L'Appunto di Aly Baba Faye

Pigneto: il nome del mostro!

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Le indagini sul raid al Pigneto hanno avuto un primo epilogo. Uno dei protagonisti ha già confessato. Il colmo è che si tratta di uno signor con un tatuaggio di Che Guewara al braccio. Ma come egli stesso puntualizza, “non sono né di sinistra né di destra. Non c’entra nulla l’ideologia politica. Già! La Polizia aveva escluso “ogni matrice politica” alla vicenda. Io personalmente mi ero chiamato fuori dalla diatriba, quella sì, ideologica. Avevo scritto un post intitolato “commenti off topic” ovvero “fuori tema” sostenendo che non era rilevante la matrice politica o meno della vicenda. E ricordando come ormai il razzismo imperante in Italia sia figlio di un populismo bipartisan. Ho ricordato lo sdoganamento del razzismo a sinistra celebrato dalle pagine di Repubblica e sostenuto dal gotha della sinistra neo-sarkoziana. Il dado era tratto. Ora l’effetto principale di questo nuovo coro bipartisan è la nascita di un mostro il cui nome è razzismo democratico. Un razzismo “di popolo” sostenuto e giustificato dal complesso politico-mediatico che in questi ultimi tempi ha simulato l’emergenza sicurezza in una campagna di allarmismo senza precedenti. La conferma ci è arrivata proprio ieri con il voto bipartisan per la procedura di decretazione d’urgenza per il pacchetto sicurezza che alla fine è solo una “stretta” sull’immigrazione basata su la criminalizzazione e logiche repressive. Al dunque le differenze d’approccio tra PD e PDL sull’allarmismo sembrano ridotte al minimo sindacale. Naturalmente chi dice sicurezza pensa immigrazione. Gli immigrati sono la fonte di insicurezza nel paese di totò Riina! Così sia!

Oggi il ministro dell’Interno Maroni ha detto: la vicenda del Pigneto dimostra che non c’entra nulla la politica ed è solo la reazione (leggittima?) di chi cerca sicurezza! Eloquente! Una stoccata a chi demonizza la Lega e ha parlato di neo-fascismo, di destra razzista e intollerante. Fuori i sassolini dalla scarpa! E Gasparri pretende le scuse di Veltroni. Scuse per le accuse! E’ già crisi della politica del bon ton? Chissà! Io la domanda che mi pongo resta quella di sapere se i commentatori e i politici di certa “sinistra” hanno davvero la consapevolezza di ciò che dicono oppure è il solito gioco della doppia morale. Insomma, con il beneficio del dubbio c’è da chiedersi se siamo di fronte a fenomeni di strabismo oppure di altrismo? Cinismo si intende. Nel frattempo notiamo come siamo immersi dentro un focolaio di tensione che rischia di degenerare in violenza incontrollabile contro gli immigrati e via di questo passo contro ogni portaore di diversità. A questo punto dunque le opzioni sono poche: o facendo finta di niente, o fare del giustificazionismo oppure cercare di porvi fine. Questione di scelta!

http://www.la7.it/news/dettaglio_video.asp?id_video=13340&cat=cronaca

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2 Risposte

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  1. Il Times e il rabbino-capo Di segni: deriva razzista in Italia

    Roma – 29 maggio 2008 – “L’Italia sta soccombendo a un’ondata di razzismo e xenofobia sotto il suo nuovo governo di centro destra?”. Se lo chiede oggi il Times, raccogliendo in un ampio servizio le testimonianze di stranieri che si sentono “trattati come criminali” e denunciano che la situazione è peggiorata dopo le ultime elezioni.
    “In Italia oggi – dichiara inoltre al giornale il rabbino-capo di Roma Riccardo Di Segni – ci sono allarmanti segnali di razzismo. Dobbiamo rimanere in stato di allerta, non per quello che sta succedendo ma per quello che potrebbe succedere. Prima si mette nel mirino un gruppo, poi un altro. Bisogna porre subito uno stop”.
    Un allarme simile è stato lanciato ieri anche da Amnesty international, che in particolare punta il dito contro “i toni discriminatori nei confronti di rom e migranti irregolari” che hanno accompagnato il varo del pacchetto sicurezza. Tutto questo mentre ancora non si sono spente le polemiche per le dichiarazioni dello stesso tenore fatte una settimana fa da alcuni esponenti del governo spagnolo.

    Aly Baba Faye

    30 maggio 2008 at 01:09

  2. Il razzismo non è affatto imperante in Italia.
    Anzi, è vero proprio il contrario.
    Gli immigrati che lavorano, extra-comunitari o no, sono tutti più che integrati nel nostro Paese.

    Il problema è dato da quelli che non lavorano, parte dei clandestini appunto.
    E se non si risolve questo problema in tempi rapidi, si rischia per davvero di fomentare, incrementare e rendere reale un razzismo ad oggi praticamente inesistente.

    mcz06

    29 maggio 2008 at 14:43


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