L'Appunto di Aly Baba Faye

Silenzio rumoroso!

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Rumoroso è il silenzio del sindacato di fronte al barbaro assassinio dell’operaio egiziano a Varese (vedi qui). L’unica reazione è stata un comunicato della CGIL 24 ore dopo il fattaccio. Che le agenzie non hanno riportato. Dunque non se n’è accorto nessuno. Eppure questo fattaccio richiama direttamente la responsabilità del sindacato. La sua capacità di rappresentanza e di tutela dei diritti e della dignità dei lavoratori. Ma è silenzio. Un silenzio assordante. Niente sciopero, niente manifestazione. Solo un comunicato per dovere d’uffico. Perciò sorgono dubbi. Se fosse un lavoro italiano ci sarebbe un silenzio così assordante? Ma i centinaia di migliaia di iscritti immigrati sono difesi adeguatamente? Serve ai lavoratori immigrati un sindacato come quello di oggi? Dobbiamo allora dar credito a chi vuole creare un sindacato degli immigrati? Oppure dei sindacati etnici? Magari anche con “salari etnici”! E forme di contrattazione che assumono connotati di baratro? Mi domando ma è così profonda la crisi del sindacato italiano. Come si giustifica questa inerzia sindacale di fronte ad un omicidio sul luogo di lavoro? Basta! Il movimento sindacale ha il dovere di reagire. Se si pensa che il sindacato è stato sempre molto attento ai diritti dei lavoratori immigrati diventa difficile accettare questo silenzio. Speriamo che non si tratti della caduta dell’ultimo baluardo della democrazia. Anche perché vorrebbe dire che non ci sono più argini alla deriva neofascista. Non è possibile! Mi auguro che il sindacato si dia una mossa! Non è accettabile la normalizzazione della discriminazione nei luoghi di lavoro. Non è accettabile l’idea di lavoratori di serie A e lavoratori di serie B. Non sto chiedendo un favore, né una gentile concessione. Sto chiedendo l’esercizio di una funzione primaria del sindacalismo. Rammento che la solidarietà su cui è nato il sindacalismo è un vincolo di interdipendenza di interessi reciproci. Senza la solidarietà è la morte del sindacato. Non servono fughe in avanti. E non sarà credibile l’appello contro la discriminazione dei Rom se il sindacato è esso stesso avvolto nel sonno della ragione e non è neanche in grado di reagire contro un fatto prettamente sindacale. Dunque CGIL-CISL-UIL reagiscano se non altro per i loro tanti iscritti immigrati. E se non sono più interessati a assolvere a questo loro dovere lo dicano chiaramente. Lancio un appello a Epifani, Angeletti e Bonanni invitandoli a fare qualcosa subito. Una manifestazione, uno sciopero o semplicemente una conferenza stampa unitaria dei segretari generali per denunciare in maniera netta un fatto così grave! Altrimenti avrebbero ragione coloro che vogliono un sindacato degli immigrati. Un sindacato che abbia a cuore gli interessi e la dignità dei lavoratori immigrati. CGIL-CISL-UIL se ci siete battete un colpo. Questione di rappresentanza!

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Written by Aly Baba Faye

19 giugno 2008 a 20:48

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