L'Appunto di Aly Baba Faye

Bush a Roma: Pensando a Obama!

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Oggi George W. Bush è arrivato a Roma. Per quel che resterà come la sua ultima visita ufficiale da queste parti. Per me è l’occasione per rifflettere sulla sua eredità politica. Due mandati presidenziali durante i quali il mondo si è dilaniato. Guerre e terrorismo, violenze e odio sono stati i tratti dominanti della sua leadership nei 8 interminabili anni alla Casa Bianca. Sono certo che il giudizio della storia non sarà clemente rispetto al suo operato. La sua politica è macchiata di sangue, avvolta da misteri, zone grigie e non detti e mensogne. Una cosa però è certa: Bush rimarrà il più grande interprete della teoria del “caos creativo”. Intanto il caos c’è ed è destinato a crescere. Il presidente dell’invasione in Irak, dello scontro di civiltà, l’animatore del terrorismo internazionale. Forse contro l’Iran non ha la forza di lanciare un’altra guerra. Sarebbe un fronte ingestibile. Forse peggio dell’Afghanistan. Insomma, Bush è fautore di una politica del disastro come di più non si può. Mentre lo guardavo, cercavo di leggere tra i suoi tratti fisici quel che si cela nella profondità dell’anima. Non scorgo nulla. Mi pare un attore con la faccia da comico. Tipo Mr Bean. Mi viene il dubbio che forse non è così cattivo. Mi domando se fosse consapevole del disastro che ha creato insieme ai suoi. Dick Cheney e Donald Rumsfield fra tutti. Che tutto questo sia dentro una logica di congiura è un dubbio più che legittimo. Bush sembra non scorgersi di nulla. Parla di Dio. Di fede. E per un pò mi son detto che forse fosse solo uno scemo portato al potere nella più grande democrazia del mondo per fare un lavoro sporco, regolare alcuni conti sospesi. Saddam Hussein, e poi l’effetto domino, la pulizia del mondo. Serviva la figura du cow boy un pò cretino da manipolare senza che se ne renda conto. Insomma uno strumento al servizio di poteri occulti. Che crede di assolvere ad una missione messianica. Bush non è consapevole. Questo sospetto che alberga nel cervello e nel cuore dei molti. Stante i sondaggi gli americani hanno bocciato il suo operato. A livello internazionale neanche a dirlo, Bush è uno tra i peggiori leaders che il mondo abbia mai conosciuto. Pensando a tutto questo la mia rabbia si è subito attenuato quando ho aperta la mia e-mail box. Un messaggio proveniente da uno dei miei amici del sito di campagna di Obama che mi ha mandato questa foto di Obama del 1973 quando aveva solo 12 anni. Era alla scuolla elementare. Le immagini parlano da sé. Il piccolo Barry già fa il segno della vittoria e dietro c’è la scritta “Mixed Races of America”. Naturalmente è diventato oggetto cult della campagna. Hanno stampato delle t-shirt con la foto ritagliata di Barry. Momenti di allegria e speranza. Bush se ne va a casa e alla Casa Bianca potremo ritrovarci Barry. Che ora dice che il mondo va riparato. Questione di missione!

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Written by Aly Baba Faye

11 giugno 2008 a 19:56

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