L'Appunto di Aly Baba Faye

DNC: compromesso sulle regole!

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Chi segue le primarie dei democrats si ricorderà la decisione della Democratic Convention Rules di annullare le elezioni primarie di Michigan e Florida che non erano “autorizzate” dal Partito.  Infatti, Michigan e Florida avevano anticipato le loro primarie facendosi beffa del calendario. La Commissione per le regole aveva ritenuto che si trattava di un comportamento “unfair” e ha quindi decretato l’annullamento. Si rammenta che in quei giorni Obama aveva sospeso la sua campagna mentre Hillary andò fino in fondo e ricevendo il maggior numero di delegati. Dopo la decisione formale di annullamento, Hillary aveva fatto ricorso per far valere i risultati di queste primarie, sperando così di riaprire la corsa grazie al “vantaggio” che aveva ottenuto. Soit dit en passant c’è un clima pesante che rischia di pesare sulla Convention dove si deciderà la nomination del candidato dei democratici per la corsa alla Casa Bianca. Aleggia nell’aria un clima di forte tensione che secondo alcuni potrebbe comportare dei rischi per la stessa organizzazione della DNC. Si temono contestazioni, sabotage e via dicendo… Dunque il Partito democratico ha scelto di risolvere questa questione per arrivare all’appuntamento di Denver, previsto ad Agosto, senza il macigno dell’esclusione dei delegati dei due Stati in questione. In questa ottica ieri serata si è raggiunto un compromesso per riconoscere il diritto di voto almeno metà dei delegati per ciascuno dei due stati coinvolti. Un compromesso che non soddisfa totalmente Hillary che vorrebbe che tutti i delegati avessero pieno diritto di voto. Mentre penalizza un pò Barack Obama che avrebbe potuto avere qualcosa in più se avesse continuato la sua campagna in quegli stati. Ma Barack è consapevole che la scelta della commissione gioca a suo favore per evitare eventuali contestazioni. In ogni caso, i giochi sembrano già fatti e una vittoria di Obama è data per scontata ormai da settimane. La matematica lo ha già portato verso l’incoronamento. In effetti, nel Michigan alla ex first lady saranno assegnati 69 delegati, contro i 59 di Obama. In Florida il vantaggio della Clinton sul senatore dell’Illinois sarà ancora più consistente, 105 a 67. Anche dopo il verdetto della commissione, a ogni modo, Obama resta favorito per la nomination: con la vittoria spostata più lontano a quota 2.118 delegati, al senatore africano-americano basterà ottenere 65 rappresentati nelle ultime primarie in programma nei prossimi giorni. Nel frattempo Bill Clinton dichiara che sua moglie è vittima della sinistra. Querelle ideologica? No, presa d’atto della fine del regno clintoniano sul partito. Come dice qualcuno: ora c’è un nuovo boss in città! Uno dotato di Baraka. Tempi nuovi!

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Written by Aly Baba Faye

1 giugno 2008 a 13:05

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