L'Appunto di Aly Baba Faye

Il mio attivismo online: Pericoloso!

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Mi sono imbattuto per caso in un sito di propaganda politica legata alle elezioni americane (vedi qui). Un fatto che mi riguarda personalmente. Il sito in questione è nato con lo scopo di condurre una battaglia contro il senatore dell’illinois Barack Obama. Infatti, il sito chiaramente schierato dalla parte di Hillary Clinton si chiama stop-obama. Il suo intento è quello di operare un attivismo online che mira a distruggere la figura di Barack Obama. Gli amministratori del sito sono 4 giovincelli: un american jew, un afro-american, un asian-american e una donna latin-american. La squadra è dunque multietnica ed è un campione rappresentativo  del melting pot americano. Gli amministratori di quel sito naturalmente fanno catenaccio nei confronti di Obama e della sua campagna cercando di smontare il successo di Barack e su cui la rete ha avuto un ruolo decisivo. Sull’argomento si sono scritti molti editoriali che confermano la potenza benefica del web nella campagna di Barack Obama. Il senatore dell’Illinois ha superato ogni record per quanto riguarda l’uso della rete. Obama è onnipresente nella rete. Laddove c’è un social network c’è un suo spazio dove Obama veicola messaggi, manda post, blogs, appelli, o fa fund raising. Insomma Barack Obama che deve molto del suo successo alla rete e alla sua capacità di creare communities partecipate. Praticamente riuscendo laddove Howard Dean aveva fallito, puntando forse in modo prematuro tutta la sua campagna sulla rete. Io personalmente sono anche un patito della rete e un cultore dei social media. E in quanto sostenitori fin dall’inizio della candidatura di Obama, e primo non americano ad aver creato un comitato di fans, ho anche un forte attivismo online. Con attivismo on line si intende un insieme di tecniche utilizzate attraverso la Rete per comunicare e interagire con individui che condividono obiettivi comuni. I primi fenomeni che cominciano tuttavia a mostrare le potenzialità della Rete in questo settore nascono intorno alla fine degli anni novanta. Da allora l’attivismo on line e gli strumenti che ne hanno consentito lo sviluppo hanno ampliato notevolmente le proprie potenzialità. All’email si sono aggiunti feeds, SMS text messaging, forum, piattaforme di social network, blog, widgets. La rapidissima diffusione di questi strumenti su scala mondiale è stata garantita anche grazie al costo d’accesso praticamente nullo della tecnologia (Luca Euleteri).”

Dico tutto questo per segnalare un fatto curioso che mi riguarda direttamente. Ebbene gli ammnistratori del sito anti-obama credono che io sia una delle figure chiavi dell’attivismo online nei social network  a favore di Barack Obama. Che lusinga! Fin qui tutto bene. La ricerca muove da un presupposto di teoria della rete conosciuto con il nome di (Six degrees separation) spesso è usato per disegnare una “mappa del potere” in una community o un’organizzazione. Da cui sono giunti alla conclusione che mi riguarda (one degree separation che denoterebbe un livello di vicinanza massima)  partendo da la mia iper-presenza nelle community a sostegno di Obama. Poi il fatto che faccio parte del Top Ten del sito ufficiale http:/www.barackobama.com/ essendo la mia pagina al 6° posto nel rank secondo i punteggi attribuiti rispetto al grado di partecipazione attiva nel sito medesimo. Fin qui tutto vero. Ma quando poi da quella ricerca insinuano (con tanto di disclaimer) che farei parte pure di coloro che hanno l’intenzione di sabotare la DNC d’accordo con il collettivo R68 (cioè degli studenti che sognano di ricreare il movimento del ’68 ) nel caso Obama non dovesse essere il Nomminee. AZZ!!!! Il fatto è che io partecipo a diversi gruppi aperti e chiusi e il mio contributo spesso è legato a mandare messaggi del tipo con Barack Presidente si inaugura una nuova era di pace e una possibilità di sconfiggere l’idea dello scontro di civiltà. Il fatto che tra i miei gruppi ci sono diversi che nascono dai campus universitari è secondo loro la prova che sono connesso con coloro che vorrebbero un sabotage. Una cazzata! Temo che l’essere musulmano è stato la chiave per simili. Insomma io attivista di primo piano lo sanno tutti ma “menti diaboliche” non me lo aveva mai detto nessuno. E comunque sia, immaginare una vicinanza così stretta a Barack Obama mi lusinga oltremisura. Perciò un grazie di cuore ad Hillary! Questione di riconoscimento!

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