L'Appunto di Aly Baba Faye

Un’altra offensiva “padronale”

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(ANSA)- VARESE, 17 GIU – Un operaio egiziano e’ stato ucciso a colpi d’arma da fuoco a Gerenzano dal figlio diciannovenne del titolare di un’impresa edile. Antonio Fioramonte si e’ costituito. La sparatoria e’ avvenuta in una ditta che produce pavimenti. Said Saber abd el Basset, 29 anni, regolarmente in Italia, abitava a Castellanza (Varese). Il presunto omicida aveva rapporti di lavoro con la vittima

Dopo il capo treno che scaraventa una cittadina ghanese a Parma dopo avergli mosso un fiume di insulti e frasi disprezzanti, ecco un’altra notizia di cronaca contro cittadini stranieri. Non avviene sul treno o nei quartieri ma sul luogo di lavoro. Ci siamo! Il figlio del padrone la fa da padrino. Ricorda la vicenda di Jon Cavacu un giovane rumeno bruciato dal suo datore di lavoro per aver osato chiedere i suoi diritti. Era a Varese nel 2000. Dunque è capita di nuovo. Sempre a Varese. Questa volta in un clima diffuso di razzismo. Oramai tutto è permesso contro gli immigrati nella caccia al diverso. Ammazzare un ragazzo che si presume stava per rubare dei biscotti (il caso di Abba). E persino  sparare ad una bambina polacca di 5 anni come Karolina (vedi qui). Dunque un altro immigrato vittima del neo-fascismo che sta mettendo radici in Italia. Essere immigrato in questo antica terra di emigrazione non è più sicuro. Non è più sicuro camminare sulle strade. Non è sicuro salire sui treni. Non è sicuro andare all’università. Non è sicuro andare al lavoro. Insomma, la vita di un immigrato non è sicura in questo paese. Per causa di una regola non esplicita ma che detta i comportamenti. La mia sicurezza è la tua insicurezza! Questa è il motto vincente della guerra molecolare prodotta dalla deriva sicuritaria. C’è un clima pesante. Uno “scontro” di civiltà fomentato da un complesso politco-mediatico. Tv e giornali, partiti di destra e di sinistra tutti impegnati nella logica del capro espiatorio. Gli immigrati indesiderati. Gli immigrati invasori. Gli immigrati criminali. Insomma, gli immigrati il male del bel paese. Un cancro che va estirpato. Per la salute della società. Una monnezza che va spazzata via. Questa è la cultura diffusa. Il sentimento prevalente nel popolo. Ripeto non è questione di destra o di sinistra. Non riguarda solo la politica. E’ la cultura diffusa. E’ la logica della difesa “preventiva” contro i “criminali”. La società italiana è attraversata da guerre di faglia nei territori, nelle piazze. La reazioni “leggittimata” dalla classe politica contro gli invasori. Ognuno è chiamato ad agire contro i nuovi nemici. Sta trionfando la cultura fascista. Una cultura interiorizzata dai più. Una logica razzista e xenofoba. Dunque difendersi con ogni mezzo. La militarizzazione dei territori, le ronde “democratiche”, le segregazioni dei bambini e gli insulti e la violenza contro gli immigrati, contro i rom, contro i diversi. Tutto all’insegna del motto Bossiano: padrone a casa nostra! Manca poco alla grande pulizia etnica? Questione di tempo!

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Written by Aly Baba Faye

17 giugno 2008 a 19:51

Una Risposta

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  1. e poi dovremo avere paura degli stranieri. sono sempre più convinto che il male dell’italia siano gli italiani stessi..

    lucabecattini

    18 giugno 2008 at 07:20


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