L'Appunto di Aly Baba Faye

Sicurezza: Al via le retate!

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Dunque ci siamo! Come dicono la festa è finita. La Polizia è all’opera. Retate sul territorio. Nelle città la polizia è impegnata alla “de-rattizzazione”. I cittadini approvano. La politica nei suoi salotti esulta. Le operazioni di pulizia sono iniziate. Le pattuglie della polizia salgono persino negli autobus e sui tram, fanno scendere gli stranieri e tutti coloro che sono portatori di diversità. Controlli degli africani, arabi, rom, rumeni, e chiunque presenti tratti somatici “sospetti”. E’ un processo segregante per la grande pulizia del territorio. Sécurité obblige! E’ da lì che bisogna partire per “ristabilire” l’ordine nella società. Dunque, via i nemici e gli impostori. Coloro che mettono paura. Quelli che disturbano la quiete delle nostre città. Voilà! il nuovo corso della rinascita italica. La nuova stagione della democrazia italiana. Un corso voluto e teorizzato dalla politica in nome della sicurezza in un approccio bipartisan. Insomma, l’Italia si desta! Unita per difendersi dai barbari. Il popolo sovrano approva. Inizia la cacciata a Torino, Milano, Roma. Spedizioni nei campi rom. Blitz nelle residence. Arresti e espulsioni, incarcerazioni o trattenimenti nei CPT. Ma anche vessazioni, umiliazioni, e molestie etnico-razziali. Ecco, il nuovo volto della politica forte. Ecco la tolleranza zero! Ecco la democrazia che decide. Già il decisionismo! La regola d’oro del pragmatismo. L’espressione della volontà popolare. Intanto le popolazioni immigrate si sentono braccate. Vivono nella paura e sentono la rabbia. Odio xenofobo e inemicizia aumentano la tensione sociale. C’è un clima di scontro di civiltà. Una guerra civile latente. Serpeggia l’idea di uno sciopero generale degli immigrati. C’è chi propone una manifestazione nazionale contro il razzismo. Oggi, per la prima volta, un corteo dei rom sinti a Roma. Devono esser stati impauriti molto per decidere una protesta civile. C’è chi inizia a ragionare sulle possibili vie di fuga. Intanto, sono partite le operazioni di Stato dopo le ronde delle ultime settimane. Lo Stato c’è. La guerra è iniziata. Amnesty International, il Parlamento Europeo, Il governo spagnolo e quello rumeno, l’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani tutti già avevano segnalato qualche preoccupazione rispetto alla nuova marcia della politica italiana. A nulla è servito il loro monito. Neanche il richiamo della Chiesa viene ascoltato. Conta di più la benedizione del popolo e quella della divinità del Po. E’ il primato della politica. Mi domando dove andremo a parare nelle prossime settimane? Sono preoccupato. Intanto spero che l’ultima lezione della politica americana rappresenato dall’affermazione di Barack Obama possa pervenire anche qui nel bel paese. Si tratta del discorso di un umanesimo cosmopolita. Nel frattempo, dicamolo pure,  questa versione dell’Italian Dream fa paura. Ricorda un déjà vu che non tranquillizza affatto il mondo. Sappiamo del grande sogno italiano che ispirò il Ventennio italiano del secolo scorso!  Faccio gli scongiuri. Ma chi ferma i politici di razza e la loro politica della razza? Questione di pulizia!
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Written by Aly Baba Faye

8 giugno 2008 a 13:51

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