L'Appunto di Aly Baba Faye

Primarie USA: The K.O. Day

with 2 comments

Oggi la lunga campagna delle elezioni primarie per la nomination del candidato democratico per la corsa alla Casa Bianca fa tappa nel Kentucky e nell’Oregon. Sono molti i democrats che auspicano la fine del match che oppone Barack Obama e Hillary Clinton. Io, nel frattempo, affido la mia speranza alla simbologia in un gioco infantile ma suggestivo. Infatti, la combinazione delle lettere iniziali degli stati dove si vota oggi cioè il K di Kentucky e la O di Oregon è davvero suggestiva. K e O fanno KO oppure OK a secondo dal senso di lettura. Dunque OK per chi è chiamato a vincere e KO per chi si troverà perdente. E’ probabile che sarà OK per Barack Obama che vincerà per KO sulla sua rivale Hillary Clinton. Scherzi a parte, tutti i pronostici dicono che oggi sarà la tappa decisiva che sancisce la vittoria del senatore africano-americano dell’Illinois. Infatti, la matematica è tutta a suo favore: ad Obama mancano 17 delegati per conquistare la maggioranza dei delegati eletti e mentre gli servirebbe 114 dei superdelegati. Si noti che 17 è il numero fortunato in America e Barack Obama ce la può fare. Se come mi auguro Obama conquistasse i 17 delegati si può dire che avrà già vinto moralmente la nomination avendo a suo favore il verdetto popolare che difficilmente potrebbe essere rovesciato dalla DNC. Finora Barack Obama ha vinto in termini di numero di delegati eletti e di Stati (32 su 49) dove si è votato avendo tra l’altro superato la sua rivale per le preferenze dei superdelegati. Insomma tutto questo assume di fatto la valenza di un’investitura popolare che gli consegna la Nomination. Obama è consapevole di avere la nomination quasi acquisita e non è un caso che nella sua campagna negli ultimi giorni abbia segnato una svolta strategica che si palesa nella scomparsa dai suoi discorsi di ogni riferimento alla sua rivale. La stessa scelta di volare stasera a Iowa dov’è aveva vinto a gennaio leggittimandosi come presidenziabile. Un nuovo inizio per affrontare una nuova fase della sua campagna per le elezioni vere e proprie e quindi la sua sfida contro i repubblicani. Già nei giorni scorso le sue puntualizzazioni sulle differenze di politica estera e la sua controffensiva contro Bush e McCain sono l’assaggio di una campagna che Obama vorrà condurre nel migliore modo possibile per la sua corsa verso la Casa Bianca. Ora persino l’establishment democratico ha chiaramente manifestato la volontà di concentrarsi sulla campagna e ciò si evidenzia nel fatto che si sta parlando di una congiunzione dei sforzi per un fund raising comune. Questione di pragmatismo!

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Written by Aly Baba Faye

20 maggio 2008 a 08:15

2 Risposte

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  1. Credo avrebbe un effetto positivo sulla politica internazionale.
    Grazie dei tuoi commenti

    Aly Baba Faye

    20 maggio 2008 at 15:21

  2. Nella corsa democratica io tifo Obama! per un’america ancora profondamente razzista in alcuni suoi stati, la vittoria del giovane candidato di colore sarebbe un gran passo avanti!! (poi Hillay fa paura.. sembra psicopatica!)

    lucabecattini

    20 maggio 2008 at 08:59


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