L'Appunto di Aly Baba Faye

Hillary: la Beffa…

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Hillary da tempo stava lavorando per il suo ritorno alla Casa Bianca da presidente. Il suo piano era concepito sulla base di una considerazione: la nomination è acquisita c’è solo da aspettare l’incoronazione ufficiale. Dunque il suo piano era tutto predisposto in vista dello scontro con i repubblicani nelle elezioni presidenziali. Perciò la sua strategia era di un posizionamento al centro per conquistare gli indipendenti e parte dei republicani delusi dalla politica di Bush. Ma la discesa in campo di Barack Obama ha sconvolto il piano di ritorno dei Clinton alla Casa Bianca. All’inizio ci fu la guerra in Irak che gli stava come una croce costringendola a inseguire il suo rivale su una posizione diciamo di sinistra. Mentre Barack che si era sempre opposto alla guerra presentava il calendario del ritiro dopo che tutti avevano potuto misirare il disastro della guerra Irakena, Hillary fu costretta a dire che anche lei avrebbe ritirato le truppe ma senza mai ammettere di avere sbagliato votando per la fiducia a Bush. Inzia così la storia della candidata “predestinata” che poi si è ritrovata a fare l’underdog. A nulla è valso il suo spostamento a sinistra per rincorrere il suo rivale. Al via Obama vince alla grande i caucus di Iowa e passa da candidato di testimonianza a candidato alla nomination e persino a presidenziabile. Hillary è costretta da lì in poi non solo a prenderlo sul serio ma anche ad inseguirlo. Da lì in poi la senatrice di New York le ha provato tutte per fermare questo nuovo fenomeno della politico mondiale. Dunque Hillary totalmente spiazzata non ha più avuto un piano chiaro e ne è una prova il continuo cambio di strategia nonché di personale del suo staff. Dunque, non essendo più certa la nomination, Hillary doveva conquistare i democratici e non era preparata. Assume un primo tentativo di cancellare le differenze programmatiche tra lei e il suo rivale così da rimettere la scelta sul piano della personalità. Scelta sbagliata! Il suo rivale ha più charisma, è più eloquente e ispira di più la base dei democratici e non solo. Non bastò la carta della ghettizzazione etnica rispetto ad un candidato la cui biografia racconta un’altra storia, non attecchisce. Anzi, la biografia di Barack meglio di qualunque cosa può comunicare un messaggio di unità della nazione e di riconciliazione con il mondo. Non bastò neppure la carta della paura richiamando il secondo nome “Hussein” per suscitare la diffidenza e il dubbio che fosse di religione musulmana. Poi Obama non è un candidato dei diritti civili né espressione della generazione del baby boom e continua a pescare nell’elettorato di tutte le etnie, bianchi, neri, latinos e asiatici. Sul piano della comunicazione Hillary non ha potuto reggere la forza d’urto di questo grande comunicatore capace di ispirare una nazione intera, di suscitare passione tra i giovani, acountability tra i cittadini. Allora ci provò a screditarlo dicendo che è bravo nella retorica ma non ha esperienza. Sì la carta dell’esperienza! Ha cercato persino il plagio del suo marito, insistendo inutilmente sull’esperienza, in un’elezione che si giocava sul cambiamento, sulla novità. Una scelta non brillante che la colloca di fatto nel passato mentre la gente vedo nel suo rivale il candidato per il futuro, elemento centrale dell’American Dream. Poi di recente, nel momento in cui Obama stava affrontando la tegola del suo Pastore Jeremy Wright, Hillary cerca di spostarsi di nuovo verso il centro, questa volta per marcare la differenza rispetto al suo rivale. Dunque ritratta le sue posizioni sull’Irak, ritrova il verve bushiano  sull’Iran, ritorna sulle sue proposte originarie sulla sanità e sulle tasse. Per ultimo lancia la sua proposta di vacanza impositiva sui combustibili non tanto come ricetta economica ma come posizionamento culturale. Una proposta che si è rivelata come un regalo inaspettato al suo rivale che aveva bisogno al momento di distogliere l’attenzione sul caso Wright e di parlare della vita e degli interessi dei cittadini. Coglie la palla al volo e denuncia la proposta di Hillary come un espediente della vecchia politica e trova al suo fianco tutti gli economisti che sparano sulla proposta come una buffala. Ora tutti i cittadini-consumatori sanno che si trattava di uno espediente politico e appunto di un gioco della vecchia politica ciò di cui la gente sente il bisogno di liberarsi. Forse ad Hillary non rimane altro che cercare un’uscita di scena dignitosa. Speriamo che non ci metta troppo tempo per trovare la porta…

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Written by Aly Baba Faye

9 maggio 2008 a 22:54

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