L'Appunto di Aly Baba Faye

Sicurezza alimentare cercasi!

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L’eco della voce dei poveri non sembra aver giunto in Italia. Mentre la crisi alimentare mondiale sta facendo già molte vittime, e in diversi paesi la questione all’ordine del giorno si chiama insicurezza alimentare, in Italia non ne parla quasi nessuno. Manifestazioni violenti in Egitto contro il prezzo del pane, insicurezza alimentare nel Sri Lanka, rivolte in Mauritania, Camerun, Costa d’Avorio, Burkina Faso e Senegal. Disordini ad Haiti e nel Pakistan.  Da due mesi a questa parte il tema caldo dell’agenda della globalizzazione riguarda la crisi alimentare mondiale. Un tema destinato ad occupare ancora per molto il banco dell’emergenza. Il primo grido d’allarme è stato lanciato dal PAM (Programma Alimentare Mondiale) nel mese di marzo scorso facendo sapere che servono 500 milioni di dollari in più. Per il direttore generale della FAO Jacques Diouf, la prima organizzazione ad aver messo in guardia sui rischi della moda dei biocarburanti (era nel luglio del 2007) servono misure urgenti per evitare che le conseguenze a breve termine non condannino molta più persone alla fame. Secondo Diouf “ i prezzi dei generi alimentari sono lievitati dal 45 % negli ultimi 9 mesi e ci sono rischi seri di penurie”.

Le cause dell’attuale crisi alimentare sono molteplici. Prima di tutto l’innalzamento del livello della domanda in seguito alla crescita economica di nuovi giganti dell’economia mondiale: la Cina, l’India e il Brasile ma anche di paesi emergenti come il Vietnam che non esporta più la sua produzione di riso ma la consuma direttamente. Poi ci sono gli effetti della crisi energetica sui costi di produzione agricola e l’uso di una parte importante della stessa produzione di mais e riso per ricavarne biocarburanti. Si rammenta che 30% del grano prodotto negli USA è oramai destinato alla produzione di etanolo. Dunque la domanda crescente di biocarburanti  penalizza la produzione per l’alimentazione. Infine, il terzo fattore che pesa sulla crisi riguarda le speculazioni finanziarie che poi determinano spinte inflative con conseguenze per il consumo alimentare delle famiglie in molti paesi. C’è già chi pensa agli OGM come la soluzione per sfamare una quota sempre più rilevante di persone. Il confronto tra sostenitori e contrari anima il dibattito. Intanto tra le conseguenze della crisi alimentare ci sarà la fuga dalle aree di povertà e dunque nuovi processi migratori. Gli esperti già prevedono nuove ondate migratorie dalle aree povere in cerca di sopravivenza. Serve sicurezza (alimentare)!

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Written by Aly Baba Faye

27 maggio 2008 a 23:15

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