L'Appunto di Aly Baba Faye

Democrats: Duello Infinito

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Dunque Hillary vince di misura in Indiana (51% contro 49% per una differenza di 10.000 voti) quanto basta per rimanere in corsa nonostante la pesante sconfitta subita in North Carolina. Le chance di vincere la nomination si sono ulteriormente ridotte per la ex first Lady anche se ancora la matematica sfavorevole non è una condanna definitiva. Dunque si prolunga la gara e probabilmente tutto lascia pensare che il candidato dei Democrats per la Casa Bianca si deciderà ad Agosto alla DNC (Democratic National Convention) prevista a Denver. Un’eventualità che ha un unico precedente nel 1932 con Roosvelt che non riuscì a mettere la maggioranza necessaria. Che Hillary non intende mollare lo si può dedurre dalla notizia battuta ieri dalle agenzie seconda la quale la senatrice avrebbe chiesto altri prestiti per un ammontare complessivo di 6,4 milioni che sommati ai precedenti raggiungono 11,4 milioni per finanziare la sua campagna da Febbraio in poi. Dunque la senatrice non molla e come ha fatto sapere andrà fino in fondo. Da qui ad allora mancano 6 tappe per altrettanto Stati secondo l’agenda stabilita per le primarie con ancora in palio 217 delegati da eleggere. Intanto per avere la nomination ad Obama mancano 172 delegati per raggiungere la maggioranza necessaria di 2025 mentre ad Hillary ne mancano 326. Naturalmente è difficile pensare che la ex-first Lady possa fare il pieno di delegati nei 6 contesti restanti e anche se fosse avrebbe bisogno di conquistare una fetta consistente di superdelegati (in totale 470). Per ora la matematica sembra pendere dalla parte di Obama che per ora sembra aver superato anche l’ostacolo del caso Wright il suo amico e ex-padre spirituale. Comunque il duello continua e il logoramento preoccupa più di uno tra i democrats. E c’è chi confida in una discesa in campo di Al Gore, il quale è sempre più corteggiato ma finora non ha risposta alle lusinghe. Infatti da qualche settimana, il famoso giornalista Joe Klein propone l’ipotesi di una candidatura Gore dalle pagine del Time e l’idea inizia a fare breccia. Infatti la sua sarebbe non solo una candidatura vincente ma permetterebbe di riunificate un partito lacerato dalle logiche di tifoserie contrapposte e da molti rancori. Le carte del premio Nobel sono molte: il suo prestigio internazionale; l’apprezzamento di cui gode nel partito; le possibilità finanziarie di cui può disporre; la riunificazione del partito dopo la guerra fratricida che rischia di avvantaggiare i Repubblicani; Dunque discesa in campo di Al Gore? Per il momento l’interessato declina dicendo che non ne vuole sapere. Ma c’è chi non vuole credergli.

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Written by Aly Baba Faye

8 maggio 2008 a 08:11

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