non ha responsabilità nella “porcata” di Calderoli! In ogni caso, nelle condizioni date, le accuse di voltaggabbana, di mancanza di lealtà ecc… diventano irrecevibili. Le sue dimissioni non sono d’obbligo. Umilmente, chiedo scusa a Touadi per il dubbio che mi ha attraversato. E come ho sempre fatto, sono pronto a continuare a ricorrere allo scudo della fratellanza per “proteggerlo” come egli stesso ha sempre fatto per me. Restano però le raccomandazioni che gli avevo consegnato rispetto all’esigenza di un impegno sui temi del razzismo che nel PD sta mettendo radici. Su questo tema che è “legato” alle risposte che pensano di dare sulla sicurezza, Touadi non si faccia strumentalizzare. Come ho avuto modo di dire, i dirigenti del PD non se la possono cavare solo perché hanno un “deputato di colore” nel loro gruppo. Nel ringraziare Touadi per il chiarimento, che di fatto è stato di sollievo per me, gli faccio i miei più sinceri auguri di buon lavoro. Questione di onestà!

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